Lettera / Tornare alle catacombe?

di Fabio Battiston

Caro Valli,

desidero personalmente ringraziarla per l’incontro del 7 marzo sul canale YouTube di Fede & Cultura. Come sempre, si è trattato di un momento di crescita e di confronto tra menti libere e aperte, cosa di cui c’è più che mai impellente bisogno in un momento come questo. Un tempo nel quale si fa sempre più pesante e penoso il dover comunicare e vivere nel contesto del cosiddetto “mondo libero occidentale”, che mostra ogni giorno di più il suo volto prevaricatore, intollerante e realmente dittatoriale. Qui si innesta la mia preoccupazione rispetto alla possibilità di poter continuare a esprimere – attraverso il suo blog, ma non solo – quel poco di pensiero alternativo che ancora non è stato fatto a pezzi dalla “libera e democratica” comunicazione massmediale europea. Temo fortemente che quanto sta da tempo avvenendo nei confronti di testate giornalistiche, agenzie di stampa e singole personalità non allineate col pensiero unico dominante (sanitario, etico-politico e pseudo religioso) – possa prima o poi colpire anche i nostri contesti. Credo sia il caso di prepararci agli incipienti tempi bui pensando a “nuove” forme di relazione tra comunità minoritarie e ormai “sotto sorveglianza” quali noi siamo. Le nuove forme di cui parlo sono in realtà quelle di una volta; una comunicazione materiale, non più e non solo tecnologico-virtuale, affidata a incontri locali “faccia a faccia”, alle lettere cartacee, alla partecipazione a eventi reali – religiosi e laici – che siano anche l’agorà (più o meno clandestina, questo lo capiremo dall’evolversi della situazione) in cui conservare e mantenere la nostra fede e le nostre radici/tradizioni. È un ritorno all’antico, certo, forse anacronistico e inattuabile, ma potrebbe essere una delle poche strategie da perseguire per non essere totalmente silenziati e sopraffatti.

Durante l’incontro di lunedì – rispondendo per iscritto al messaggio di un sacerdote che sollecitava la creazione di nuove, piccole comunità di fede – ho sostenuto l’idea di sviluppare quello che Rod Dreher ha così ben delineato nel suo libro L’opzione Benedetto. Dovremo tornare alla clandestinità delle comunità dei primi cristiani? A catacombe del XXI secolo? Non ne sono certo, ma lo temo fortemente. Ciò di cui, invece, sono sicuro, è che la persecuzione è in atto da tempo e che i nuovi Diocleziano sono non solo fuori ma anche dentro la Chiesa cattolica. I veri dittatori, criminali e persecutori non stanno dall’altra parte degli Urali ma sono qui tra noi, in questo Occidente anticristiano, gnostico e disvaloriale; nelle sue “Città degli uomini” in cui viviamo e siamo mescolati, come diceva Sant’Agostino.

Con grande vicinanza e cordialità.

In Gesù e Maria

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