Laboratori illegali di armi biologiche in Ucraina. Le responsabilità degli Stati Uniti

di Gilbert Doctorow

gilbertdoctorow.com

Un paio di giorni fa, quando ho pubblicato un riassunto delle drammatiche informazioni e degli avvertimenti arrivati durante l’ultimo briefing televisivo del portavoce dell’esercito russo, Igor Konoshenkov, ho ricevuto da alcuni lettori il commento che si trattava solo di propaganda russa, simile al tipo di propaganda che sentiamo regolarmente provenire dal Pentagono e dal Dipartimento di Stato. Secondo i commenti di questi scettici, le accuse che parlano di armi biologiche, vietate dalla convenzione internazionale e prodotte in laboratori sperimentali a Kharkiv e in altre città ucraine nell’ambito di programmi pagati e supervisionati dagli americani, devono essere per forza false. E lo stesso vale per l’affermazione di Konoshenkov secondo cui gli ucraini nelle loro centrali nucleari di Zaporozhye, che erano state appena occupate dalle forze russe, stavano lavorando su bombe nucleari sporche.

Tuttavia, la storia dei laboratori di armi biologiche ha ricevuto una convincente conferma dal Dipartimento di Stato americano quando Victoria Nuland, sottosegretario agli affari politici, ha dichiarato pubblicamente, davanti ai microfoni, che gli Stati Uniti temono che i loro laboratori biologici in Ucraina “cadranno nelle mani sbagliate”.

Questa, per quanto contorta, è un’ammissione: le accuse dei russi sono perfettamente vere. Gli Stati Uniti quindi stanno chiudendo i portelli contro l’imminente tempesta di indignazione internazionale, cercando allo stesso tempo di distogliere l’attenzione da se stessi e suggerendo che i russi potrebbero fare qualcosa di vile con ciò che stanno trovando nei laboratori.

La via di fuga americana e il tentativo di dissimulazione sono stati però ostacolati quando il ministero degli Affari esteri cinese ha chiesto agli Stati Uniti una spiegazione su ciò che gli americani esattamente stavano facendo nei loro laboratori ucraini, e non solo in quelli situati nelle città ucraine come Kharkiv a Leopoli, ma in un totale di 336 laboratori sparsi in tutto il mondo. L’intensa preoccupazione cinese è comprensibile, poiché uno di questi laboratori si trovava a Wuhan, il punto di origine del Covid-19.

Sempre in tema di armi biologiche preparate in Ucraina sotto la guida e il finanziamento degli Stati Uniti, esperti russi sono stati in televisione per spiegare come sono state monitorate le perdite avvenute da questi laboratori negli ultimi anni. Si dice che in uno di questi casi 450 civili ucraini siano morti a causa di agenti biologici che hanno contaminato le loro residenze. Questo numero, come noterete, è superiore al numero totale di civili morti nella “barbarica” ​​operazione russa in corso in Ucraina, come riportato dal Financial Times (l’aggettivo “barbaro” è stato usato da Andrew Bacevich, presidente del Quincy Institute for Responsible Statecraft, un autodefinito think tank americano per la pace).

I russi stanno ora verificando se i focolai di influenza suina e aviaria che hanno causato il caos nel loro bestiame nelle aree agricole vicine al confine ucraino possano essere stati indotti artificialmente da sabotatori provenienti dall’Ucraina. Secondo quanto riferito, nei laboratori ucraini sarebbero stati condotte anche ricerche su virus trasmissibili dagli animali all’uomo.

Passiamo ora alla questione del programma dell’Ucraina per la produzione di armi nucleari, menzionata anche da Konoshenkov nel suo briefing. I russi dicono di possedere qualcosa di più della semplice prova documentale di tale sviluppo, che contravviene al Memorandum di Budapest del 1994 e al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, di cui l’Ucraina è firmataria. I russi ora affermano infatti di aver trovato campioni di baby bomb che dimostrano senza ombra di dubbio le ambizioni nucleari di Kiev, per le quali gli Stati Uniti erano una forza guida.

Tutto quanto sopra indica che cosa ci si potrà aspettare quando i russi finiranno la loro campagna di smilitarizzazione e denazificazione in Ucraina nelle prossime settimane. Potrebbero convocare un tribunale internazionale per processare gli ucraini responsabili dei programmi illeciti che coinvolgono armi di distruzione di massa. E possiamo aspettarci che i cinesi si uniranno a loro nella gestione del tribunale, così come altri paesi strettamente interessati. È anche ragionevole aspettarsi che il tribunale identificherà e cercherà di estradare i gestori americani. Questo può essere difficile, perché Mosca ha già affermato che gli americani che sovrintendono ai laboratori di armi biologiche sul campo, in Ucraina, hanno tutti passaporti diplomatici. Tuttavia, i russi, come gli americani, in casi come questi possono rivelarsi pieni di risorse.

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Prima di chiudere il bollettino odierno circa gli ultimi sviluppi della guerra Russia-Ucraina a livello politico, rivolgo l’attenzione alla scottante questione della consegna all’Ucraina degli aerei Mig polacchi dell’era sovietica. I polacchi avevano discusso questa possibilità la scorsa settimana con il segretario di Stato americano Antony Blinken, e Blinken sembrava approvare. Per i polacchi, la proposta “donazione” per sostenere l’Ucraina sarebbe stata una manna dal cielo. Si sarebbero sbarazzati della loro flotta di vecchi aerei sovietici e avrebbero ricevuto in cambio dagli Stati Uniti nuovi caccia F-16, integrando meglio la Polonia nell’equipaggiamento standard della Nato, completamente sotto la guida dello Zio Sam.

Non c’è da stupirsi che molti altri ex paesi del Patto di Varsavia, ora membri della Nato, abbiano affermato di essere anche loro pronti ad aiutare i compagni in Ucraina consegnando i loro vecchi Mig a Kiev, così da ottenere in cambio aerei da combattimento degli Stati Uniti.

Varsavia ha annunciato l’intenzione di far volare i suoi Mig, per la consegna, fino alla base aerea di Ramstein, nella Germania sudoccidentale, ma questo comunicato a quanto pare ha colto di sorpresa il governo degli Stati Uniti. Infatti, durante il suo intervento davanti al Senato, Victoria Nuland ha detto di non aver ricevuto alcun preavviso circa l’annuncio e che non avrebbe fatto commenti fino a quando non fosse tornata nel suo ufficio e avesse studiato ulteriormente la questione.

L’annuncio polacco è stato davvero notevole. Ramstein è il quartier generale delle forze aeree degli Stati Uniti in Europa e anche del comando aereo alleato della Nato. Se i Mig fossero stati semplicemente trasferiti a piloti ucraini sul territorio polacco e poi portati in combattimento in Ucraina, i polacchi avrebbero attirato sul loro aeroporto di spedizione l’immediata punizione di cui il generale Konoshenkov ha parlato esplicitamente due giorni fa. Inviando invece gli aerei a Ramstein per la consegna agli ucraini, la risposta russa – attacco da crociera o missile ipersonico – sarebbe stata diretta contro la base aerea degli Stati Uniti.

Cari promotori della Polonia come scudo di difesa dell’Europa a Washington, fate molta attenzione a ciò che i vostri amici vi farebbero.

Tuttavia, nulla di tutto ciò avverrà, poiché il Pentagono ha fatto sapere che l’accordo non solo è inaccettabile, ma è al di fuori della competenza della Polonia. I portavoce del Pentagono affermano chiaramente che la questione riguarda tutta la Nato e può dunque essere presa in esame solo dalla Nato collettivamente, e non da un solo membro, la Polonia.

Questa è la bella spiegazione formalmente corretta fornita dal Pentagono. Il sotto-testo è che i capi di stato maggiore degli Stati Uniti hanno preso con la massima serietà gli avvertimenti di Konoshenkov circa la ritorsione contro la Nato, articolo 5 o non articolo 5 dell’Alleanza atlantica (quello dell’”uno per tutti e tutti per uno”). Nel frattempo, il grande pubblico negli Stati Uniti è all’oscuro di tutto, perché praticamente nulla di tutto ciò è apparso sui principali media.

Fonte: gilbertdoctorow.com

 

 

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