Consacrazione di Russia e Ucraina al Cuore Immacolata di Maria. Saranno coinvolti tutti i vescovi del mondo?

di Francesco Balducci

L’annuncio è arrivato, improvviso e anche un po’ inaspettato, con una dichiarazione del direttore della sala stampa della Santa Sede: “Venerdì 25 marzo, durante la Celebrazione della Penitenza che presiederà alle 17 nella basilica di San Pietro, papa Francesco consacrerà all’Immacolato Cuore di Maria la Russia e l’Ucraina. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto a Fatima dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, come inviato dal Santo Padre”. Un annuncio che ha fatto nascere grandi speranze nel mondo cattolico, e non solo. Finalmente un pontefice, dopo 105 anni, avrebbe ottemperato alle richieste della Madonna a Fatima nel 1917: “(…) Per impedire tutto questo verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa (…)”.

Dodici anni dopo, il 13 giugno 1929, mentre risiedeva a Tuy, in Spagna, suor Lucia di Fatima ebbe una nuova apparizione, durante la quale la Madonna disse: «È giunto il tempo in cui Dio chiede al Santo Padre di fare, in unione con tutti i vescovi di mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo di salvarla con questo mezzo». Una consacrazione, dunque, non lasciata all’improvvisazione, ma che la Vergine chiese venisse fatta senza prescindere da due condizioni essenziali e non aggirabili: la menzione della Russia e la partecipazione di tutti i vescovi del mondo.

E qui nasce il primo grande problema: nel comunicato della sala stampa vaticana non si fa menzione della partecipazione dei vescovi del mondo all’atto di consacrazione papale. Per quale motivo? Eppure le richieste della Vergine sono molto chiare.

La questione della Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria è forse la vicenda più misteriosa della storia della Chiesa del XX e XXI secolo. La Madonna chiede questo gesto, voluto da Dio stesso per un suo preciso disegno che in qualche modo vede la Russia coinvolta nel piano di salvezza dell’umanità, eppure nessun papa asseconda questa richiesta seguendo le modalità richieste.

Tanto che nel 1936 Gesù, in un colloquio con suor Lucia, dice alla religiosa: «Fai sapere ai Miei ministri, dato che seguono l’esempio del Re di Francia nel ritardare l’esecuzione della Mia richiesta, che lo seguiranno nella sciagura. Non sarà mai troppo tardi per ricorrere a Gesù e a Maria». Il riferimento di Nostro Signore è alle richieste del Sacro Cuore, fatte per mezzo di Santa Margherita Alacoque il 17 giugno 1689 al Re di Francia: ma né Luigi XIV né i suoi successori obbedirono alle richieste del Cielo, e il 17 giugno 1789, festa del Sacro Cuore, iniziarono i movimenti rivoluzionari che portarono al 14 luglio e poi all’abbattimento della monarchia cattolica francese.

Durante i vari pontificati del XX secolo si sono susseguiti alcuni atti di consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, ma mai è stata menzionata la Russia, né sono mai stati coinvolti i vescovi. Il 25 marzo 1984 papa Giovanni Paolo II voleva menzionare la Russia, ma alla fine cedette alle pressioni dei suoi consiglieri diplomatici, che temevano reazioni dell’Urss e del Patriarcato di Mosca. Dal 1984, e fino alla caduta del muro di Berlino, suor Lucia sostenne sempre che nessuna delle consacrazioni fatte fino ad allora era stata valida, perché tutte prive dei requisiti chiesti dalla Madonna.

In merito alle consacrazioni del 1982 e del 1984, in un’intervista rilasciata nel 1985 alla rivista Sol de Fátima, la veggente dichiarò categoricamente: «Non c’era la partecipazione di tutti i vescovi, né la Russia era menzionata».

Poi, all’improvviso, nel 1989 il cardinal Bertone disse che suor Lucia aveva scritto una lettera in cui diceva che la Consacrazione del 1984 ottemperava alle richieste del Cielo. Lettera che nessuno ha mai visto, e che non è stata mostrata, neppure in copia, nel dossier del 2000 su Fatima. In proposito padre Amorth disse: «Nessuno ha visto quella lettera di suor Lucia, per il semplice fatto che non esiste».

Sarebbe una grande occasione perduta se un gesto del genere, da cui dipendono i destini del mondo intero, fosse ancora una volta non pienamente gradito al Signore, per la mancata partecipazione dei vescovi di tutto il mondo. Ci sorregge comunque la certezza e la fiducia con cui accogliamo le parole della Vergine a Fatima, che ci rassicura: «Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace».

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