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Enzo Bianchi fonda una nuova casa. Non lontana da Bose

Enzo Bianchi fonda un nuovo centro di spiritualità. Esiliato da Bose a causa di forti tensioni interne, con tanto di intervento del Vaticano, Bianchi annuncia nel suo blog la nascita di una “casa che accoglierà chi vorrà vivere con me, gli amici e gli ospiti che cercheranno un luogo di silenzio, di dialogo e di ospitalità”. A tal proposito Enzo Bianchi spiega di aver acquistato l’immobile “con l’aiuto di amici e attraverso un mutuo decennale”. Si tratta di un cascinale che si trova ad Albiano d’Ivrea, in provincia di Torino, a soli quattordici chilometri dal monastero di Bose.

Bianchi, che al momento risiede a Torino, spiega nel comunicato: «Trascorsi poco meno di due anni di esilio dalla comunità alla quale ho dato inizio e nella quale ho vissuto per cinquantacinque anni e non potendo tornare a Bose per finire i miei giorni da monaco nella vita fraterna, ho acquistato con l’aiuto di amici e attraverso un mutuo decennale un cascinale nel comune di Albiano, dove poter vivere nella pace gli ultimi anni della mia vita. Terminati i necessari lavori di ristrutturazione al fine di renderlo abitabile, questo cascinale sarà una casa che accoglierà chi vorrà vivere con me, gli amici e gli ospiti che cercheranno un luogo di silenzio, di dialogo e di ospitalità».

«Chi genera un figlio – spiega Bianchi – non può rigenerarlo né farlo nascere di nuovo: ogni figlio è in un certo senso unico ed io non intendo rifare la comunità che da me ha avuto inizio, né fondare una nuova comunità religiosa canonicamente riconosciuta. Voglio solo vivere da monaco cenobita e non eremita come ho sempre vissuto. Cammin facendo vedremo cosa ci riserverà il Signore e cosa ci suggerirà lo Spirito santo. Questo cascinale – che da sempre porta il nome augurale di Camadio, ossia “Casa della madia”, casa dove si fa il pane – sarà certamente un luogo di preghiera, di incontro, di fraternità e sororità, una tavola approntata per la condivisione e lo scambio delle parole, degli affetti e della speranza».

Bianchi (settantanove anni compiuti il 3 marzo) ha lasciato Bose nel giugno 2021, al culmine di una sorta di braccio di ferro con il Vaticano che gli ha chiesto di andarsene dal monastero a seguito di un’indagine sulla vita della comunità.

Bianchi si era dimesso dalla carica di priore nel 2017, passando il testimone a fratel Luciano Manicardi. Ma i problemi interni a quel punto erano esplosi e Bianchi fu accusato dai confratelli di non aver mai lasciato veramente la guida della comunità.

La visita apostolica ordinata dal papa, iniziata il 6 dicembre 2019, è terminata il 6 gennaio 2020. Guidata dal delegato pontificio padre Amedeo Cencini, fu decisa “in seguito a serie preoccupazioni pervenute da più parti che segnalavano una situazione tesa e problematica per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità del fondatore, la gestione del governo e il clima fraterno”.

Il 21 maggio 2019 il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha firmato un decreto, approvato da papa Francesco, in cui a Bianchi è stato chiesto di lasciare la comunità monastica entro dieci giorni, ma Bianchi è rimasto nella sua residenza nei pressi del monastero per oltre un anno perché, spiegò, non riusciva a trovare un alloggio adeguato.

Nel tentativo di porre fine allo stallo, il monastero nel febbraio 2021 ha annunciato che avrebbe chiuso la sua casa comunitaria a Cellole (San Gimignano) e l’avrebbe messa a disposizione di Bianchi e di tutti gli altri membri della comunità che desiderassero unirsi a lui. A Bianchi venne quindi chiesto di partire all’inizio della Quaresima, ma non lo fece.

Papa Francesco è poi intervenuto direttamente nell’impasse, organizzando un incontro, il 4 marzo 2021, con il delegato pontificio a Bose, padre Amedeo Cencini, e Luciano Manicardi.

Bianchi nel suo sito ha lanciato una sottoscrizione: i donatori possono andare sostenere il progetto della nuova residenza contribuendo al mutuo e ai lavori di ristrutturazione.

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Sulla vicenda Bianchi ricordo questo libro: Nicola Bux – Aldo Maria Valli, Il cambio della guardia. Bose ed Enzo Bianchi come esempio di transizione della nuova chiesa, Fede & Cultura, 2022

La ricostruzione dell’allontanamento dal monastero di Bose del suo fondatore Enzo Bianchi.

Nel corso degli ultimi anni l’idillio ascetico del monastero di Bose è stato turbato sfociando in uno scontro senza esclusioni di colpi che ha coinvolto i monaci e le monache oltre che lo stesso fondatore, Enzo Bianchi, a cui il Vaticano ha ordinato di allontanarsi. Ma che cos’è esattamente Bose dal punto di vista canonico? In che misura la sua esperienza ecumenica può essere definita autenticamente monastica? Come si colloca il pensiero di Bianchi nel quadro della dottrina cattolica? Una vicenda, quella di Bose e di Enzo Bianchi, paradigmatica della Chiesa post-Vaticano II.

Nicola Bux – Aldo Maria Valli, Il cambio della guardia. Bose ed Enzo Bianchi come esempio di transizione della nuova chiesa, Fede & Cultura, 2022

Aldo Maria Valli:
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