Vaticano / Quel “modus operandi” trasversale

Mentre in Vaticano prosegue il processo sui presunti illeciti compiuti con i fondi della Santa Sede (prossime udienze il 30 e 31 maggio e il 1° giugno), la nota informativa inviata dal sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Edgar Peña Parra al promotore di Giustizia, professor Giampiero Milano, disegna un quadro a dir poco sconfortante. Datata 2 giugno 2020, la nota descrive uno scenario segnato da affarismo, collusioni di ogni tipo, clientelismo, favoritismi, fino alla truffa e alla malversazione. L’Ufficio amministrativo della sezione per gli Affari generali è, secondo la nota, segnato “da un vero e proprio modus operandi trasversale”, “sistematizzato e ben definito” in cui spiccano “interferenze e pressioni sui processi decisionali”, nonché “clientelismo e favoritismo”. Leggere la nota è istruttivo, anche se desolante. Pubblicato dal sito Silere non possum, il testo punta l’attenzione in particolare sul famigerato “affare” del palazzo di Londra, ma ciò che colpisce è quanto il degrado sia diffuso. “Il sistema raccontato dal diplomatico venezuelano – scrive il sito – è inquietante ma trova conferma nella vita quotidiana oltre Tevere. Amici, favori e clientelismo hanno ridotto lo Stato del Papa a un covo di incompetenti che però ricoprono ruoli apicali”. “La retorica di questi anni – aggiunge – è sempre stata quella di un Papa che avrebbe distrutto questo sistema di clientelismo e amicizie, ma è davvero così? In questi anni Francesco ha semplicemente tagliato alcune teste ma ne ha posizionate altre con il medesimo sistema. Cambiano i volti ma non cambia il meccanismo”. Poi il sito illustra la situazione del sistema della comunicazione, situazione quanto meno caotica, come si evince da una lettera in cui alcuni operatori del settore parlano di “continui sprechi economici”, “disagio di tanti lavoratori”, declassamenti, abbandoni, “assunzioni di parvenu dell’ultimo momento, spesso amici degli amici”, il tutto in un clima di “amarezza e sconforto”.

Questo modo di procedere, conclude il sito, non fa che “portare discredito alla Santa Sede e all’immagine stessa del Papa che, ancor oggi, non ha capito che le critiche sono la vera ricchezza per poter migliorare nel proprio ministero”.

Fonte: silerenonpossum.it

Foto di Aldo Maria Valli ©

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