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Segnali inquietanti dietro la linea di moda “no gender”

Con questo articolo inizia la collaborazione a Duc in altum di Valentina Ferranti,  antropologa, specializzata nello studio del rito nelle antiche civiltà, del linguaggio dei simboli e dei culti misterici. Tra le sue opere il romanzo di fantascienza Ritorno ad Amtara e il libro Prima RomaLe origini alla luce del mito.  

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di Valentina Ferranti

Viviamo in un’epoca innominabile. Fatichiamo a continuare il cammino, lastricato di buche che spesso sono vortici. I piedi poggiano su sabbie mobili. Il compito degli uomini e delle donne in questo tempo infausto è quello di vigilare e mantenere una centratura. Asse, palo maestro come quello cui Ulisse si fece ancorare per udire ma non perdersi. Necessitiamo della radice che dal profondo, come colonna portante, ci erge verso l’alto. Una verticalizzazione necessaria per restare saldi nonostante intorno a noi tutto tenda alla dissolvenza. Siamo stati avvertiti. I segnali di tale disfacimento erano già stati scritti e pronosticati. Eppure in molti non hanno visto e si sono affidati a una sopravvivenza profana prediligendo il mondo. Tuttavia vivere nel mondo non vuol dire necessariamente appartenere al mondo. Possiamo viverlo e scegliere si volgere lo sguardo verso il divino. Unica risposta alle domande inquiete e unica via per sollevarci dalle pene terrene. Ciò nonostante ci ritroviamo spesso con le mani sulla testa, reggendo pensieri o impressioni che ci dilaniano poiché apparteniamo a una umanità che pare fuggire sempre più verso un abisso scuro. Il compito più arduo è proprio quello di restare saldi. Ritti verso il cielo, forti di un dialogo incessante con Colui che ci grazia della vita ogni giorno e ci mostra la strada per quella eterna. È pur vero che questa contemplazione deve diventare azione, lotta ed esempio. Il pericolo è quello di cedere seppur a piccoli passi e in buona fede al principe di questo mondo… per tale ragione dobbiamo indossare una corazza ed essere vigili.

Il gioco messo in atto è evidente: sedurre e attirare. Ogni distrazione potrebbe comportare una successiva caduta. Nell’indolenza il peccato maggiore. Nella non vigilanza il pericolo estremo. È quindi corretto rifiutare gli inganni del mondo che si pensa buono e giusto.

L’egualitarismo, gli stessi diritti per tutti, l’ecologismo, la parità di genere eccetera sono aspetti apparentemente positivi ma nascondono l’inganno. Questo è il tempo in cui i lupi si fingono agnelli. Lo scrittore, teologo, poeta e filosofo russo Vladimir Sergeevič Solov’ëv, nell’anno della sua morte, nel 1900, scrisse Il racconto dell’anticristo, chiaro testo d’ispirazione profetica in cui descrive il rappresentante del male operante nel mondo. Ebbene, lo narra come una figura affascinante, un comunicatore nonché filantropo e convinto pacifista; ecologista, vegetariano e uomo di spirito. Tutte caratteristiche cui tende la gran massa di questa umanità, i cui rappresentati paiono esserne perfettamente incarnati. La scia arcobaleno-buonista che ha invaso il mondo si avvale di queste peculiarità. Un inganno. La grande seduzione, nonché la porta larga e facile per vivere nella visione orizzontale, esclude l’afflato divino, la vera ricerca, la fatica che porta alla grazia. Per questo dovremmo essere vigili poiché l’inganno è sempre lì a tenderci la mano ed in molti hanno afferrato quella mano. Scivolosa nel tenerci e abile nel lasciarci cadere nell’abisso del vuoto e quindi del non-senso dell’esistenza materiale.

Parlavamo prima di radice. Quindi, eradicandola si crea una umanità che diviene foglia al vento. Fluida appunto e senza forza per creare un argine. Tale deriva si evince in ogni aspetto della vita quotidiana e i danni li subiranno e li subiscono soprattutto i nuovi nati. Invece di essere protetti dai loro genitori, vengono esposti ai diktat di un globalismo che li vuole tutti impauriti e uguali. Vittime di farmaci sperimentali, di una scuola che ha scordato il valore dell’autorevolezza e della cultura, della realtà virtuale che gli nega il corpo a corpo – via esperienziale d’eccellenza – e, non ultimo, della loro appartenenza naturale.

Parliamo quindi, occupandoci dell’ultimo aspetto appena elencato, della teoria gender e di come si pensi essere una via “giusta” per insegnare ai propri figli rispetto ed egualitarismo. Un gioco che impongono gli adulti, in realtà, e di cui il bambino non ha alcun bisogno. Sono purtroppo star e starlette che si fanno carico di divulgare queste scempiaggini affinché i seguaci del credo terreno e popolare ne siano entusiasti. Eccone un esempio. Nel 2018 la cantante Céline Dion si è resa testimone del marchio d’abbigliamento israeliano Nununu. Fin qui nulla di preoccupante se non fosse per quella attenta vigilanza di cui sopra scrivevamo. Ebbene, tale marchio intende vestire neonati e bambini con abiti unisex affinché – affermano i creatori del marchio – i bambini siano liberati dai ruoli predestinati maschio-femmina. Il diavolo si nasconde nei dettagli? E qui i dettagli sono davvero tanti, a partire dal video che sponsorizza Nununu e che ha come testimonial la stessa cantante. Questa la scena: Céline Dion siede all’interno di una lussuosa vettura mentre afferma che i nostri figli non sono i nostri figli… D’improvviso la scena cambia e la protagonista entra all’interno di una struttura ospedaliera portando con sé una sacca nera. Riesce furtivamente ad accedere alla stanza dove i neonati riposano nelle loro culle. Da un lato le bambine, vestite di rosa, dall’altro lato i bambini, in azzurro. Apre la borsa e tira fuori una scatola al cui interno vi è una polvere nera luccicante. Vi soffia sopra. La sostanza si sparge nella stanza e come per magia i vestitini dei bambini divengono neri e bianchi: unisex. Sulla felpa di un neonato si può chiaramente leggere la scritta “New Order”.

Il marchio in questione è molto famoso e note star di Hollywood lo hanno scelto per vestire i loro figli. Osservando attentamente il sito del marchio potremmo inoltre scoprire foto e immagini che non hanno alcun richiamo all’infanzia e tristi visi senza più orizzonte dei bambini-modelli. In alcune vi è addirittura lo scheletro di un caprone che copre il viso di un ragazzino.

Per un occhio poco attento questa è solo moda, emancipazione, vittoria sulle discriminazioni di genere. E invece no, non è affatto così. I simboli sono elementi fondanti e questo marchio attua un processo contro-iniziatico. I bambini sembrano l’immagine della morte e non della vita e vi sono richiami al satanismo. Eccessivo? Se non siamo vigili lo è per certo. Queste sono mostruosità che si avverano, complice il lavorio sotterraneo che opera e ha operato affinché la radice familiare e sociale ed il rizoma spirituale siano eradicati completamente. Eppure avremmo sperato in una estenuante lotta delle madri per proteggere i loro figli da queste trame ingannevoli e oscure. Gli occhi di quei bambini esposti al video sono spenti. Diabolico manovrare le nuove generazioni per asservirle al Nuovo Ordine Mondiale che spegne la vita rendendo tutti incapaci d’opposizione. Il processo è stato preparato ad arte e ogni giorno si aggiungono tasselli. Per questo dovremmo farci guerrieri e ricordare la bellezza del San Michele Arcangelo di Guido Reni, così come tante altre immagini che lo rappresentano e rivolgerci a lui poiché questa che si sta vivendo è una lotta estenuante tra bene e male. Nel salmo 91 il conforto della preghiera e la certezza che il bene supremo trionferà nonostante la battaglia feroce che siamo invitati a vivere.

«… Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno. Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire. Solo che tu guardi, con i tuoi occhi vedrai il castigo degli empi. Poiché tuo rifugio è il Signore e hai fatto dell’Altissimo la tua dimora, non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. Egli darà ordine ai suoi angeli. Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede …»

 

 

 

 

 

 

Aldo Maria Valli:
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