Intervista / Viganò: “Psicopandemia e guerra in Ucraina. Tutto si tiene”

Monsignor Carlo Maria Viganò ci ha inviato la prima parte della sua intervista con l’avvocato Reiner Füllmich, del Corona Investigative Committee.

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Eccellenza, tante persone La conoscono e La apprezzano molto per essere stato una persona sincera in un ambiente spesso insincero, anche durante il Suo servizio in Vaticano. Ella ha servito come alto diplomatico, in particolare come Nunzio Apostolico, negli Stati Uniti, rappresentando il Papa presso le chiese locali. È nostro grande onore e piacere parlare con Lei oggi. Ma prima di passare alla sostanza e chiederLe della Sua valutazione della situazione politica mondiale, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta crisi del Corona, vorrebbe riassumere la Sua storia personale in modo che i telespettatori che ancora non La conoscono possano sapere chi è?

Anzitutto vorrei esprimere a Lei, avvocato Reiner Füllmich, e a tutti i Suoi collaboratori e colleghi il mio più cordiale saluto e il mio apprezzamento per aver dato vita alla Commissione Corona. La ricerca della verità sulla gestione dell’emergenza Covid-19 e sulla sperimentazione di massa contribuisce a raccogliere prove per processare e punire i responsabili. Questo costituisce un importante contributo in vista della creazione di un’Alleanza Antiglobalista, perché gli autori della farsa pandemia sono gli stessi che oggi vorrebbero spingere il mondo verso una guerra totale e la crisi energetica permanente.

Per quanto riguarda la mia “carriera”, non credo ci sia molto da dire: sono un arcivescovo cattolico che ha ricoperto ruoli di responsabilità in Vaticano, prima nella Segreteria di Stato della Santa Sede che presso il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e poi come nunzio apostolico in Nigeria e ultimamente negli Stati Uniti, per volontà di Benedetto XVI. La mia notorietà – del tutto non voluta – è dovuta alle mie prese di posizione a proposito dello scandalo sessuale dell’ex cardinale americano McCarrick e di altri casi non meno gravi che hanno coinvolto alti esponenti della Gerarchia. Come Successore degli Apostoli, non potevo tacere dinanzi ai tentativi di insabbiamento di quei fatti vergognosi da parte della cosiddetta lavender mafia, che gode dell’appoggio e della protezione di Bergoglio.

Lei ha una vita impressionante, ma se si cerca il Suo nome nei vecchi media (mainstream), si trovano articoli diffamatori che La accusano, tra le altre cose, di diffondere la propaganda del Cremlino e di fare affermazioni confuse. A un esame più attento, non ci sembra affatto così, anzi; piuttosto, Ella rimane fedele alla Sua reputazione di persona schietta anche in ambienti dove vige la menzogna, nonostante ciò vada a Suo svantaggio. Dove collocherebbe la cesura nella Sua vita, dove questa virtù è stata reinterpretata dai vecchi media come un difetto? Quale linea rossa ha attraversato; su quale questione la Sua schiettezza è diventata un pericolo per la narrativa pubblica?

Le false accuse sono uno dei mezzi ai quali ricorre chi vuole eliminare un avversario che teme e che non può contrastare lealmente. In questo caso, vengo ritenuto scomodo sia dagli esponenti della deep church e della cabala bergogliana, i cui scandali e insabbiamenti ho denunciato sin dall’epoca del caso McCarrick. E sono parimenti scomodo per il deep state, che ha potuto contare sulla complicità della Santa Sede e della quasi totalità dell’Episcopato mondiale negli eventi degli ultimi anni. La voce dissonante di un vescovo, soprattutto quando egli formula denunce argomentate e basate su fatti inconfutabili, rischia di mettere in discussione la narrativa ufficiale, tanto sul presunto rinnovamento della Chiesa sotto questo “pontificato”, quanto sulla farsa pandemica e sulla “vaccinazione” di massa. Anche la recente crisi russo-ucraina trova significativamente schierati dalla stessa parte l’élite globalista, la Nato, il deep state americano, l’Unione europea, il World Economic Forum di Davos, l’intera macchina mediatica e il Vaticano. L’intervento di Putin in Ucraina è considerato una minaccia al Nuovo Ordine Mondiale che va neutralizzata anche a costo di un conflitto mondiale.

Se devo quindi indicare il “punto di rottura” sul fronte ecclesiale, certamente esso è coinciso con la mia denuncia della rete di complicità e scandali di chierici e prelati corrotti che Bergoglio ha deliberatamente e ostinatamente cercato di insabbiare. Sul fronte civile, mi pare che la red line sia stata superata con il mio Appello per la Chiesa e per il mondo, lanciato due anni fa [maggio 2020] e con il quale denunciavo la minaccia rappresentata dal golpe bianco compiuto tramite l’emergenza sanitaria. L’emergenza energetica e alimentare, oltre a quella bellica, fanno sempre parte di quegli inquietanti “scenari” che il World Economic Forum e l’Onu hanno descritto con dovizia di particolari con larghissimo anticipo. Quando, un giorno non remoto, un tribunale giudicherà questi criminali e i loro complici nelle istituzioni di quasi tutti i Paesi occidentali, quei documenti potranno costituire la prova della premeditazione del più grande colpo di stato di tutti i tempi. E lo stesso accadrà sulle vicende ecclesiali, dimostrando che la deriva dottrinale e morale originata dal Concilio Vaticano II ha creato le necessarie premesse per la corruzione dottrinale e morale del clero e, con essa, la delegittimazione dell’autorità dei pastori. Non dimentichiamo che la Rivoluzione ha sempre fatto leva sui vizi e sulle debolezze dei suoi rappresentanti, tanto per distruggere lo Stato quanto per indebolire la Chiesa.

Eccellenza, la crisi della Covid-19 e delle norme pandemiche sta entrando nel suo terzo anno; nel frattempo, si sono aggiunti al mix la guerra nell’Europa orientale, e soprattutto la massiccia guerra politica e mediatica. Come valuta questo sviluppo?

Chiariamo un punto fondamentale: la crisi ucraina è stata provocata deliberatamente dal deep state per costringere il mondo alle riforme del Great Reset, in particolare la cosiddetta “transizione tecnologica” e la “svolta green”. È il secondo livello del colpo di stato dei tecnocrati globalisti, dopo la farsa pandemica.

La psicopandemia ha segnato il primo livello di un vero e proprio attacco sferrato per appropriarsi del controllo dei governi. In realtà, oggi cercano solo di bypassare il potere politico, che fino ad oggi fungeva comunque da mero esecutore di ordini. Con il pretesto della pandemia si sono imposti sistemi di controllo capillare della popolazione, ivi compresi i sistemi di tracciabilità dei singoli cittadini, inoculati assieme al siero genico sperimentale.

Proprio in questi giorni, al Forum di Davos, il Ceo di Pfizer Albert Bourla ha detto: «Immaginate un chip biologico che è incluso in una pillola, che quando viene inghiottito e va nello stomaco, invia un segnale. […] Immaginate le applicazioni, la possibilità di far obbedire le persone. […] Quello che succede in questo campo è affascinante» (qui). E dice «quello che succede» perché si tratta di tecnologie esistenti, non di progetti fantasiosi. La presenza di grafene e di nanocircuiti autoassemblanti è ormai ammessa anche da quanti, un anno fa, additavano come “complottista” chi lanciava l’allarme. La popolazione delle nazioni aderenti all’Agenda 2030 è in maggioranza “vaccinata”, ossia è geneticamente modificata e vede compromesso in modo irreversibile il proprio sistema immunitario. E forse – come alcuni avvocati stanno denunciando – si scoprirà che assieme al siero genico hanno inoculato dei chip in grado di controllare anche le reazioni delle persone, di interferire con il loro comportamento, di renderle docili in caso di sommosse o violente se serve avere un pretesto per interventi militari. Siamo ben oltre il colpo di stato globale: questo è il più grande, clamoroso, inaudito attacco alla persona umana, alla sua libertà, alla sua coscienza, alla sua volontà.

Potete ben immaginare quale sia il rischio derivante dal cedere all’Oms il controllo sovrano degli Stati sul sistema sanitario in caso di emergenza pandemica, quando chi deve decidere le campagne vaccinali e le terapie, le misure di contenimento e di lockdown, è finanziato dalle case farmaceutiche e dalla Bill & Melinda Gates Foundation, che teorizza la pandemia perpetua e il perpetuo booster vaccinale. Anche la risoluzione che doveva essere votata all’Oms – e che almeno per ora è stata evitata – andava nella direzione di un controllo totale da parte della sinarchia globalista. Non stupiamoci quindi se, nel pietoso tentativo di nascondere gli effetti avversi del siero genico sperimentale, l’Oms stia ora lanciando allarmi sul presunto vaiolo delle scimmie, la cui sintomatologia è curiosamente simile ad alcuni degli effetti collaterali del “vaccino” mRNA (qui). Tanto l’Oms quanto l’Ema (finanziata al 75% da BigPharma) si sono mostrate in palese conflitto di interessi e totalmente dipendenti dall’industria farmaceutica.

Per quanto riguarda la crisi russo-ucraina, quella che poteva essere un’operazione di pace per mettere fine alla persecuzione etnica della minoranza russofona in Ucraina ad opera di estremisti neonazisti è stata deliberatamente e colpevolmente trasformata in una guerra. I ripetuti appelli di Putin alla comunità internazionale perché fosse rispettato il Protocollo di Minsk sono caduti nel vuoto.

Perché? Per il semplice motivo che quella era un’ottima opportunità.

In primo luogo per creare a tavolino una crisi energetica globale, con cui forzare il passaggio alle fonti energetiche alternative con tutto il business che ciò rappresenta. Senza crisi, come si giustifica l’aumento del prezzo del gas e del petrolio come strumento per costringere le aziende e i privati alla famigerata “transizione ecologica” che nessuno ha mai votato e che è stata imposta da burocrati asserviti all’élite?

In secondo luogo, per distruggere in modo controllato e spietato tutte le imprese considerata inutili o dannose all’economia globale delle multinazionali. Milioni di aziende artigiane, di piccole realtà che rendono unici i Paesi dell’Europa e l’Italia in particolare, sono costrette a chiudere perché, dopo i disastri causati dai lockdown e dalle regole della psicopandemia, si è provocato un aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con una criminale speculazione da parte del “mercato” e senza che la Federazione russa prenda un centesimo in più. Il tutto voluto dall’Unione europea su ordine della Nato, tramite sanzioni che si ripercuotono su chi le ha comminate. La cancellazione dell’economia tradizionale non è una sfortunata conseguenza di un conflitto inatteso, ma la premeditata azione criminale di una mafia mondiale, al cui confronto la mafia tradizionale è un sodalizio benefico. Il vantaggio di questa operazione eversiva va alle multinazionali che possono acquistare aziende e beni immobili a prezzi fallimentari, e agli istituti finanziari che lucrano con prestiti usurari per milioni di nuovi poveri. Anche qui, gli scopi ideologici – e infernali – dei vertici dell’élite si avvalgono della complicità di potentati economici che hanno meri scopi di profitto. Con la guerra, l’industria bellica e quella non meno florida delle tecnologie informatiche e dei mercenari hanno l’opportunità di concludere lucrosi affari, con i quali ricompensare generosamente i politici che hanno votato l’invio di armi e mezzi in Ucraina.

In terzo luogo, la guerra in Ucraina doveva consentire l’insabbiamento dello scandalo di Hunter Biden, coinvolto con la società Metabiota nel finanziamento dei biolaboratori in cui si producono armi batteriologiche di massa. L’assedio dell’acciaieria di Azovstal era motivato proprio dalla necessità di nascondere tanto i membri di forze straniere della Nato assieme ai neonazisti di Azov e Pravj Sektor, quanto i biolaboratori vietati dalle convenzioni internazionali, e che avrebbero svolto esperimenti sulla popolazione locale.

In quarto luogo, perché la narrazione psicopandemica, nonostante la complicità del mainstream, non ha impedito alla verità di trapelare e via via di diffondersi in sempre più ampi settori dell’opinione pubblica. La crisi in Ucraina doveva essere un’ottima operazione di distrazione di massa, per evitare visibilità alle notizie sempre più incontrollabili circa gli effetti letali del siero sperimentale e le conseguenze disastrose dei provvedimenti assunti dagli Stati durante l’emergenza pandemica. La falsificazione dei dati è ormai conclamata; l’occultamento deliberato dei risultati della prima fase della sperimentazione è ammessa dalle stesse case farmaceutiche; la consapevolezza dell’inutilità dell’uso delle mascherine e dei lockdown è certificata da molteplici studi; il danno per l’equilibrio psicofisico della popolazione e in particolare dei bambini e degli anziani è incalcolabile, come incalcolabile è quello per gli allievi a seguito della didattica a distanza. Per non lasciare che le persone inizino a comprendere quello che gli è stato fatto, tenerle occupate davanti al televisore o sui social con la propaganda antirussa è il minimo che possano fare questi pazzi criminali, che sono responsabili tanto della pandemia quanto della crisi russo-ucraina.

Se prendiamo il copione di questa sceneggiatura voluta dall’élite globalista, troviamo che oltre allo scenario della pandemia ci sono altri scenari non meno preoccupanti, che vedevamo già anticipati dai media sin dallo scorso anno: la crisi energetica, non come sventurata conseguenza di un imprevedibile conflitto in Ucraina, ma come mezzo tramite il quale da un lato imporre la green economy motivata da un’inesistente emergenza climatica, e dall’altro distruggere le economie nazionali, facendo fallire le aziende a vantaggio delle multinazionali, provocando disoccupazione e creando quindi manodopera sottopagata, costringendo gli Stati a indebitarsi perché privati della loro sovranità monetaria o comunque in perpetuo deficit a causa del signoraggio.

Anche l’emergenza alimentare è nel copione di Klaus Schwab: essa è iniziata per certi prodotti negli Stati Uniti e in Europa e più in generale per le derrate di grano e cereali in molti Paesi dell’Africa o dell’Asia. Poi scopriamo che Bill Gates è il maggior proprietario terriero degli Stati Uniti proprio quando c’è carenza di grano e prodotti agricoli; e che sempre Bill Gates è a capo di una start-up che produce “latte umano artificiale” proprio quando negli Usa c’è carenza di latte in polvere per bambini. E non dimentichiamo che le multinazionali dell’agricoltura stanno riuscendo ad imporre l’uso delle loro sementi sterili – che vanno riacquistate ogni anno – e a vietare le sementi tradizionali, che consentirebbero ai Paesi poveri di non dipendere da loro.

Chi ha progettato la serie di crisi attuali, di cui si sono poste le basi all’inizio degli anni Novanta con la privatizzazione delle aziende di Stato, ha fatto anche in modo di collocare nei governi, nelle istituzioni, negli enti internazionali, a capo delle Banche centrali e dei grandi asset strategici, nei media e nelle principali religioni mondiali personaggi formati e addestrati dal World Economic Forum a questo scopo. Guardate i primi ministri dei principali Paesi europei, del Canada, dell’Australia, della Nuova Zelanda: sono stati tutti reclutati dal Young Global Leaders for Tomorrow, e il fatto che siano ai vertici di queste nazioni, dell’Onu e della Banca mondiale dovrebbe essere più che sufficiente per processarli tutti per eversione e alto tradimento. Chi ha giurato di applicare le leggi nell’interesse della propria nazione compie spergiuro, nel momento in cui deve rispondere del proprio operato non ai cittadini ma a dei tecnocrati senza volto che nessuno ha eletto.

Le facili accuse di “cospirazionismo” non reggono più, come non regge tacciare di “collaborazionismo” chiunque esprima perplessità sulla crisi russo-ucraina e sulla sua gestione a livello internazionale.

Chi non vuole comprendere la trama perché ha paura di quello che potrebbe scoprire si ostina a negare che vi sia un copione e un regista, che vi siano attori e comparse, scenografie e costumi. Ma possiamo davvero credere che le persone più ricche e potenti del mondo accetterebbero di sferrare un tale attacco all’umanità per realizzare il loro delirante sogno globalista, con un enorme dispiegamento di energie e risorse, senza aver pianificato tutto nel dettaglio e anzi lasciando tutto al caso? Se agisce così chi deve pianificare l’acquisto di una casa o l’inizio di un’attività, perché dovrebbe essere “complottismo” riconoscere che per ottenere dei risultati inconfessabili e criminali l’élite debba ricorrere alla menzogna e all’inganno?

Se mi permette un’analogia, direi che il nostro atteggiamento dinanzi ai fatti presenti è simile a quello di chi si trova a dover ricostruire un puzzle di migliaia di tessere, senza avere davanti l’immagine finale. Chi ha costruito il puzzle globalista, l’ha fatto proprio per rendere irriconoscibile quel che voleva ottenere. Però chi vede l’immagine intera o anche solo una sua parte considerevole, riconosce come i vari tasselli si incastrano gli uni negli altri. E chi ha visto l’immagine finale sa anche come interpretare silenzi e connivenze dei governanti e dei partiti anche di opposizione, come spiegare la complicità dei medici e dei paramedici ai crimini compiuti negli ospedali contro ogni evidenza scientifica, o quella di vescovi e parroci giunti a privare dei Sacramenti i non vaccinati. Quando ampie aree del puzzle saranno chiaramente visibili – ed è quello che sta accadendo – le tessere rimanenti potranno esser posizionate più facilmente. E a quel punto Klaus Schwab, George Soros, Bill Gates, gli altri cospiratori e coloro che li manovrano dai vertici della cupola, prenderanno la fuga, per evitare di essere linciati.

 

 

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