“Amoris laetitia” e il tradimento della retta dottrina. Un libro di don Tullio Rotondo

Cari amici di Duc in altum, ricevo da don Tullio Rotondo la presentazione del suo libro Tradimento della sana dottrina attraverso “Amoris laetitia”. Come Papa Francesco e alcuni suoi collaboratori stanno diffondendo una morale contraria al deposito della fede. Il testo del libro è scaricabile qui.

Don Tullio Rotondo, laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1992, ha conseguito il baccellierato presso la Pontificia Università Gregoriana e quindi la licenza in Teologia nel 2001 con specializzazione in morale presso la Pontificia Università della Santa Croce. Dopo l’ordinazione sacerdotale del 2004, nel 2008 ha conseguito il Dottorato in Teologia presso l’Ateneo pontificio Regina Apostolorum con una tesi su L’Eucaristia come causa della vita morale cristiana, e le sue risonanze teologiche, nella dottrina di san Tommaso d’Aquino, testo può essere gratuitamente scaricato da questo link.

Svolge apostolato anche in rete: ha una pagina a nome don Tullio Rotondo su Facebook e un canale con lo stesso nome su YouTube e su Telegram. Ha pubblicato vari libri reperibili gratuitamente in rete.

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di Don Tullio Rotondo

Il Signore Gesù ha detto: “Voi conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8, 32). “La Scrittura ci comanda di fare la verità nella carità” (cf. Ef 4, 15). Appunto per fare tale verità ho deciso di scrivere questo libro.

Ci troviamo in tempi alquanto strani e di confusione, nonché di perversione dottrinale, in cui il compianto cardinale Caffarra ebbe a scrivere al Papa: “… è trascorso ormai un anno dalla pubblicazione di Amoris laetitia. In questo periodo sono state pubblicamente date interpretazioni di alcuni passi obiettivamente ambigui dell’Esortazione post-sinodale, non divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa. Nonostante che il prefetto della Dottrina della fede abbia più volte dichiarato che la dottrina della Chiesa non è cambiata, sono apparse numerose dichiarazioni di singoli vescovi, di cardinali, e perfino di Conferenze episcopali, che approvano ciò che il Magistero della Chiesa non ha mai approvato. Non solo l’accesso alla Santa Eucarestia di coloro che oggettivamente e pubblicamente vivono in una situazione di peccato grave, ed intendono rimanervi, ma anche una concezione della coscienza morale contraria alla Tradizione della Chiesa. E così sta accadendo – oh quanto è doloroso constatarlo! – che ciò che è peccato in Polonia è bene in Germania, ciò che è proibito nell’arcidiocesi di Filadelfia è lecito a Malta. E così via. Viene alla mente l’amara constatazione di B. Pascal: ‘Giustizia al di qua dei Pirenei, ingiustizia al di là; giustizia sulla riva sinistra del fiume, ingiustizia sulla riva destra’”.

Il cardinale Müller ha affermato: “Ci sono purtroppo singoli vescovi e intere conferenze episcopali che propongono interpretazioni che contraddicono il Magistero precedente, ammettendo ai sacramenti persone che si ostinano in situazioni oggettive di peccato grave. Ma non è questo il criterio con cui applicare Amoris laetitia”.

In questo mio libro rispondo, con uno studio abbastanza ampio, a varie domande che in questi tempi molte persone si pongono e scaturiscono dalla situazione che si è venuta a creare in particolare in questi anni di pontificato di Papa Francesco, domande che si concentrano generalmente sull’operato di Papa Francesco e quindi su quello di certi suoi collaboratori; nel testo mostro come il Papa e alcuni suoi collaboratori stanno tradendo la sana dottrina diffondendo una morale contraria al deposito della fede.

Preciso e sottolineo che il Papa e alcuni suoi collaboratori stanno tradendo la sana dottrina e non la stanno facendo evolvere, come afferma qualcuno, e nel testo spiego perché si tratta di cambiamento-tradimento della sana dottrina e non di evoluzione della stessa.

Per offrire una risposta veramente esaustiva alle suddette domande preciso anzitutto, nel capitolo I, quali sono i limiti della potestà del Sommo Pontefice in materia dottrinale, mi soffermo sulla questione della possibile eresia di un Papa e mostro come nella storia si ricordino chiari errori dei Papi e come addirittura un Papa sia stato dichiarato eretico e anatemizzato da un Concilio ecumenico dopo la morte di lui. In questo primo capitolo esamino in particolare le affermazioni di monsignor Víctor Manuel Fernández, prelato argentino molto vicino a Papa Francesco e considerato l’autore ombra o ghostwriter dell’esortazione Amoris laetitia. Nel libro più volte mi servo degli scritti di monsignor Fernández per cercare di capire meglio cosa afferma Amoris laetitia.

Nel II capitolo mostro l’evidente strategia papale che ha portato all’Amoris laetitia e alle gravi conseguenze che l’hanno seguita, una strategia fatta anche di affermazioni ambigue e di una specie di “cifrario” (fatto di parole e azioni) attraverso il quale viene “sdoganato”, con discrezione, il cambiamento di dottrina e in particolare il “cambio di paradigma” che egli vuole attuare. Gli stessi collaboratori più stretti di Papa Francesco hanno affermato che egli sta attuando un “cambio di paradigma”. Il cardinale Müller ha affermato significativamente: “Dietro il discorso pseudointellettuale del ‘mutamento di paradigma’, si trova solo l’eresia non mascherata che falsifica la parola di Dio”.

La strategia suddetta, come è evidente in questo mio lavoro, si è realizzata anche attraverso astute manipolazioni attuate sui due Sinodi del 2014 e 2015 appunto per trarre da essi le indicazioni che il Papa voleva per poter attuare tale cambiamento.

Nei successivi capitoli mostro il realizzarsi di tale “cambio di paradigma” e quindi gli errori che emergono attraverso Amoris laetitia riguardo a diversi punti della dottrina cattolica. Vedremo in tali capitoli come, per far passare una falsa morale come teologicamente accettabile, Papa Francesco e i suoi sostenitori, hanno sfruttato in particolare due strade:

1) quella per la quale, con astuzia, praticamente hanno messo da parte, per certi aspetti, la Legge divina rivelata e con essa l’obbligatorietà assoluta dei precetti negativi del decalogo, servendosi anche di una concezione deviata della coscienza morale; in questa linea in professor Seifert affermò che il n. 303 di Amoris laetitia è “una bomba atomica teologica che minaccia di abbattere l’intero edificio morale dei dieci comandamenti e dell’insegnamento morale cattolico”;

2) quella per cui hanno diffuso un impreciso ed erroneo discernimento di casi particolari e quindi un’ambigua, imprecisa e deviante presentazione delle circostanze attenuanti degli atti umani; tali circostanze vengono infatti, dal Papa e da alcuni suoi collaboratori, astutamente ampliate e vengono rese capaci praticamente di abbattere i precetti divini portando a considerare veri peccati gravi come peccati veniali o imperfezioni; in questa linea il vescovo Schneider ha affermato: “I nuovi discepoli di Mosè e i nuovi farisei hanno mascherato la loro negazione dell’indissolubilità del matrimonio nella prassi e la sospensione del sesto comandamento in base al caso per caso, sotto le mentite spoglie del concetto di misericordia, usando espressioni come ‘cammino di discernimento’, ‘accompagnamento’, insinuando una possibile soppressione dell’imputabilità per i casi di coabitazione nelle unioni irregolari”.

Seguendo in particolare, ma non solo, questi percorsi il Papa e alcuni suoi collaboratori hanno praticamente aperto la strada anche alla liceità degli atti omosessuali, della contraccezione e degli atti adulterini, e quindi alla assoluzione sacramentale e alla Comunione eucaristica per coloro che praticano tali atti e non si pentono; non c’è da meravigliarsi di quanto appena affermato, visto che il Papa ha elogiato il super abortista presidente Usa Biden dicendogli che è un “buon cattolico” e che può ricevere l’Eucaristia.

Chiaramente tutto ciò scardina radicalmente la sana dottrina, è scandaloso al massimo livello e radicalmente contrario alla Verità!

Vedremo altresì altri errori che emergono attraverso Amoris laetitia; in particolare vedremo nel III capitolo come le affermazioni di Papa Francesco e dei suoi collaboratori portano a confessioni invalide, che non rimettono i peccati ma semplicemente illudono i penitenti; nel VI capitolo esamineremo gli errori del Papa circa la pena di morte.

Sottolineo che, come ho ampiamente mostrato nel libro, non risponde al vero l’affermazione del Papa per cui l’Amoris laetitia è un testo che segue pienamente la dottrina morale tomista, infatti in molti punti tale esortazione afferma cose del tutto opposte alla morale dell’Aquinate, anche se cerca di ammantarsi con il titolo di “documento tomista” per apparire nella linea della dottrina sicura.

In questi primi mesi del 2022 ho presentato il primo volume di questo mio libro, in formato PDF e in versione online su questo sito: potete scaricare gratuitamente o leggere gratuitamente il libro al sito suddetto; il testo è reperibile anche in formato cartaceo grazie a Youcanprint.

Il II volume del libro sarà pubblicato più avanti. L’intero libro consta appunto di due volumi ma non escludo che vi sia qualche appendice.

La gratuità della pubblicazione online e PDF fa capire che desidero che il libro sia letto da tutti e perciò ho predisposto il sito in modo che possa offrire una buona traduzione automatica anche per coloro che non conoscono l’italiano.  Vi invito a far conoscere il testo non per farmi pubblicità, ma perché la gente capisca a fondo i gravi errori che Bergoglio e i suoi collaboratori stanno diffondendo e se ne guardi.

Preciso che questo libro non è il primo che viene realizzato per mostrare gli errori diffusi in vario modo da questo Papa, molti testi sono già stati scritti su questo argomento e molti esperti si sono pronunciati e hanno parlato di errori o addirittura di eresie presentate in vario modo da Francesco, in particolare attraverso Amoris laetitia. Il famoso professor John Finnis ha significativamente affermato che le eresie progettate da Papa Francesco sono oggi una causa primaria e una manifestazione della peggiore crisi mai esistita del cristianesimo.

Il dottor Valli nel suo sito ha documentato ampiamente gli errori di questo pontificato e più volte ho citato nel mio libro articoli tratti dal suo sito.

Spero che il mio lavoro serva a mostrare ampiamente e profondamente l’opera di tradimento che il Papa sta attuando contro la sana dottrina, e quindi spero che il mio lavoro contribuisca a convincere molte più persone su tale nefasta opera dell’attuale Sommo Pontefice e possa suscitare forti risposte sicché il Vicario di Cristo torni a essere faro di Verità per i fedeli cattolici.

A tutti coloro che affermeranno che io sono contro il Papa e che questo testo è contro di lui dico chiaramente già da ora: io sono per Cristo-Verità, quindi sono per la Chiesa e per il Papa, ma sono contro gli errori appunto perché io sto con Cristo-Verità, per il vero bene delle anime in ordine alla loro salvezza eterna. La legge suprema della Chiesa è la salvezza delle anime che si realizza nella Verità di Cristo! La salvezza è in Cristo-Verità. La legge suprema della Chiesa è, sottolineo, la salvezza delle anime in Cristo, nella Verità di Cristo. Nella Chiesa, quindi, l’impegno fondamentale non è stare a favore o contro un vescovo, a favore o contro un cardinale, a favore o contro un Papa, ma è stare a favore o contro Cristo! Il Papa può sbagliare e peccare, solo in alcuni casi è infallibile e di fatto in vari casi i Papi hanno sbagliato, come diremo chiaramente in questo libro, e così un vescovo e un cardinale può sbagliare e peccare, e noi non dobbiamo seguirli nell’errore o nel peccato ma dobbiamo seguire sempre Cristo che non erra e non pecca. La salvezza è in Cristo-Verità, che ci parla in particolare attraverso la Sacra Scrittura e la Tradizione (cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, nn. 74-83). Chi restringe le questioni teologiche e morali all’interno della Chiesa al problema di stare o meno con il Papa, come se il Papa fosse sempre infallibile e fosse sempre da seguire, ha evidentemente una visione distorta delle cose e non conosce la storia della Chiesa e la dottrina cattolica. Il cristiano è, come dice la parola stessa, colui che segue Cristo! Il cristiano segue il Papa solo in quanto il Papa conferma nella Verità di Cristo che ci è donata in particolare attraverso la Sacra Scrittura e la Tradizione. Il cristiano non segue e non deve seguire il Papa quando quest’ultimo si allontana dalla Verità di Cristo; lo Spirito Santo guida il vero cristiano a seguire la Verità e non semplicemente il Papa.

Preciso a questo riguardo che alcuni cristiani, evidentemente incompetenti, ritengono, anche a causa di un’errata interpretazione dei testi biblici, che l’obbedienza cristiana consista nel fare sempre ciò che dice il superiore, specie se è il Papa, e perciò essi indicano come disobbediente chiunque si opponga ad affermazioni e statuizioni del Pontefice; occorre fare presente a questi cristiani che tale loro concezione dell’obbedienza in realtà è “nazista” e non cristiana. Il cristiano deve obbedire anzitutto e in tutto al Supremo Superiore che è Dio e quindi deve sottomettersi alle indicazioni e ai comandi degli altri superiori solo in quanto tali indicazioni e comandi non siano in contrasto con quelli divini. San Tommaso è molto chiaro su questo punto. L’obbedienza “nazista” invece porta a fare sempre ciò che dice il superiore e la storia ci ha mostrato chiaramente i colossali danni che essa porta.

Questo libro è un testo non solo di studio ma anche di preghiera. Con esso vorrei stimolare i lettori anche a invocare Dio perché ci illumini sempre meglio con la sua Verità e perché intervenga e liberi la Chiesa dagli evidenti errori che Papa Francesco e i suoi collaboratori stanno diffondendo.

Preghiamo, quindi, già ora con sant’ Antonio:

Signora nostra,
unica speranza nostra,
ti supplichiamo di illuminare le nostre menti
con lo splendore della tua grazia,
di purificarci
con il candore della tua purezza,

perché possiamo meritare di giungere
allo splendore della sua gloria.

A lui l’onore e la gloria
per i secoli eterni. Amen.

 

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