Storia di Bernard, dalla tossicodipendenza alla vita monastica. Conquistato dalla bellezza

di Javier Lozano

ReligiónenLibertad

Dio agisce in un modo così grande che molti dei beneficiari delle sue azioni restano sorpresi dalla vita che aveva in serbo per loro. Xavier (ora fra Bernard) non avrebbe mai potuto nemmeno immaginare che dopo essere cresciuto in una casa senza fede ed essere caduto nel mondo della tossicodipendenza, sarebbe finito nella vita monastica della Comunità delle Beatitudini, come poeta e guida per molte coppie di sposi.

Bernard non pensava che Dio avrebbe tratto così tanto succo da una vita apparentemente fallita e lo avrebbe messo in grado di redimersi. Ma con la prospettiva data dagli anni, vede chiaramente la mano divina in molti degli eventi accaduti nella sua vita.

Come spiega Famille Chretienne, Bernard è nato all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso in una famiglia cattolica praticante a Nantes, nel Nord-Ovest della Francia. Suo padre era un medico e sua madre un’infermiera. Ma come è successo per molti altri cattolici francesi, il maggio del Sessantotto li ha devastati e ha rubato la loro fede.

Entusiasta dei cambiamenti che questa “rivoluzione” avrebbe portato, la sua famiglia finì per arrabbiarsi con la Chiesa a causa della profetica enciclica Humanae vitae di san Paolo VI. Ritenevano che il documento fosse contro i tempi e il pensiero contemporaneo, motivo per cui la famiglia si allontanò prima dalla Chiesa e poi da ogni fede. Lì finirono le Messe per il piccolo Xavier.

Aveva otto anni e ricevette i sacramenti e il catechismo, ma assicura di non aver mai creduto in Dio. Vennero gli anni dell’adolescenza, una fase molto complicata della sua vita. “A quattordici anni avevo già sperimentato alcol e droghe”, ammette.

Negli anni successivi il giovane unì gli studi, che svolse brillantemente, con le passioni per la gemmologia, la botanica, il pianoforte, la letteratura e gli eccessi di una vita artistica e bohémien.

Per imitazione familiare iniziò a studiare Medicina, ma non andò bene e segnò un periodo doloroso della sua vita che lo fece sprofondare di nuovo nei vizi e nei peccati.

Una vita alla deriva

Fu a Medicina che conobbe la sua ragazza. Rapidamente, si trasferirono a vivere insieme senza pensare al matrimonio. Dopo quattro anni di convivenza decisero di sposarsi, semplicemente per andare contro la mentalità dominante. “All’epoca, dopo il Sessantotto, sposarsi era fuori dagli schemi. Ci piaceva l’idea di non essere come tutti gli altri e di fare festa con la famiglia e gli amici”.

Celebrarono prima il matrimonio civile in municipio e poi quello religioso in chiesa, avendo visto il sacerdote solo due volte prima del sacramento. Non presero mai veramente sul serio il matrimonio religioso. “La Messa non significava nulla per noi. Fu una cerimonia sullo sfondo di Gainsbourg, Ferrat e Carmina Burana”. Durante il matrimonio, infatti, gli sposi dissero agli invitati: “Se ci separiamo, vi inviteremo di nuovo!”.

Xavier aveva venticinque anni. Tre anni dopo divorziarono e lui sprofondò di nuovo nel baratro. Lasciò il lavoro, sopravvivendo in qualche modo e trascorrendo le notti nei bar dove suonava il piano e affogava il suo dolore in solitudine con alcol e droghe. Era sull’orlo del precipizio.

Un amico conosciuto al liceo vide la sua angoscia e tutta la sofferenza che aveva accumulato. Lo invitò alla Comunità delle Beatitudini, di cui ora Xavier, divenuto Bernard, fa parte e che gli ha cambiato la vita.

La Comunità delle Beatitudini è una comunità cattolica presente in ventisei Paesi. Riunisce nella stessa famiglia spirituale sacerdoti e fratelli consacrati, suore e laici consacrati, sposati o single, che condividono una vita fraterna, una vita di preghiera e di missione. Insieme desiderano seguire Cristo sulla via delle Beatitudini.

La bellezza che gli ha fatto conoscere Dio

Bernard non credeva in Dio quando arrivò in comunità affranto e depresso, ma rimase totalmente colpito dall’autenticità della vita fraterna e dalla bellezza della liturgia .

“È la bellezza che mi ha riportato a Dio”, spiega. E fa l’esempio di ciò che visse appena arrivato: «A cena, venerdì sera, i fratelli portarono tovaglie e candele, tutti erano vestiti di bianco e i canti erano sublimi. Alla fine del pasto si potevano porre candele ai piedi di un’icona della Vergine di Vladimir”. È lì che Bernard pregò per la prima volta nella sua vita con parole che ancora ricorda: “Maria, se esisti, vorrei avere la stessa certezza di chi mi sta intorno”.

Bernard ammette che quella notte veramente incontrò Dio per la prima volta. E da quel momento decise di rimanere nella comunità. Qualche tempo dopo, iniziò il processo di nullità del suo matrimonio, che riuscì ad ottenere, per immaturità.

Convinto che il Signore lo chiamasse a stare in questa comunità, Bernard vestì l’abito nel 1992 e due anni dopo emise i voti perpetui come fratello consacrato.

Con l’aiuto del suo amico benedettino Gilles Baudry, fra Bernard de Jesús ha conciliato la sua doppia vocazione di religioso e di poeta. Inoltre accompagna coppie in difficoltà attraverso il progetto Tobia e Sara.

Questo itinerario dura cinque giorni e si sviluppa in nove tappe, con lo scopo di rinnovare la comunicazione, vivere la riconciliazione nel perdono, ritrovare intimità e tenerezza. Viene vissuto nella massima riservatezza, con l’aiuto di insegnamenti e attraverso questionari, preghiere e veglie.

Guardandosi indietro, fra Bernard sorride e pensa che “il buon Dio non si stancherà mai di accoglierci: anche se c’è distanza, viene sempre da noi. Il matrimonio, come la vita consacrata, si basa sull’arte di perseverare. In questa scuola d’amore siamo sempre apprendisti!”. Sull’anello della sua consacrazione è incisa un’iscrizione in ebraico dal Cantico dei cantici: “Yo soy de mi amad y mi amado es para mí”.

Fonte: religionenlibertad.com

 

 

 

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