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Cardinale Eijk: le benedizioni di coppie dello stesso sesso minano l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e l’etica sessuale

di Carl Bunderson

L’arcivescovo di Utrecht chiede ai vescovi fiamminghi di ritirare la loro dichiarazione che introduce cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso. Infatti, afferma il cardinale Willem Eijk, tale pratica mina l’insegnamento della Chiesa.

“Se le coppie gay in relazioni sessuali monogame e durature possono ricevere una benedizione, non dovrebbe essere possibile la stessa benedizione nel caso di relazioni sessuali monogame e durature di un uomo e una donna che vivono insieme senza essere sposati? Consentire la benedizione delle coppie gay comporta il grande rischio di svalutare le benedizioni e di minare l’insegnamento della Chiesa sulla moralità del matrimonio e sull’etica sessuale” ha scritto il 27 settembre il cardinale Willem Eijk di Utrecht su The New Daily Compass .

Spiega il cardinale: “La dichiarazione dei vescovi fiamminghi, con la quale consentono la benedizione delle coppie dello stesso sesso e forniscono persino un modello liturgico, incontra obiezioni etiche intrinseche, contraddice radicalmente una recente sentenza della Congregazione per la dottrina della fede e comporta il rischio che i cattolici siano portati a visioni sulla moralità delle relazioni omosessuali contrarie all’insegnamento della Chiesa”.

“I cattolici che accettano l’insegnamento della Chiesa, anche sulla morale sessuale, auspicano quindi con fervore che i vescovi fiamminghi siano presto invitati da circoli ecclesiasticamente competenti a ritirare la loro dichiarazione e che si attengano alla disposizione”.

Lo schema di liturgia modello per la celebrazione delle unioni omosessuali è stato pubblicato dai vescovi delle Fiandre il 20 settembre.

Nel marzo 2021 la Congregazione per la dottrina della fede ha affermato che la Chiesa non ha il potere di benedire le unioni omosessuali.

Il cardinale Eijk spiega che “i vescovi fiamminghi hanno compiuto il passo straordinario di consentire la benedizione delle coppie dello stesso sesso sulla base della loro interpretazione di alcuni passaggi di Amoris laetitia“, l’esortazione apostolica di papa Francesco del 2016 sull’amore nella famiglia.

Osservando che “secondo i vescovi fiamminghi distinguere, accompagnare e integrare restano le parole chiave principali di Amoris laetitia (capitolo VIII)”, il cardinale afferma: “Va da sé che anche le persone con orientamento omosessuale devono essere trattate con rispetto e hanno diritto alla cura pastorale e alla guida”, ma quando nell’esortazione apostolica si parla di “discernimento” significa che “le persone in una relazione irregolare devono essere portate a capire qual è la verità sulla loro relazione. In breve, devono arrivare a capire che la loro relazione va contro l’ordine della creazione di Dio ed è quindi moralmente inaccettabile. Integrazione significa dare alle persone in una relazione irregolare – per quanto possibile – un posto nella vita della Chiesa, e certamente le persone che hanno una relazione sessuale con una persona dello stesso sesso sono benvenute nelle celebrazioni in chiesa, ma non possono ricevere la comunione o partecipare attivamente alla celebrazione”.

Discutendo le obiezioni inerenti alle benedizioni dello stesso sesso, il cardinale Eijk osserva che i sacramentali, quali le benedizioni, sono analoghi ai sacramenti: “La preghiera di dichiarazione in cui le coppie dello stesso sesso si impegnano l’una con l’altra mostra un’analogia inequivocabile con la frase ‘lo voglio’ che un uomo e una donna si dicono durante la cerimonia del matrimonio”.

Una benedizione, aggiunge, presuppone non solo una buona intenzione nel destinatario, ma anche che ciò che è benedetto corrisponda “all’ordine della creazione di Dio”, e noi sappiamo che “Dio ha creato il matrimonio come un dono totale e reciproco dell’uomo e della donna l’uno all’altra, culminato nella procreazione. Ma poiché i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso non possono di per sé condurre alla procreazione non possono essere un’espressione autentica a livello corporeo della totale donazione reciproca dell’uomo e della donna, che è essenzialmente il matrimonio” Di conseguenza, “situazioni oggettivamente sbagliate da un punto di vista morale non possono essere benedette. La grazia di Dio non risplende sulla via del peccato. Non si possono coltivare frutti spirituali benedicendo relazioni che vanno contro l’ordine della creazione divina. Non è moralmente lecito benedire la relazione omosessuale in quanto tale”.

Il cardinale Eijk osserva poi che “nella preghiera della comunità in occasione della benedizione delle coppie gay i vescovi fiamminghi hanno affermato che la comunità prega ‘perché la grazia di Dio operi’ nella coppia omosessuale per consentire loro di prendersi cura l’uno dell’altro e della comunità. Ma non è possibile pregare affinché la grazia di Dio operi in una relazione che non è conforme all’ordine della creazione divina”.

Al contrario, “la formulazione della preghiera comunitaria nel modello liturgico [dei vescovi fiamminghi] per la benedizione delle coppie gay suggerisce che le relazioni omosessuali possono essere moralmente giustificate. Infatti, alla fine, la comunità prega: ‘Dacci la forza di camminare con loro, insieme sulle orme del tuo Figlio e rafforzati dallo Spirito’. I vescovi fiamminghi credono davvero che le coppie omosessuali nella loro relazione omosessuale seguano le orme di Cristo? Nella preghiera prevista la coppia gay dice: ‘Con la tua Parola vogliamo vivere’. Ma la Parola di Dio contenuta nella Scrittura qualifica inequivocabilmente e innegabilmente le relazioni omosessuali come peccato”.

Il cardinale afferma quindi che “quantomeno, nella formulazione di preghiere modello per la coppia gay e per la comunità, c’è il rischio che il cattolico medio sia sviato e cominci a pensare che rapporti omosessuali duraturi e monogami siano moralmente accettabili”.

Fonte: ncresgister.com

 

Aldo Maria Valli:
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