Dopo l’addio a Benedetto XVI / Maremoto in arrivo? Qualche segnale

di Fabio Battiston

Caro Aldo Maria,

ieri ho passato fuori casa l’intera giornata (dividendomi tra il traffico di Roma e una visita alla mamma inferma) e questo mi ha dato la possibilità di seguire gli eventi saltellando multimedialmente tra radio, TV e, una volta a casa, il web.

Ti propongo di getto alcune spigolature circa parole e fatti che mi hanno particolarmente colpito.

1) Ascoltando il commento radiofonico – durante le esequie di Benedetto – del peraltro bravissimo Orazio Coclite ho purtroppo sentito queste sue testuali parole (quasi al termine del Canone): “Il cardinale Giovanni Battista Re, dopo il racconto dell’istituzione dell’Eucaristia…”. Insomma, il rivivere da parte del sacerdote il Sacrificio eucaristico, in persona Christi, è diventato una storia (vera?) da narrare a un pubblico convenuto non si sa bene per che cosa. E uno.

2) Apro il Televideo (sì, credo proprio di essere rimasto tra i pochissimi che ancora usufruiscono di questo servizio: sono un tradizionale, no?) e leggo una dichiarazione di padre Federico Lombardi che, senza citare l’intervista di Gänswein sul “colpo al cuore” inferto a Benedetto dal Traditionis custodes bergogliesco, afferma tra l’altro: “I momenti di discussione tra il papa emerito e Francesco sono cose talmente microscopiche che veramente non aveva nessun senso il fatto di interpretare in chiave di tensione. Tali tensioni sono una cosa assolutamente infondata”. A questo punto, dopo una tale clamorosa smentita alle sue parole, che farà il buon Gänswein? Scenderà in battaglia come penso (non può infatti aver parlato senza la certezza di avere le spalle coperte) oppure sarà costretto a dimettersi da tutto? E due.

3) Credo che la risposta alla domanda di cui sopra il monsignore tedesco l’abbia incominciata a dare. Sono infatti state pubblicate ulteriori sue dichiarazioni nelle quali critica fortemente Francesco che lo ha reso un “prefetto dimezzato” dopo le decisioni prese dal papa in merito al suo incarico. Che battaglia sia, quindi, e con tutto il nostro supporto. E tre.

4) Chiudo queste spigolature con un breve commento al “Rogito per il Pio Transito di Sua Santità Benedetto XVI”, pubblicato sul sempre più necessario Duc in altum. Trovo semplicemente disgustoso, per non usare altri e ben più consoni aggettivi, che in nessun punto del documento si faccia il minimo cenno al Summorum Pontificum e a tutto ciò che papa Ratzinger ha scritto, detto e fatto per la liturgia cattolica e la sua preservazione sui piani teologici, magisteriali e dottrinali. E quattro.

Mi pare che a pochi giorni dalla morte terrena di Benedetto XVI le prime onde di un più che auspicabile maremoto si stiano già facendo sentire. Sarà una tempesta certamente salutare per la barca di Pietro. Colui che la conduce, alla destra del Padre, ha dal 31 dicembre 2022 un aiuto in più cui fare sicuro riferimento.

Buona Epifania del Signore!

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