Triste galleria dei fatti correnti. E noi che facciamo?

di Fabio Battiston

In queste ultime settimane la splendida agorà di Duc in altum è stata in gran parte monopolizzata, e come non avrebbe potuto esserlo, dai temi che ci sono purtroppo più familiari. L’agonia e la morte di Benedetto XVI, lo smottamento progressivo di ciò che resta della Chiesa cattolica temporale, le quotidiane vessazioni, la derisione e la segregazione cui sono sottoposti tutti coloro che cercano di difendere quel po’ che ancora consente di aggrapparci ad un cattolicesimo che non vuole morire. Questo e molto altro ha giustamente fatto risuonare le corde della nostra indignazione. Vorrei tuttavia, per un momento, cambiare argomento e ritornare a quella “vita di tutti i giorni” (fatta di piccoli e grandi problemi) che continua a essere pesantemente condizionata dalla politica, dall’economia e dal malefico scientismo/tecnologismo. Essi, a livello nazionale ma soprattutto sovranazionale, stanno dando in queste settimane il peggio di sé in un crescendo che non sembra proprio volersi arrestare. Come vedremo, la Chiesa temporale non è affatto estranea/neutrale rispetto a questo scenario, dando il suo costante appoggio alle forze laico-relativiste, massoniche e protestanti che ormai dominano incontrastate in tutto l’Occidente e, particolarmente, nell’ormai fetida Europa. Vi propongo, a riguardo, una breve sintesi di quel che accade.

Il nostro beneamato governo “sovranista e patriottico” si è definitivamente arreso ai santi e beati delle ONG. Ormai le navi di questi nuovi “Harris e Negoro” (rileggiamo in proposito l’edificante Un Capitano di quindici anni di Jules Verne) stanno allegramente sbarcando le loro vittime non più e non solo a Lampedusa e in Sicilia ma in molti altri porti italiani, dal Tirreno all’Adriatico. Questo però ancora non basta ai sostenitori dei trafficanti di esseri umani che albergano nella Conferenza episcopale italiana; dalle colonne di Avvenire e delle loro altre veline ufficiali, infatti, essi attaccano il governo perché – pare – vengono messe troppe briglie ai pirati internazionali camuffati da salvatori. In tutto questo il Comune di Roma ha emesso una direttiva per la quale i migranti LGBTQ++X Y007 devono aver diritto ad “adeguati” appartamenti nel centro della Capitale dotati di tutti i necessari comfort e facilities per un loro pieno inserimento nella vita sociale, affettiva e inclusiva nella città eterna.

Sempre il governo “Viva l’Italia” sta svendendo per un piatto di lenticchie la nostra compagnia aerea e gli avvoltoi franco-tedeschi stanno decidendo come spartirsene le spoglie. Al tempo stesso non pare sollevarsi una nostrana e autorevole reazione politica contro le satrapie nord-europee che stanno scatenando una battaglia contro l’enogastronomia italiana. Ciò avviene a suon di etichette vomitevoli sulle presunte malattie scatenate dal Brunello di Montalcino, dal prosciutto San Daniele e dal Parmigiano Reggiano. Porte aperte, invece, a scarafaggi e cavallette in polvere di Bruxelles.

E mentre a Davos si è riunito il Wef (World Economic Forum), uno dei più malefici consessi internazionali capitanato dal gauleiter Klaus Schwab, l’Unione Europea si appresta a varare la direttiva che obbligherà entro pochi anni, in Italia, oltre il 70% dei proprietari di case a spendere decine di migliaia di Euro per rendere “ecosostenibili” le loro abitazioni. Un’operazione che porterà rapidamente alla fame il già mostruosamente vessato ceto medio-basso italiano e distruggerà il mercato immobiliare nazionale. Siamo in fervente attesa di vedere la reazione politica “autorevole” con la quale il nostro grande governo patriottico deciderà una buona volta di abbandonare questo mostro che si chiama Unione Europea. In tale frangente si distingue la dichiarazione di Carlo Cottarelli (già direttore del Fondo monetario internazionale) che plaude all’iniziativa europea perché: “…argomenti del tipo ‘la casa è sacra e non si tocca’ non aiutano. I nostri polmoni sono sacri e non si toccano e le case inquinanti sono un problema” (così pare abbia affermato l’esimio senatore del Partito Democratico dall’alto del suo certamente ragguardevole conto in banca). E la Chiesa cattolica su tutto questo che dice? Ma cosa volete che dica la Bergoglio & company che, solo pochi anni fa, sulle note di Laudato sì’, sbraitava che la Madre Terra deve essere salvata dall’azione distruttiva dell’uomo? Meglio quindi costringere le famiglie italiane alla miseria pur di ridurre le emissioni dai caminetti delle loro case. Brutto cattolico sporco, cattivo ed eco-insostenibile che non sei altro! Non ti è bastato metterti contro Dio rifiutando di vaccinarti, ora offendi anche il creato con gli spurghi maleodoranti della tua caldaia condominiale. Sarai gettato nella Geenna, e lì sarà pianto e stridore di denti! Così parlerebbe la pachamama con la voce del ventriloquo Jorge da Buenos Aires.

Concludo questa triste galleria con due notizie, molto diverse per tipologia, ma a mio parere entrambe suscettibili di generare un’amara ironia.

Come cittadino romano il 12 e 13 febbraio sarò chiamato a esprimermi per l’elezione del nuovo presidente della Regione Lazio e della giunta regionale. Questi i candidati dei due maggiori schieramenti. Per la sinistra ecco a voi l’ex assessore alla Sanità regionale Alessio D’Amato, strenuo difensore di green pass, lockdown e quadrivaccini, campione del “stai senza lavoro e stipendio, fetido disubbidiente alla liturgia della siringa”. Dall’altra parte la destra patriottica candida niente po’ po’ di meno che Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana. Insomma ci vogliono sempre tutti malati, preoccupati e sanitariamente terrorizzati. In compenso, però, ci sono i sacerdoti – educati nei seminari di Big Pharma – che continuano a emarginare chi vuol prendere la comunione in ginocchio e in bocca.

La seconda notizia è che – per chi avrà lo stomaco di assistere alla trionfale liturgia del mainstream pansatanico ch va sotto il nome di Festival di Sanremo – ci sarà la possibilità di vedere in tv san Volodymyr Zelens’kyj intervistato dal beato Bruno Vespa.

L’esimio politicoattoreregistasceneggiatore e comico ucraino (come recita la bibbia Wikipedia®) non descriverà le gesta del grande eroe dell’Ucraina Stepan Bandera, criminale della seconda guerra mondiale e noto doppiogiochista a servizio sia dei nazisti che dei sovietici, e non ci dirà nemmeno come si sono svolti i massacri ucraini contro le minoranze russe del Donbass nel 2014 sui quali la santa Unione Europea non ha mai detto un accidente. No! Ci parlerà invece della prossima visita nel suo paese di Giorgia (eh sì, ormai sono entrati in amichevole intimità) e delle prossime forniture di armi che il nostro paese, in ottima compagnia, fornirà a questo governo para-nazista per proseguire indefinitamente la guerra.

L’onda (ma sarebbe meglio chiamarla l’orda) di fatti che si stanno susseguendo ormai da troppo tempo minano sempre più pericolosamente la nostra vita sociale, relazione, economica e professionale. Siamo attaccati come fedeli cattolici, sacerdoti, come cittadini, lavoratori, professionisti, contribuenti, come padri, madri, come nonni e nonne. L’avvenire prossimo – soprattutto, quello dei nostri figli e nipoti – è pesantemente messo a rischio. La velocità e, soprattutto, l’accelerazione di molti processi disgregativi si misura ormai in termini di pochi anni. Occorre reagire, fare qualcosa. Ma in che modo? Vorrei terminare questo mio contributo – che sento anche un po’ disperato – con la frase che nel film Quinto potere il personaggio Howard Beale (un anchorman televisivo statunitense, interpretato da Peter Finch) urla nella sua trasmissione. Parole che, in quegli stessi giorni, altri cittadini americani grideranno dalle loro finestre. Ma è una frase che mal si concilia con lo stile e lo spirito della nostra bella agorà. Se vi va, andatela a cercare.

Viva Duc in altum, libertà di parola!

 

 

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