Lettera dall’Honduras / Maradiaga è andato in pensione, ma continua a comandare

di Martha Alegría de Valladares*

Molte sono state le speranze del popolo honduregno e soprattutto della popolazione della capitale Tegucigalpa, in Honduras, quando è stato nominato un nuovo arcivescovo al posto del cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga.

Il sollievo, nel clero come nei laici, è stato determinato non dal fatto che papa Francesco ha tratto le conseguenze degli scandali sessuali e finanziari che hanno segnato il regno del famigerato cardinale. No. Semplicemente, per Maradiaga è arrivato finalmente il tempo del ritiro e la speranza era che si voltasse pagina.

Il cardinale ha infatti raggiunto gli ottant’anni e, sfortunatamente per lui e per Francesco, le cose in Vaticano non funzionano come nell’Honduras di Maradiaga o nell’Argentina di Bergoglio, dove le leggi vengono cambiate da un giorno all’altro a seconda degli interessi del potente di turno.

I fedeli cattolici di Tegucigalpa hanno a lungo atteso la partenza di Maradiaga e l’arrivo di un nuovo pastore metropolitano in grado di metter mano alla deplorevole situazione della Chiesa cattolica honduregna e soprattutto di rimediare alla trentennale, disastrosa amministrazione del cardinale Maradiaga e dal suo entourage di protetti, una cricca di mercanti del tempio che hanno tratto beneficio dalla corruzione dilagante.

Ma le speranze si sono subito infrante contro la realtà. Spagnolo di origine e missionario in Honduras da molti anni, il nuovo arrivato è monsignor José Vicente Nácher Tatay, sacerdote della Congregazione della missione (meglio nota come di San Vincenzo de’ Paoli) con sede nella città di San Pedro Sula, nel Nord dell’Honduras. Da buon vincenziano, si è sempre dedicato alle missioni, soprattutto nella regione della Mosquitia. Quindi, con tutto il rispetto, aspettarsi da lui che sapesse gestire un’arcidiocesi era un po’ come pretendere che il cardinale Maradiaga conosca l’onestà.

Secondo le fonti, il cardinale Maradiaga avrebbe chiesto a Francesco, come favore, di mandargli un sostituto che non lo disturbasse e lo lasciasse vivere tranquillo con i soldi che ha drenato per decenni dall’Università Cattolica dell’Honduras e dai fondi pubblici, come i trenta milioni provenienti dalla Tassa per la sicurezza sicurezza nazionale, coperta dal segreto di Stato.

E Francesco, da amico incondizionato qual è, gli ha concesso il favore. Per Francesco è infatti più importante fare bella figura con il suo amico che seguire le orme di Gesù Cristo. Ricordo: “Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui” (1 Giovanni 2:15).

In pochi mesi (si è insediato il 25 marzo scorso) il nuovo arcivescovo Nácher, purtroppo, ha già commesso molti errori.

Un solo esempio. Quando è stata organizzata una messa per i veterani delle forze armate honduregne, in omaggio a tutti coloro, vivi e morti, che hanno combattuto per la difesa del territorio nazionale, c’è chi ha parlato di iniziativa a favore dell’opposizione al governo di Iris Xiomara Castro (presidente dell’Honduras dal gennaio 2022), e un portavoce dell’arcidiocesi di Tegucigalpa ha dichiarato che l’arcivescovo Nácher non avrebbe autorizzato la messa perché si trattava di un atto politico.

Tra il clero locale malcontento e frustrazione hanno portato a commenti sconsolati, diffusi dai mass media, come “ormai il male ha trionfato sul bene nella Chiesa cattolica dell’arcidiocesi di Tegucigalpa”.

La realtà è penosa. Come se nulla fosse cambiato, il cardinale Rodríguez Maradiaga continua a comportarsi come se fosse ancora lui l’arcivescovo di Tegucigalpa (fra l’altro celebrando le nozze dei ricchi e famosi della capitale), mentre il nuovo arrivato ha tutta l’aria di un fantoccio che non ha ancora capito l’importanza e la delicatezza del ruolo che ricopre.

Ma a questo proposito ricordo: “Non fatevi illusioni: Dio non si lascia ingannare. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna” (Galati, 6:7).

*autrice del libro Traiciones sagradas

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Nelle foto, monsignor José Vicente Nácher Tatay (a sinistra) e il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga.

 

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