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Il caso Vannacci e la destra di Crosetto

Cari amici di Duc in altum, sono lieto di dare il benvenuto nel blog al professor Martino Mora, che esordisce con un commento sulla vicenda del generale Vannacci.

Mora è passato lui stesso da un’esperienza simile. Forse ricorderete: cacciato da scuola, e infangato dai mass media liberal, per aver osato opporre il rifiuto di fare lezione ad alunni maschi vestiti da donna. Un tipico caso di mondo al contrario. Nel quale noi apoti, noi che non ce la beviamo, prima o dopo finiamo puntualmente ostracizzati.

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di Martino Mora

Viviamo ormai in un regime di polizia del pensiero. Chi tocca il pensiero unico, l’ideologia dominante, va incontro al linciaggio morale, alla diffamazione mediatica, alla discriminazione. Il liberalismo è diventato totalitario.

Il caso del generale Roberto Vannacci è solo l’ultimo esempio di una lunga serie, anche se forse il più clamoroso. Le accuse per i dissidenti del pensiero unico sono sempre le stesse: omofobia (la più grave in assoluto dopo quella di antisemitismo), razzismo, sessismo, xenofobia, eccetera. Ripetute in coro dalla sinistra politica e dai grandi mezzi di informazione plutocratici, esprimono l’essenza dell’americanismo liberal, detto oggi “woke”.

Ne sono stato vittima anch’io dopo che osai, nel mio piccolo, oppormi nella scuola dove lavoro, il liceo scientifico Piero Bottoni, alla buffonata dei ragazzi maschi vestiti da donna per il 25 novembre.

Quello che però può sorprendere, nel caso Vannacci, è il fatto che la destra al governo, nella persona del ministro della Difesa Guido Crosetto, non solo abbia definito “deliranti” le affermazioni di elementare buonsenso del generale su omoerotismo e immigrazione presenti nel suo libro, ma abbia anche avviato un procedimento disciplinare contro di lui, destituendolo dal ruolo di presidente dell’Istituto geografico militare italiano. Quindi il governo di centodestra, in questo caso, si è comportato come il braccio armato della sinistra “woke” e della grande stampa plutocratica, che avevano avviato, come al solito, la caccia all’untore.

Non è nemmeno la prima volta che accade, come dimostra il caso del professor Pietro Marinelli, attaccato duramente dal ministro dell’Istruzione Valditara, su istigazione dei media, solo per avere espresso il suo diritto di critica su una rappresentazione teatrale della Shoah.

Guido Crosetto non è solo il ministro della Difesa del governo Meloni. È anche il padre fondatore, nel 2012, con Ignazio la Russa e la stessa Meloni, di Fratelli d’Italia, oggi principale forza politica del Paese.

È quindi una personalità di primissima fascia della destra italiana. Che nella sua persona sembra condividere la stessa ideologia anticristiana e antiumana della sinistra fucsia, la sinistra liberal postcomunista.

Se infatti pensare che la sodomia non sia normale, o che vi siano troppi immigrati in Italia, è “delirante” – come ha detto Crosetto – qual è la differenza con la sinistra fucsia? Non pervenuta.

E delira forse anche il catechismo della Chiesa cattolica quando definisce “intrinsecamente disordinati” e contrari alla legge di natura gli atti sodomitici? Delira anche la Sacra Scrittura quando li condanna? Per Crosetto sembrerebbe di sì.

Atlantismo estremista che lo contraddistingue a parte, Crosetto è il perfetto esempio dell’opportunista politico che prende i voti a destra per poi governare come la sinistra? O semplicemente rappresenta quella destra al servizio – come la sinistra – della grande plutocrazia anglo-talmudica, che intende diffondere quella “società aperta” e “inclusiva” che non tollera chi dissente dal suo nichilismo distruttivo?

Ormai l’ideologia americanoide del liberalismo wokista sembra non trovare più vere opposizioni, neppure a destra. Ancora meno nella Chiesa conciliare, modernista e bergogliana, che appare sempre più subalterna al medesimo pensiero unico dirittista, anticristiano e antiumano.

Tale pensiero trionfa: omosessualista, tansgenderista, femminista, immigrazionista, meticcista, è davvero “unico” perché riesce a sottrarre alla discussione – tramite la mostrificazione, isterica e mediatica, dell’avversario – le sue false affermazioni.

Ogni uomo libero deve quindi lottare – ne ha il dovere – contro questo mostro che sta devastando con il suo nichilismo il cosiddetto Occidente. Se nel gioco delle parti la sinistra fucsia, cioè liberal, incarna la Sovversione a marcia veloce, l’attuale centrodestra sembra preferire la parte della Sovversione a marcia lenta. Come quei “conservatori” che un secolo fa Gilbert Chesterton indicava come il vero e principale ostacolo alla correzione degli errori dei “progressisti”.

Dietro a tutto, come una piovra mostruosa, sta la plutocrazia. Cioè il potere immenso del capitale. Che si è alleato, ormai da alcuni decenni, con l’attuale Sovversione ideologica. E che non ci darà più pace, finché non avrà distrutto tutto ciò che ancora rimane di cristiano e umano.

Chi odia la Verità odia anche la libertà, quella vera. Pensare di delegare ai politicanti la buona battaglia significa suicidarsi. Tranne poche significative eccezioni, sono una massa di marionette, senza cuore e senz’anima, opportunisti al soldo del regno del denaro, cioè dei potentati economico-finanziari d’oltreoceano.

Dobbiamo essere noi a combattere contro il pensiero unico, per la libertà che ci stanno togliendo e, prima ancora, per la Verità che sola le dà senso.

O reagiamo ora, oppure siamo perduti.

Aldo Maria Valli:
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