Intervista al post Santo Padre

di Nicolò Raggi

Carissimo Valli,

dopo aver letto e apprezzato la sua recente ed esclusiva intervista all’obelisco di piazza San Pietro [qui], ho avuto modo, attraverso canali riservati e umidi, di intervistare il futuro pontefice Giovanni XXIV, che attende già parato (rivestito dei paramenti) in località segreta, pronto per essere liberato al momento opportuno.

Dato che, certamente a causa della mia scarsa apertura sinodale, non sono riuscito a cogliere la gioiosa parresia delle domande, chiedo scusa, volevo dire delle risposte di Francesco I ai nuovi dubbi dei soliti vecchi cardinali, ho pensato di chiedere anche al successore in pectore delucidazioni, ed ecco la trascrizione delle sue inclusive risposte, in esclusiva.

Buongiorno post-Santo Padre e grazie per aver accettato di rispondere a domande spinose in anteprima.

Buongiorno e grazie per avermi fatto uscire dal letargo in lieve anticipo.

La prima domanda che vorrei porle riguarda la Rivelazione in Nostro Signore Gesù Cristo…

Perdoni se la interrompo ma non è questo il modo di parlare: il signore nostro dio ci ha insegnato che non bisogna dire “il signore nostro dio”, altrimenti tutti quegli altri resterebbero senza, è meglio dire “si dice” o “alcuni ritengono che”!

Mi scusi post-Santo Padre, riformulo: si dice che Dio abbia già rivelato ogni cosa attraverso il Figlio, il Signore Nostro Gesù Cristo.

Sì, l’ho sentito anch’io, ma meglio evitare protagonismi utilizzando nomi e cognomi.

Grazie post-Santo Padre.

Grazie e buongiorno-barra-buonasera.

La seconda domanda che vorrei porle riguarda possibilità, per persone del medesimo sesso, di sposarsi in chiesa.

Purtroppo non sempre è possibile perché le chiese sono state quasi tutte già impegnate per eventi, manifestazioni e catering, però garantiamo la presenza di una ministra o di un ministro a domicilio, nel comune di residenza.

È un modo per ridurre le distanze tra la chiesa e le persone?

Soprattutto i tempi, perché si può fare in pochi clic, tramite app.

Grazie. La terza domanda che vorrei porle riguarda il Sinodo sui sinodi e in che modo abbia contribuito a ravvivare la partecipazione del popolo di Dio alla vita della Chiesa.

Attraverso il Sinodo sui sinodi e i sinodi sul Sinodo abbiamo compreso che certe cose è meglio farle fare a chi le sa fare, quindi d’ora in avanti basta sapere quanti sono i partecipanti e se ci sono particolari allergie, poi si girano queste semplici informazioni al Sinod Planner e pensa lui a tutto.

Ancora una domanda post-Santo Padre sulla possibilità per le donne di dire messa, perché pare che su questo non ci sia affatto convergenza.

Su questo punto sarò cristallino: non è possibile per le donne dire messa; è possibile che le donne dicano messa se non avevano sentito questa frase ma, in quel caso, è possibile anche per quelle che l’avevano sentita, altrimenti i diversi sarebbero trattati da diversi, il che, francamente, suona male.

La ringrazio per la sua pazienza e per le sue risposte che non lasciano spazio al dubbio sull’utilità delle domande e vorrei concludere con un’ultima domanda sul sacramento della riconciliazione.

La riconciliazione amichevole è importantissima, per questo abbiamo semplificato il modulo e non occorre nemmeno più fare il disegno con la dinamica dell’accaduto.

Grazie post-Santo Padre e speriamo di vederla presto in azione.

Grazie ma non c’è fretta, tanto se non attiveranno me toccherà a Sisto VI.

Perché proprio Sisto VI, post-Santo Padre?

Si erano fermati a SIsto V per senso del ridicolo, ma i tempi sono maturi e non ce n’è più motivo.

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