L’inferno vuoto e la fine della Chiesa. In tv, naturalmente

Con l’intervista a Fazio il papa ha messo in liquidazione la Chiesa cattolica.

Ha detto che gli piace pensare che l’inferno sia vuoto. “Una mia cosa personale, non un dogma” ha aggiunto, come per rendere l’affermazione meno grave. Ma lui è il papa, il vicario di Cristo sulla terra. Ogni sua affermazione, anche se espressa a livello personale, ha un peso specifico diverso da quello di qualunque altra. E lui sa bene come funziona: “Se l’ha detto il papa…”.

Perché dico che con le sue parole il papa ha messo in liquidazione la Chiesa? Semplice. Se l’inferno è vuoto vuol dire che non c’è il giudizio. E se non c’è il giudizio vuol dire che non c’è il peccato. E se non c’è il peccato vuol dire che nostro Signore è venuto nel mondo per niente perché un mondo senza peccato non ha bisogno di redenzione. E se nostro Signore Gesù è venuto per niente vuol dire che ha fondato la Chiesa per niente. E se l’ha fondata per niente vuol dire che non serve. E se non serve la si può tranquillamente abolire. E se la si può abolire, il papa che ci sta a fare?

Bergoglio, mettendo in liquidazione la Chiesa, ha messo in liquidazione anche il papa, dunque se stesso. Un suicidio. Se ne rende conto?

Parafrasando Francesco, mi piace pensare che non se ne renda conto e che le sue facoltà mentali non siano a posto. Purtroppo, non è così. Come mi dicono amici argentini che lo conoscono, e come confermano alcuni dall’interno dei sacri palazzi, a lui interessa solo il potere per il potere. E l’immagine di sé. Après moi le déluge. Quindi è contento se i Fazio di turno si inginocchiano davanti a lui. Stop. Il resto non gli interessa minimamente. Anzi, che la Chiesa sia messa in liquidazione gli fa piacere. Perché in realtà la disprezza. In Vaticano lo sussurrano da tempo. Il Numero Uno, come lo chiamano lì, disprezza la gerarchia, disprezza i cardinali, disprezza i vescovi, disprezza tutto il meccanismo curiale ed ecclesiale, una macchina che per lui ha senso solo nella misura in cui gli consente di esercitare il potere e coltivare la sua immagine.

Sull’origine di tale disprezzo si possono fare molte ipotesi e molti ragionamenti. Il succo è che l’idea dell’inferno vuoto è espressione non di spirito misericordioso, ma di nichilismo. Nichilismo dottrinale, teologico e liturgico già emerso abbondantemente ma ora venuto allo scoperto con questa “voce del sen fuggita”. Rivestito di peronismo pratico, il nichilismo bergogliano si traduce in ambiguità sistematica. Che lui utilizza per il solito scopo: esaltare se stesso e colpire la Chiesa.

La Chiesa cattolica e il papato si potranno mai riprendere dal colpo inferto da Bergoglio?

Umanamente parlando, è difficile. La voce del papa è ridotta a quella di un influencer superficiale e demagogico. La Chiesa, in quanto istituzione, perde credibilità di giorno in giorno. E ora, con la dichiarazione papale sull’inferno vuoto, ha ufficialmente perso significato.

Nei sacri palazzi sono sgomenti. Non tanto per la fede, ma per il destino dell’istituzione. Essendo funzionari di una grande burocrazia, i curiali non possono permettere che l’apparato perda significato e funzione. Se finisce l’apparato, finiscono anche loro.

È dunque questione di vita e di morte (non eterna, evidentemente). E ogni giorno che passa la situazione si fa sempre più pesante, perché l’istituzione viene affossata sempre di più.

Un tempo in un caso come questo si sarebbe proceduto con una bella congiura di palazzo, ma per fare i congiurati occorrono intelligenza e coraggio, e in giro non ce n’è. C’è invece tanta paura, perché il tiranno è vendicativo e ha spie ovunque.

Così si naviga a vista, fino alla prossima intervista, fino al prossimo motu proprio. Fino alla prossima assurdità targata Tucho. Cercando di vivacchiare alla bell’e meglio rendendosi invisibili.

Speranze nel prossimo papa? Nel mio pamphlet Come la Chiesa finì immagino che dopo un Francesco I arriverà un Francesco II e poi un Francesco III e così via, per un bel po’ di tempo. L’ipocrisia clericale è sconfinata (magari proprio coloro che lo odiano saranno capaci di chiedere la beatificazione di Bergoglio) e il neo-modernismo occupa tutti i gangli dell’istituzione.

La Chiesa è stata liquidata in televisione, e il papa si è suicidato in diretta, in un talk show serale, per piacere alla gente che piace. È giusto così. Giusto che sia stata la tv a decretarne la fine, in nome dello share. Non poteva essere altrimenti. Dopo che la Chiesa si è venduta al mondo, non poteva esserci finale diverso, essendo la tv espressione e sintesi del pensiero del mondo.

Solo il buon Dio, come e quando vorrà, potrà venire a togliere il cartello The End per scrivere una sceneggiatura tutta nuova. O forse la sta già scrivendo?

 

 

 

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