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Per non dimenticare / Eresie di Francesco, origini ed effetti

Cari amici di Duc in altum, ieri ho pubblicato il testo originale in inglese [qui] del documento intitolato The Crimes and Heresies of Pope Francis, Their Causes and Effects, and the Action to Be Taken (I crimini e le eresie di Papa Francesco, le loro cause, i loro effetti e le azioni da intraprendere), testo che comprende un Call for the Resignation of Pope Francis (Appello per le dimissioni di Papa Francesco) ed è firmato da diciassette tra teologi, filosofi, scrittori e giornalisti di ogni parte del mondo.

Circa l’appello, ho ricevuto dai lettori diverse osservazioni critiche, specialmente per ragioni legate al diritto canonico. Me le aspettavo, e in larga parte le condivido, tuttavia non intendo entrare adesso nella questione. Non che la consideri poco importante, tutt’altro. Semplicemente, ora voglio concentrarmi sui fatti che il documento mette in fila in modo asciutto ed efficace, componendo un quadro che non possiamo dimenticare, specie pensando al prossimo conclave. Notevole è anche la sezione finale, sui legami tra modernismo e corruzione morale e sessuale nel clero. E rilevante, oltre che degna di riflessione, è la parte in cui si evidenzia come Francesco abbia utilizzato e utilizzi tale corruzione per i suoi fini.

Per tutti questi motivi ho tradotto il testo in italiano e oggi ve lo propongo. La memoria storica è importante, anche per evidenziare le responsabilità oggettive. I fatti sono eloquenti e non c’è manipolazione mediatica che li possa camuffare o eliminare.

A.M.V.

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I crimini e le eresie di Papa Francesco, le loro cause, i loro effetti e le azioni da intraprendere

Dal 2013, le parole e le azioni di Papa Francesco hanno causato una crisi senza precedenti nella Chiesa cattolica, arrecando gravi danni non solo alla Chiesa stessa, ma al mondo intero. I membri della gerarchia della Chiesa hanno il dovere di agire per evitare che Francesco provochi ulteriori danni.

Chiediamo quindi che Papa Francesco si dimetta dall’ufficio papale, si penta e faccia penitenza per le sue azioni. Se non lo farà, chiediamo che i cardinali e i vescovi della Chiesa cattolica si rivolgano a Papa Francesco perché si dimetta dall’ufficio papale.

Se egli rifiuterà di dimettersi o di ritrattare le eresie che ha sostenuto, chiediamo che cardinali e vescovi dichiarino che ha perso l’ufficio papale.

Questa crisi è dovuta a due motivi.

  • Papa Francesco ha commesso atti criminali gravemente dannosi per la Chiesa e per i singoli fedeli.
  • Ha dimostrato di rifiutare la fede cattolica e ha lavorato per distruggere la fede di altri cattolici.
  1. Crimini di Papa Francesco

1.1 Crimini diversi dall’eresia

  1. Ha commesso atti criminali che hanno gravemente danneggiato singoli credenti e la Chiesa

Le azioni elencate di seguito sono crimini perché violano il diritto canonico, il diritto degli Stati temporali, la legge naturale, il diritto positivo divino o una qualche combinazione di leggi provenienti da questi diversi sistemi giuridici. Le relazioni tra questi diversi ordinamenti giuridici sono complesse; ad esempio, la protezione degli abusatori sessuali, che avviene sia non denunciando i loro crimini sia collocando i responsabili in posizioni in cui ci si può aspettare che continuino ad abusare, è un crimine in alcuni Stati, ma non in altri. I crimini di Papa Francesco elencati di seguito violano uno o più dei seguenti canoni del Codice di diritto canonico: canoni 383 § 1, 392 § 1 e § 2, 1311 § 2, 1326 § 1, 1378 § 1 e § 2, e 1399. Questi canoni sono tutti basati sul diritto naturale o sul diritto positivo divino, quindi non sono canoni da cui il Papa può essere dispensato. Va ricordato che la Chiesa ha per diritto divino il potere di legiferare per i suoi membri e di infliggere loro pene giuridiche di tipo temporale e spirituale, e questa legislazione non è meno reale e non ha meno forza della legislazione degli Stati civili.

1.1.A. Protezione dei criminali sessuali e protezione dei superiori religiosi che a loro volta proteggono i criminali sessuali

I vescovi e i superiori religiosi che proteggono i criminali che commettono abusi sessuali sono essi stessi criminali, quindi la protezione e la promozione di Papa Francesco nei confronti di questi individui è essa stessa una protezione di criminali. Ha un effetto particolarmente dannoso perché ai criminali di questo tipo dice non solo li terrà al sicuro, ma probabilmente li porterà anche a una promozione. La promozione di questi criminali da parte di Papa Francesco è stata così ampia e prolungata nel tempo, sia prima sia dopo la sua elezione al soglio pontificio, che può essere vista solo come una disposizione costante e una politica abituale. Ha nominato un gran numero di queste persone nel collegio cardinalizio, dando loro un’influenza significativa sull’elezione del prossimo papa, e le ha installate ai vertici del potere ecclesiastico nella Curia romana così come nella Chiesa cattolica americana.

Il modo in cui Papa Francesco ha protetto questi criminali aggrava il suo reato. Ha ripetutamente e sfacciatamente mentito sulle sue azioni e calunniato le vittime di questi crimini.

Oltre ai casi specifici riportati di seguito, va aggiunto che Papa Francesco ha abolito le procedure moderatamente efficaci per affrontare i casi di abusi sessuali su minori che erano state istituite da Papa Benedetto XVI, e le ha sostituite con regolamenti, con personale e con organizzazioni inefficaci che hanno portato a un arresto del processo di gestione degli abusi sessuali nella Chiesa. Francesco ha accompagnato questo sabotaggio della giustizia con frequenti dichiarazioni pubbliche sulla suprema importanza di porre fine agli abusi sessuali.

Papa Francesco ha protetto gli abusatori sessuali prima di diventare Papa, quando era arcivescovo di Buenos Aires (1998-2013) e presidente della Conferenza episcopale argentina (2005-2011). L’esempio peggiore di questa protezione è riportato qui, perché esemplifica il suo carattere e il suo modus operandi.

Padre Julio Grassi

Padre Julio Grassi fondò e gestì in Argentina le case di accoglienza Happy Children per bambini di strada. In questi istituti abusava sessualmente dei ragazzi. Nel 2009 fu condannato da un tribunale argentino per aver abusato di uno di loro. A caro prezzo, l’arcivescovo Bergoglio commissionò un rapporto di 2.600 pagine per scagionare padre Grassi calunniando le sue vittime. Il rapporto aveva lo scopo di convincere i giudici della Corte Suprema argentina dell’innocenza di Grassi e fu condannato dalla Corte come un tentativo di interferire con la giustizia. Quando il rapporto fu contestato, l’arcivescovo Bergoglio mentì, dichiarando di non essere coinvolto. Grassi riuscì a evitare il carcere fino al 2013, grazie anche all’intervento di Bergoglio. Grassi ha infatti testimoniato di avere il sostegno personale di Bergoglio [1].

Dopo la sua elezione al papato nel 2013, Papa Francesco ha protetto e/o promosso molti abusatori sessuali e vescovi che hanno coperto abusi sessuali. Alcuni esempi eclatanti sono i seguenti.

Cardinale Godfried Danneels

Il cardinale Danneels difese il libro di catechismo Roeach, utilizzato in Belgio sotto la sua autorità, che promuoveva la pedofilia, e si rifiutò di modificarlo o rimuoverlo. Agì per proteggere il vescovo pedofilo Roger Vangheluwe dopo che si seppe che Vangheluwe aveva abusato sessualmente del proprio nipote, a partire da quando il nipote aveva cinque anni. Quando il nipote, divenuto adulto, chiese a Danneels di prendere provvedimenti contro Vangheluwe, Danneels si rifiutò, intimò al nipote di tacere sugli abusi e gli disse che avrebbe dovuto riconoscere la propria colpa. Queste azioni erano di dominio pubblico già nel 2010, ma il cardinale Danneels fu al fianco di Papa Francesco sul balcone della basilica di San Pietro quando il Papa fece la prima apparizione pubblica dopo l’elezione. Papa Francesco lo nominò tra i suoi collaboratori personali al primo e al secondo Sinodo sulla famiglia, e alla sua morte, nel 2019, Papa Francesco lo elogiò come “pastore zelante” che “ha servito la Chiesa con dedizione” [2].

Cardinale Jozef de Kesel

Nel 2014 il cardinale de Kesel, allora vescovo di Bruges, scelse padre Tom Flamez per il ruolo di parroco dopo che questi era stato condannato per abusi sessuali. Inoltre rimosse don Antoon Stragier dal ministero solo nel 2015, sebbene i crimini di Stragier fossero noti alla diocesi fin dal 2004. Papa Francesco scelse il vescovo de Kesel come arcivescovo di Mechelen-Bruxelles nel novembre 2015 e lo nominò cardinale nel novembre 2016 [3].

Cardinale Reinhard Marx

Il cardinale Marx ha ammesso di aver coperto molti casi di abusi sessuali quando era vescovo di Treviri e ha offerto le sue dimissioni a Papa Francesco nel 2021, adducendo come motivo proprio l’insabbiamento. Papa Francesco ha rifiutato le sue dimissioni e Marx continua a essere l’arcivescovo metropolita di Monaco e Frisinga [4].

Cardinale Cormac Murphy-O’Connor

Nel 2008 una donna ha dichiarato alle autorità ecclesiastiche inglesi che O’Connor aveva abusato sessualmente di lei quando aveva tra i 13 e i 14 anni. La donna aveva già denunciato di aver subito abusi sessuali da parte di un altro sacerdote inglese, padre Michael Hill, successivamente condannato per questo reato da un tribunale britannico. Hill era stato precedentemente rimosso dal ministero dopo le accuse di abusi sessuali su minori, ma Murphy-O’Connor, allora vescovo di Arundel e Brighton, aveva reintegrato Hill nel ministero nominandolo cappellano dell’aeroporto di Gatwick. In questo incarico Hill ha continuato ad abusare di minori. Nel 2013 Papa Francesco ha incaricato il cardinale Gerhard Ludwig Müller di archiviare l’indagine su Murphy-O’Connor per abusi sessuali [5].

Cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga

Il cardinale Rodríguez Maradiaga non ha preso provvedimenti in seguito alle numerose accuse di comportamenti sessuali scorretti con i seminaristi da parte di José Juan Pineda Fasquelle, vescovo ausiliare di Tegucigalpa, che si è dimesso dopo che le accuse sono state rese pubbliche. Maradiaga si è rifiutato di indagare sulle denunce presentate da 48 seminaristi su 180 in merito a comportamenti omosessuali scorretti nel seminario dell’Honduras, e ha invece attaccato i denuncianti. Papa Francesco ha nominato Maradiaga membro e coordinatore del consiglio di nove cardinali che ha istituito nel 2013 per coadiuvarlo nel governo della Chiesa. Il 15 ottobre 2020 Papa Francesco ha rinnovato la nomina di Rodríguez Maradiaga a coordinatore del Consiglio dei cardinali [6].

Ex cardinale Theodore McCarrick

L’ex cardinale McCarrick viene da una pluridecennale storia di adescamento e pressioni sui seminaristi affinché avessero relazioni omosessuali con lui. Papa Francesco è stato personalmente informato di questo comportamento nel 2013, e gli è stato detto che Papa Benedetto aveva posto delle restrizioni su di lui. McCarrick aveva fatto frequenti viaggi in Argentina per visitare i seminaristi quando Papa Francesco era arcivescovo di Buenos Aires. Tuttavia Papa Francesco ha liberato McCarrick dalle restrizioni sulle sue attività imposte da Benedetto XVI a seguito delle denunce dei suoi crimini e lo ha utilizzato per molti compiti importanti, tra cui i viaggi come rappresentante della Santa Sede in Israele, Armenia, Cina, Iran e Cuba. McCarrick ha accompagnato Papa Francesco nei viaggi in Israele e a Cuba. È stato rimosso dal ministero solo nel 2018, dopo che la sua predazione sui seminaristi è stata ampiamente riportata dai media [7].

Papa Francesco ha nominato una cerchia di uomini legati all’ex cardinale McCarrick a incarichi importanti. Tra questi, i cardinali Robert McElroy, Joseph Tobin, Wilton Gregory e Kevin Farrell, di cui parliamo di seguito.

Cardinale Blaise Cupich

Papa Francesco ha nominato Cupich arcivescovo di Chicago nel 2014, nominandolo cardinale e membro della Congregazione per i vescovi nel 2016. McCarrick aveva fatto pressioni per la sua nomina a Chicago [8].

Cardinale Joseph Tobin

Papa Francesco ha nominato Tobin, arcivescovo di Indianapolis, cardinale e arcivescovo di Newark nel 2016. McCarrick è stato il suo predecessore come arcivescovo di Newark dal 1986 al 2000, commettendo molti crimini durante il suo incarico. Nel 2005 l’arcidiocesi di Newark pagò un seminarista abusato da McCarrick. Tobin si è rifiutato di rispondere a una denuncia di abusi da parte di McCarrick inviatagli nel 2018 da Michael Reading, un ex seminarista [9].

Cardinale Wilton Gregory

Il cardinale Gregory ha collaborato con McCarrick alla stesura della Carta di Dallas del 2002, che prevedeva procedure per i vescovi cattolici americani al fine di rispondere alle accuse di abusi sessuali da parte di chierici. Le procedure della Carta erano inefficaci, in quanto omettevano clamorosamente qualsiasi disposizione per affrontare le accuse contro i vescovi. Quando era vescovo di Belleville, nell’Illinois, Gregory è stato accusato di oltraggio alla corte per essersi rifiutato di trasmettere i documenti di un sacerdote accusato di crimini sessuali. Quando era arcivescovo di Atlanta, in Georgia, si è opposto con successo a una legge che avrebbe esteso i termini di prescrizione per le cause di risarcimento danni per abusi sessuali. Papa Francesco lo ha nominato arcivescovo di Washington nel 2019 e cardinale nel 2020 [10].

Cardinale Robert McElroy

McElroy è stato nominato vescovo di San Diego nel 2015. Era uno stretto collaboratore dell’ex cardinale McCarrick. Nel 2014, Rachel Mastrogiacomo ha denunciato che don Jacob Bertrand, un sacerdote della diocesi di San Diego, l’aveva sottoposta ad abusi rituali satanici. Altre donne hanno presentato denunce simili. Bertrand ha ammesso la sua colpa alle autorità diocesane, ma in risposta a queste denunce fu semplicemente trasferito in un’altra parrocchia. Solo quando Mastrogiacomo si rivolse alla polizia, McElroy lo rimosse dal ministero. La diocesi di San Diego ha falsamente affermato di non avere alcun fascicolo sulle attività di Bertrand e ha aggiunto che, anche se ne avesse avuti, non li avrebbe forniti alle autorità. Nel 2018, Bertrand è stato condannato da un tribunale americano per cattiva condotta sessuale. In precedenza aveva confessato all’amministratore apostolico della diocesi di San Diego di aver violentato Mastrogiacomo mentre celebrava la Messa e di essersi dedicato a rituali perversi. Nel 2016 l’esperto di abusi sessuali clericali Richard Sipe informò McElroy che McCarrick era un abusatore seriale. Egli rimase in silenzio e non prese alcun provvedimento. Papa Francesco ha nominato McElroy, vescovo suffraganeo di Los Angeles, cardinale nel 2022 [11].

Cardinale Donald Wuerl

Wuerl ha permesso a padre George Zirwas di continuare a svolgere il suo ministero dopo aver appreso che aveva commesso numerosi abusi sessuali. Wuerl si è dimesso da arcivescovo di Washington dopo che le sue azioni in questo e in altri casi di abusi sessuali sono state rivelate da un rapporto del Gran Giurì della Pennsylvania. Quando Wuerl si è dimesso, Papa Francesco lo ha elogiato per la sua nobiltà, lo ha mantenuto a capo dell’arcidiocesi di Washington come amministratore apostolico e lo ha confermato come membro della Congregazione per i vescovi [12]

Vescovo Juan Barros Madrid

Barros ha coperto i gravi crimini di padre Fernando Karadima, condannato per abusi sessuali da un tribunale della Chiesa nel 2011. Papa Francesco ha nominato Barros vescovo di Osorno nel 2015, sebbene lo stesso Barros si opponesse alla nomina e nonostante l’opposizione dei vescovi cileni e le forti proteste dei fedeli. Papa Francesco ha denunciato i critici di Barros come calunniatori. Il vescovo Barros si è dimesso nel 2018 in seguito all’aggravarsi della crisi dei casi di abusi sessuali in Cile [13].

Cardinale Francisco Javier Errazuriz Ossa

Anche il cardinale Errazuriz ha protetto padre Fernando Karadima e ha cercato di mettere a tacere le sue vittime. Nel 2013 e nel 2014, insieme a Ricardo Ezzati Andrello, suo successore come arcivescovo di Santiago, ha tentato di impedire che Juan Carlos Cruz, una delle vittime di Karadima, fosse nominato membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori. Dopo che i crimini di Karadima sono venuti alla luce, Papa Francesco ha nominato Errazuriz nel suo Consiglio cardinalizio. Errazuriz rimane cardinale [14].

Cardinale Ricardo Ezzati Andrello

Ezzati ha protetto sia Karadima sia padre Óscar Muñoz, condannato per ripetuti abusi sessuali e stupri di bambini. Ha inoltre cercato di impedire la nomina di Juan Carlos Cruz, una delle vittime di Karadima, alla Pontificia commissione per la tutela dei minori. Ha presentato le dimissioni da arcivescovo di Santiago nel 2016 e di nuovo nel 2018, ma Papa Francesco ha rifiutato di accettarle. Francesco ha accettato le dimissioni di Ezzati solo nel 2019, il giorno dopo che la Corte Suprema del Cile ha respinto la richiesta di Ezzati di archiviare la causa civile contro di lui per aver protetto Muñoz. Ezzati rimane cardinale [15].

Vescovo Gustavo Óscar Zanchetta

Zanchetta è stato nominato da Papa Francesco vescovo di Orano in Argentina nel 2013. Durante il suo incarico di vescovo, Zanchetta si è reso protagonista di una cattiva condotta di carattere omosessuale, comprendente molestie sessuali nei confronti di seminaristi. Nel 2015 sono state presentate alla Santa Sede prove fotografiche. Zanchetta si è dimesso dalla diocesi nel 2017, dopo di che Papa Francesco lo ha nominato assessore all’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, l’Apsa. Questa carica non esisteva prima della nomina di Zanchetta. Nel 2022 Zanchetta è stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere in Argentina per violenza sessuale su seminaristi. Per questi crimini, che sono stati puniti solo dai tribunali secolari, non c’è stata una sentenza da parte della Chiesa, né un processo [16].

Cardinale Luis Ladaria Ferrer SJ

La Congregazione per la dottrina della fede ha ricevuto denunce contro padre Gianni Trotta nel 2009 e tre anni dopo lo ha riconosciuto colpevole di abusi sessuali su minori. L’arcivescovo Ladaria scrisse dalla Cdf al vescovo di Foggia nel 2012, dicendogli di non divulgare i motivi per cui Trotta era stato laicizzato. Trotta ha continuato a presentarsi come sacerdote e ad allenare una squadra di calcio maschile under 11 nella provincia di Foggia, molestando alcuni ragazzi. Nel 2015 Trotta è stato condannato a otto anni di carcere. Ladaria Ferrer inoltre, sempre a nome della Cdf, ha scritto al cardinale Philippe Barbarin incaricandolo di evitare qualsiasi scandalo pubblico nel procedimento disciplinare contro padre Bernard Preynat, accusato di abusi sessuali in Francia nel 2016 e successivamente condannato. Nel 2018 le autorità francesi hanno cercato di accusare Ladaria Ferrer per aver tentato di nascondere i crimini di Preynat, ma la Santa Sede ha rifiutato di estradarlo. Papa Francesco ha nominato Ladaria Ferrer capo della Congregazione per la dottrina della fede nel 2017 e cardinale nel 2018 [17].

Don Mauro Inzoli

Nel 2012 don Inzoli è stato condannato alla riduzione allo stato laicale dalla Congregazione per la dottrina della fede per abusi sessuali su minori, ma Papa Francesco è intervenuto e ha trasformato la pena in preghiera, penitenza e allontanamento dal ministero pubblico. Nel 2016 Inzoli è stato condannato a cinque anni di carcere per otto reati di abuso sessuale su minori tra i 12 e i 16 anni tra il 2004 e il 2008, e solo allora Papa Francesco lo ha ridotto allo stato laicale [18].

Cardinale Oscar Cantoni

Cantoni era vescovo di Crema quando, a partire dal 2010, furono presentate molteplici denunce di abusi sessuali contro don Mauro Inzoli, sacerdote della sua diocesi. Quando nel 2011 la Congregazione per la dottrina della fede ha avviato un procedimento contro Inzoli, Cantoni ha detto ai fedeli di Cremona di non cedere ai giudizi di condanna nei confronti di Inzoli. Nel 2013 Cantoni chiese al cardinale Coccopalmerio di intervenire presso Papa Francesco per ottenere clemenza a favore del suo ex sacerdote don Inzoli. L’intervento ebbe successo. Cantoni è stato responsabile della copertura degli abusi sessuali perpetrati su ragazzi minorenni nel Seminario Minore San Pio X in Vaticano. Papa Francesco ha nominato Cantoni cardinale nel 2022 [19].

Cardinale Francesco Coccopalmerio

Papa Francesco ha nominato Coccopalmerio nel consiglio della Congregazione della dottrina della fede che esamina gli appelli del clero riconosciuto colpevole di abusi sessuali su minori. Nel 2012 Coccopalmerio ha votato contro la riduzione allo stato laicale di don Mauro Inzoli per abusi sessuali. Papa Francesco ha nominato Coccopalmerio a rappresentare il Vaticano al sesto Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali nel 2018 e lo ha promosso da cardinale diacono a cardinale sacerdote nel 2022 [20].

Arcivescovo Mario Enrico Delpini

Come vicario generale dell’arcidiocesi di Milano, Delpini ha trasferito don Mauro Galli in una nuova parrocchia dopo essere stato informato che Galli aveva abusato sessualmente di un giovane. Delpini lo ha ammesso in una deposizione in tribunale nel 2014. La Santa Sede ne era a conoscenza. Papa Francesco lo ha nominato arcivescovo di Milano nel 2017 [21].

Cardinale Víctor Manuel Fernández

Come arcivescovo di La Plata, Fernández ha difeso pubblicamente don Eduardo Lorenzo, dopo che sui mass media era emersa una denuncia di abusi sessuali su un minore presentata originariamente nel 2008. Fernández ha falsamente affermato che le indagini civili e canoniche su questa denuncia avevano stabilito che non si era verificato alcun reato. Ha pubblicato sul sito web dell’arcidiocesi la lettera di Lorenzo che accusava i denuncianti di “calunnie, insulti e diffamazioni” e si è recato nella parrocchia di Lorenzo per concelebrare con lui una Messa in cui il prete ha rinnovato il suo impegno al sacerdozio. Lorenzo si è suicidato il giorno dopo essere stato accusato di cinque abusi sessuali su minori. Papa Francesco ha nominato Fernández cardinale e capo del Dicastero per la dottrina della fede nel 2023 [22].

Cardinale Jean-Pierre Ricard

Nel 2022, Ricard ha ammesso di aver molestato una ragazza di quattordici anni. Gli è stato permesso di mantenere il suo status di cardinale e cardinale elettore. Nei suoi confronti nessun processo né punizione canonica [23].

Cardinale Kevin Farrell

Nel 1978 Farrell fu ordinato sacerdote nei Legionari di Cristo, la società sacerdotale fondata dal criminale predatore sessuale Marcial Maciel e utilizzata per promuovere i suoi crimini. Farrell è stato cappellano presso l’Università Cattolica di Monterrey in Messico, la città che era il centro delle attività di Maciel, e successivamente è stato amministratore generale dei Legionari con responsabilità per seminari e scuole in Italia, Spagna e Irlanda. È stato poi incardinato nell’arcidiocesi di Washington, D.C., e ha lavorato come vicario generale dell’allora cardinale McCarrick, con il quale condivideva la residenza. Farrell sostiene di essere stato completamente all’oscuro dei crimini di Maciel e McCarrick. Queste affermazioni non sono credibili. Dopo essere diventato Papa, nel 2016 Francesco ha nominato Farrell cardinale e lo ha messo a capo dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, che controlla le finanze del Vaticano. Nel 2019 Farrell è stato nominato cardinale camerlengo e nell’ottobre 2020 capo della Commissione per le questioni riservate, organismo vaticano che determina quali attività economiche devono restare riservate. Nel 2023 Francesco ha nominato Farrell presidente della Corte di Cassazione, la suprema corte dello Stato della Città del Vaticano [24].

Padre Nicola Corradi

Padre Corradi apparteneva alla Compagnia di Maria, comunità religiosa italiana che gestisce scuole per bambini sordi. Nel dicembre 2013, un gruppo di studenti dell’Istituto Provolo di Verona scrisse a Papa Francesco informandolo di aver subito abusi sessuali da parte di padre Corradi nell’istituto, e che Corradi stava ancora lavorando con bambini sordomuti in Argentina. In tal senso il 9 maggio 2014 inviarono anche un videomessaggio a Papa Francesco. Nel febbraio 2016 furono informati dal Vaticano che Papa Francesco aveva trasmesso la questione alla Conferenza episcopale italiana e che non sarebbero stati presi altri provvedimenti. Corradi era quindi libero di continuare ad abusare di minori presso l’Istituto Provolo per bambini sordi e audiolesi in Argentina. Nel 2016, padre Corradi fu arrestato insieme ad altri responsabili e l’istituto venne chiuso. Nel 2019 fu condannato da un tribunale argentino a 42 anni di carcere per aver abusato sessualmente di bambini presso l’istituto argentino tra il 2004 e il 2016. I dettagli degli abusi sono orribili [25].

Padre Marko Rupnik

Molteplici accuse di aggressioni sessuali e fisiche a suore, risalenti a tre decenni fa, sono state rivolte a padre Marko Rupnik S.J., noto artista. Gli atti criminali di Rupnik hanno manifestato un sacrilegio e una crudeltà eccezionalmente ripugnanti. I gesuiti hanno condotto un’indagine interna sulle accuse contro Rupnik e nel maggio 2019 hanno stabilito che erano credibili. Le conclusioni dell’indagine sono state trasmesse alla Congregazione per la dottrina della fede. Di conseguenza, nel 2020 Rupnik è stato scomunicato per aver assolto una donna con cui aveva avuto relazioni sessuali illecite. La pena per questo crimine può essere revocata solo dalla Sede Apostolica. La scomunica di Rupnik è stata revocata dopo un mese ed egli è stato quasi immediatamente invitato a predicare un ritiro quaresimale in Vaticano. Dopo la scomunica è apparso in video diffusi dal Dicastero vaticano per i laici, la famiglia e la vita. Papa Francesco si è inizialmente rifiutato di revocare la prescrizione delle accuse canoniche contro Rupnik, sebbene sia consuetudine farlo in caso di accuse gravi e ben circostanziate. Alcune vittime di Rupnik hanno scritto direttamente a Papa Francesco descrivendo gli abusi subiti per mano sua, ma non hanno ricevuto risposta. Papa Francesco ha ricevuto Rupnik in udienza privata nel gennaio 2022. Nell’agosto 2023 Rupnik, che era stato espulso dai gesuiti, è stato accettato come sacerdote diocesano in Slovenia. Nel settembre 2023 Francesco ha avuto un incontro privato con Maria Campatelli, attuale direttrice del Centro Aletti di Rupnik a Roma ed ex membro della Comunità di Loyola in cui Rupnik ha compiuto gran parte dei suoi abusi. Difendendo Rupnik, Campatelli ha accusato le sue vittime di diffamarlo. Pochi giorni dopo l’incontro, il Vicariato della Diocesi di Roma ha pubblicato una relazione sul Centro Aletti che ha sminuito le prove a carico di Rupnik e ha messo in dubbio la legittimità della sua scomunica. Papa Francesco ha revocato la prescrizione delle accuse contro Rupnik nell’ottobre 2023, quando i crimini di Rupnik hanno avuto una grande pubblicità, ma non sono stati avviati altri procedimenti contro di lui. La carriera di Rupnik dal 2020 in poi si spiega solo con il sostegno personale di Papa Francesco [26].

1.1.B. Partecipazione a un atto di culto idolatrico, profanazione della basilica di San Pietro e profanazione sacrilega della Messa

Il 4 ottobre 2019 Papa Francesco ha assistito a un atto di culto idolatrico rivolto alla dea pagana detta Pachamama e ha partecipato a questo atto di culto idolatrico benedicendo un’immagine di legno della stessa Pachamama. Il 7 ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto davanti all’altare principale di San Pietro e poi portato in processione fino all’Aula del sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere in una cerimonia che coinvolgeva questa immagine e poi si è unito alla processione. Quando un cattolico, indignato dalla profanazione, ha rimosso le statue di legno di questa divinità pagana dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina e le ha gettate nel Tevere, Papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione e un’altra immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa.  Il 27 ottobre, nella Messa di chiusura del Sinodo, ha accettato l’offerta di una ciotola usata nel culto idolatrico della Pachamama e l’ha posta sull’altare.

1.1.C. Rimozione di vescovi cattolici senza basi morali o legali

I vescovi ricevono il potere di giurisdizione al momento della loro consacrazione, e questo potere è ricevuto direttamente da Cristo (cfr. At 20,28; Ef 4,11-12; Lumen gentium 21-27 e Nota praevia: Concilio di Trento, sessione XXIII, cap. 4 e canoni 6 e 7). Non si tratta di una delega del potere papale e i vescovi non sono vicari del Papa. La giurisdizione di un vescovo sulla sua diocesi non può quindi essere rimossa semplicemente per volontà del Papa [27]. Deve esserci una ragione di diritto naturale o divino che giustifichi la rimozione della giurisdizione ricevuta da Dio. Rimuovere un vescovo dalla sua sede senza un processo canonico o una base legale è un crimine contro la legge divina. Papa Francesco ha rimosso dalle loro sedi Joseph Strickland, vescovo di Tyler, in Texas, e monsignor Daniel Fernández Torres, vescovo di Arecibo, a Porto Rico. Questo è stato fatto senza una giusta causa, senza un processo legale e senza alcuna spiegazione.

1.1.D. Soppressione della liturgia latina tradizionale

Nel suo motu proprio Summorum Pontificum, Papa Benedetto XVI ha affermato che il messale del 1962 contenente la liturgia eucaristica tradizionale latina non è mai stato abrogato e deve essere debitamente onorato per il suo venerabile e antico uso. Nella lettera di accompagnamento al motu proprio, Benedetto XVI ha affermato che “ciò che era sacro per le generazioni precedenti, rimane sacro e grande anche per noi, e non può essere improvvisamente vietato del tutto o addirittura giudicato dannoso”. Queste affermazioni esprimono l’insegnamento della sacra tradizione. Il motu proprio Traditionis custodes di Papa Francesco e i suoi successivi interventi in materia liturgica tentano di distruggere definitivamente questa sacra liturgia e le comunità di fedeli che vi sono legate. Si tratta di un tradimento completo del ruolo del Papa nel preservare e proteggere le tradizioni e il patrimonio spirituale della Chiesa cattolica romana e sembra essere un tentativo di rompere le tradizioni più sacre della Chiesa.

1.1.E. Dire che gli adulteri devono essere assolti e ricevere l’Eucaristia nelle circostanze in cui persistono consapevolmente e volontariamente nella pratica dell’adulterio

Nell’esortazione apostolica Amoris laetitia, Papa Francesco ha stabilito che in alcune circostanze agli adulteri deve essere data l’assoluzione anche se intendono persistere nell’adulterio, e deve essere data l’Eucaristia anche se vivono apertamente in un concubinato adulterino che non intendono abbandonare (vedi sotto, 2.A.). In diverse occasioni Papa Francesco ha affermato pubblicamente che l’assoluzione deve essere data “sempre”. L’obbedienza a questa direttiva da parte dei confessori è sacrilega, poiché il sacramento è invalido se l’assoluzione viene data quando il penitente non esprime alcuna intenzione di pentimento e non si decide a rinunciare al peccato.

1.1.F. Istituire benedizioni sacerdotali “non liturgiche” per relazioni adulterine e omosessuali

Nella dichiarazione Fiducia supplicans, il Dicastero per la dottrina della fede, con la firma inappellabile di Papa Francesco, ha dato disposizioni affinché i sacerdoti cattolici benedicano le “coppie” quando alla base della relazione tra i singoli membri della “coppia” ci sono adulterio, fornicazione o relazioni omosessuali. Ciò significa che il Sommo Pontefice della Chiesa cattolica romana sembra aver commesso il supremo tradimento morale di sfidare sia la legge morale naturale che la legge divina nella sua legislazione e nel suo insegnamento.

1.1.G. Collaborazione con il governo comunista cinese

Nel 2019 Papa Francesco ha inviato il vescovo Marcelo Sanchez Sorondo, allora cancelliere della Pontificia accademia delle scienze e della Pontificia accademia delle scienze sociali, a rappresentare il Vaticano a una conferenza sulla donazione e il trapianto di organi tenutasi a Kunming, in Cina. Il governo cinese è noto per l’esecuzione di prigionieri politici al fine di prelevare i loro organi per i trapianti. La presenza del vescovo Sorondo a questa conferenza è stata quindi particolarmente scandalosa e grottesca. Alla conferenza, monsignor Sorondo ha detto: “Francesco ha amore e fiducia nella Cina; e la Cina ha fiducia in Papa Francesco… In questa dinamica, il prossimo passo è raggiungere [un accordo per stabilire] relazioni diplomatiche”. Questa dichiarazione del vescovo Sorondo, fatta in qualità di rappresentante ufficiale della Santa Sede, non è mai stata corretta o ripudiata dal Vaticano e rimane una politica vaticana [28].

Nel 2018 Papa Francesco ha concluso un accordo con la Cina che permette al governo cinese di scegliere i vescovi cattolici in quel Paese e ha ordinato ad alcuni vescovi cattolici fedeli di cedere le loro diocesi a vescovi nominati dallo Stato. Questo accordo è stato rinnovato nel 2020 e di nuovo nel 2022 [29]. La Cina è uno Stato totalitario e ufficialmente ateo, governato dal Partito comunista cinese, l’organizzazione più assassina della storia dell’umanità. Il governo cinese tratta il popolo cinese con mostruosa crudeltà e richiede che tutte le credenze e le pratiche religiose siano subordinate alla politica del governo. I vescovi cattolici nominati in seguito all’accordo di Papa Francesco con la Cina saranno sostenitori e strumenti delle politiche del Partito comunista cinese. Dopo la conclusione dell’accordo tra Vaticano e Cina nel 2018, la persecuzione dei cattolici e degli altri cristiani è aumentata notevolmente. Papa Francesco non ha mai menzionato la persecuzione dei cristiani cinesi dopo la conclusione dell’accordo, e ha rinnovato l’accordo due volte nonostante l’aumento della persecuzione che lo ha seguito e che continua ancora oggi [30].

I crimini commessi da Papa Francesco, come la sua protezione degli abusatori sessuali, sono in alcuni casi crimini secondo gli standard delle leggi degli Stati sovrani, oltre che crimini morali e canonici. Commettendoli, Papa Francesco si è reso vulnerabile al ricatto di potenti forze temporali che hanno le risorse per indagare sui suoi crimini e ottenerne le prove. In quest’ottica, la collaborazione di Francesco con il governo cinese e il suo appello affinché l’Ucraina si arrenda alla Russia possono essere collegati a ricatti di questo tipo. Anche se ciò non si è verificato in questi casi, resta il fatto che i crimini civili che Francesco ha commesso lasciano aperta la possibilità che tali pressioni siano efficacemente esercitate su di lui. Questa circostanza da sola lo rende inadatto a essere Papa.

  1. Eresie di Papa Francesco

Papa Francesco ha contraddetto pubblicamente e con pertinacia una serie di insegnamenti centrali della fede cattolica. Qui verranno riportati solo i casi più chiari di eresia da parte sua, insieme a un breve riferimento ai luoghi in cui ha affermato queste eresie. Queste affermazioni sono state analizzate a lungo da fedeli studiosi cattolici, i cui lavori possono essere consultati per una discussione più dettagliata [31]. L’eresia è un grave crimine nel diritto canonico, ed è sempre stata riconosciuta come tale; si vedano ad esempio i canoni 1364 e 1365. Alcune delle azioni di Papa Francesco elencate di seguito violano anche il canone 1368: “È punito con una giusta pena chi, in un evento o in un’assemblea pubblica, o in uno scritto pubblicato, o usando in altro modo i mezzi di comunicazione sociale, pronuncia bestemmie, o danneggia gravemente la morale pubblica, o inveisce o eccita all’odio o al disprezzo della religione o della Chiesa”, e il canone 1369: “È punito con una giusta pena chi profana un oggetto sacro, mobile o immobile”.

2.A. Gli atti che violano i comandamenti divini in materia grave possono tuttavia essere moralmente buoni e graditi a Dio

Nell’esortazione apostolica Amoris laetitia, Papa Francesco ha fatto le seguenti affermazioni:

301: Non si può più dire semplicemente che tutti coloro che si trovano in una situazione “irregolare” vivono in uno stato di peccato mortale e sono privi della grazia santificante. Qui è in gioco qualcosa di più della semplice ignoranza della regola. Un soggetto può conoscere perfettamente la regola, ma avere grandi difficoltà a comprenderne “i valori intrinseci, o trovarsi in una situazione concreta che non gli permette di agire diversamente e di decidere diversamente senza peccare ulteriormente”.

303: La coscienza può fare di più che riconoscere che una data situazione non corrisponde oggettivamente alle esigenze generali del Vangelo. Può anche riconoscere con sincerità e onestà quella che per ora è la risposta più generosa che si può dare a Dio, e arrivare a vedere con una certa sicurezza morale che è ciò che Dio stesso chiede nella complessità concreta dei propri limiti, pur non essendo pienamente l’ideale oggettivo.

2.B. Dio non solo permette, ma vuole positivamente il pluralismo e la diversità delle religioni, sia cristiane sia non cristiane

Il 4 febbraio 2019, Papa Francesco e Ahmad Al-Tayyeb, il Grande Imam della Moschea di Al-Azhar, hanno firmato e rilasciato pubblicamente una dichiarazione intitolata Documento sulla fraternità umana, in cui hanno fatto le seguenti affermazioni:

La libertà è un diritto di ogni persona: ogni individuo gode della libertà di credo, pensiero, espressione e azione. Il pluralismo e la diversità di religioni, colore, sesso, razza e lingua sono voluti da Dio nella sua saggezza, attraverso la quale ha creato gli esseri umani. Questa saggezza divina è la fonte da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi.

Il coinvolgimento di Papa Francesco nella cerimonia idolatrica di venerazione dell’idolo della Pachamama e negli altri atti descritti al punto 1.1.B indica che egli è di questa opinione.

2.C. Le relazioni adulterine possono essere moralmente buone

Nell’esortazione apostolica Amoris laetitia, Papa Francesco afferma che in alcune circostanze gli adulteri non peccano commettendo adulterio. Cfr. Amoris laetitia 301 e 303, citati sopra.

2.D. L’adulterio, la fornicazione e le relazioni omosessuali possono essere moralmente buoni

La dichiarazione Fiducia supplicans, emanata dal Dicastero per la dottrina della fede con l’approvazione di Papa Francesco, afferma che i sacerdoti cattolici possono benedire le coppie quando alla base del rapporto tra i membri della coppia ci sono adulterio, fornicazione o relazioni omosessuali.

2.E. La pena di morte è sempre e ovunque moralmente sbagliata

Nella sua lettera del 20 marzo 2015 al presidente della Commissione internazionale contro la pena di morte, Papa Francesco ha affermato che la pena di morte “è un’offesa all’inviolabilità della vita e alla dignità della persona umana che contraddice il disegno di Dio sull’uomo e sulla società e la sua giustizia misericordiosa, e non si conforma a nessun giusto scopo di punizione”. Papa Francesco ha rivisto il Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2267, per dire che “la pena di morte è inammissibile perché è un attacco all’inviolabilità e alla dignità della persona”. Nella sua enciclica Fratelli tutti (n. 263 e 267), Francesco ha affermato che la pena di morte è “inammissibile”, il che equivale a dire intrinsecamente sbagliata. Lo ha affermato chiaramente nel discorso dell’11 ottobre 2017, che è l’unica fonte citata dal testo del Catechismo rivisto:

Bisogna dire chiaramente che la pena di morte è una misura disumana che, a prescindere da come viene eseguita, abbassa la dignità umana. È di per sé contraria al Vangelo, perché comporta la soppressione intenzionale di una vita umana che non cessa di essere sacra agli occhi del suo Creatore e di cui, in ultima analisi, solo Dio è il vero giudice e garante… L’uso della pena di morte negli Stati pontifici era un rimedio estremo e disumano che ignorava il primato della misericordia sulla giustizia… La preoccupazione di preservare il potere e la ricchezza materiale ha portato a una sopravvalutazione del valore della legge e ha impedito una comprensione più profonda del Vangelo…. È necessario, quindi, ribadire che, per quanto grave sia il crimine commesso, la pena di morte è inammissibile perché è un attacco all’inviolabilità e alla dignità della persona.

Lo stesso punto di vista viene ribadito ancora più apertamente nell’ultimo documento papale pubblicato (Dignitas infinita), in cui si afferma che “la pena di morte… viola la dignità inalienabile di ogni persona, indipendentemente dalle circostanze” (n. 34). Questo punto di vista contraddice la dottrina stabilita nel precedente magistero solenne della Chiesa cattolica.

2.F. Alcuni dogmi cattolici possono essere rifiutati come falsi

Nella sua risposta ai dubia sottopostigli dai cardinali Brandmüller, Burke, Sandoval, Sarah e Zen il 10 luglio 2023, Papa Francesco ha affermato:

… sia i testi delle Scritture che le testimonianze della Tradizione necessitano di un’interpretazione che permetta di distinguere la loro sostanza perenne dai condizionamenti culturali. Questo è evidente, ad esempio, nei testi biblici (come Esodo 21, 20-21) e in alcuni interventi magisteriali che tolleravano la schiavitù (Cfr. Niccolò V, Bolla Dum Diversas, 1452). Non è un argomento secondario dato il suo intimo legame con la verità perenne della dignità inalienabile della persona umana. Questi testi hanno bisogno di un’interpretazione. Lo stesso vale per alcune considerazioni del Nuovo Testamento sulle donne (1 Corinzi 11, 3-10; 1 Timoteo 2, 11-14) e per altri testi delle Scritture e testimonianze della Tradizione che oggi non possono essere ripetuti così come sono.

Le “testimonianze della Tradizione” includono tutti i dogmi cattolici, poiché l’insegnamento di questi dogmi da parte della Chiesa è una parte centrale della Tradizione. Papa Francesco non fornisce alcun criterio per distinguere la “sostanza perenne” dei dogmi cattolici dal loro “condizionamento culturale”. Poiché ogni parte di ogni dogma cattolico è in qualche modo condizionata culturalmente, la sua posizione non pone limiti ai dogmi che possono essere rifiutati. Egli ha rifiutato un certo numero di singoli dogmi cattolici, come descritto nei punti da A a E sopra. Questa è una buona prova della sua posizione generale secondo cui i cattolici non devono accettare il significato espresso dai dogmi cattolici.

2.G. I passi delle Scritture possono essere rifiutati come falsi

Questo è quanto affermato nella citata risposta di Papa Francesco ai dubia che gli sono stati sottoposti dai cardinali Brandmüller, Burke, Sandoval, Sarah e Zen. Papa Francesco non dice che una certa interpretazione dei passi scritturali possa essere rifiutata, o che i passi scritturali non debbano sempre essere intesi in senso letterale piuttosto che metaforico o mistico. Nel caso di 1 Corinzi 11:3-10 e 1 Timoteo 2:11-14, dice che il messaggio effettivo di alcuni passaggi delle Scritture può essere rifiutato dai cattolici. Poiché non fornisce criteri chiari per identificare quali passi della Scrittura possono essere rifiutati come falsi e quali dovrebbero essere accettati, in effetti non pone alcun limite a quali passi della Scrittura possono essere rifiutati.

Nell’ultimo documento pubblicato dalla Pontificia accademia per la vita, La gioia della vita, si afferma:

… dovrebbe essere impossibile per noi oggi trattare le Scritture come proposizioni e norme senza tempo, pretendendo di estrarre da esse verità immutabili (pp. 22-23).

Le singole eresie descritte nelle lettere da A a E contraddicono chiaramente l’insegnamento di alcuni testi delle Scritture. Ciò indica che Papa Francesco sostiene la posizione generale secondo cui l’indubbio insegnamento dei testi scritturali può essere semplicemente respinto come falso dai cattolici. Papa Francesco chiarisce questa posizione anche nella sua risposta ai dubia citati al punto 2.F, in cui identifica specifici testi scritturali e afferma che il loro significato non può essere accettato.

Va aggiunto che i canonisti hanno ritenuto che i papi che commettono gravi crimini, oltre all’eresia, incorrono in un sospetto di eresia, perché nel caso di un papa la fede cattolica è difficilmente conciliabile con una vita di peccato grave e impenitente. Papa Francesco è colpevole dei gravi crimini sopra descritti, ma anche di misfatti meno gravi che non sono strettamente criminali ma danno ragione di dubitare del suo impegno verso la fede e la Chiesa. Tra questi, la volgarità e l’oscenità nelle sue dichiarazioni pubbliche, la denigrazione piena di odio di coloro che si oppongono a lui e una bizzarra simpatia per Giuda Iscariota che ha espresso nelle prediche e nell’atto di tenere un’immagine di Giuda nel suo studio personale.

Questi crimini maggiori e minori danno ragione di credere che le sue affermazioni eretiche siano davvero un rifiuto ostinato e deliberato della fede cattolica.

  1. Contesto ed effetti dei crimini di Papa Francesco

Per comprendere i crimini di Papa Francesco e discernere come rispondere ad essi, è necessario comprendere che Papa Francesco è il prodotto di una crisi più ampia nella Chiesa.

Questa crisi si è manifestata per la prima volta con la crisi modernista della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo. Pensatori modernisti come Alfred Loisy e George Tyrrell negavano non solo le principali dottrine della fede cattolica, ma anche l’esistenza stessa delle verità divinamente rivelate. Questa negazione ha attirato un notevole sostegno tra i sacerdoti. Papa san Pio X denunciò il modernismo come la sintesi di tutte le eresie e prese provvedimenti contro di esso. L’elemento visibile del movimento modernista fu quindi soppresso per un certo periodo, ma una versione modificata delle sue idee riemerse negli anni Trenta. L’essenza di questo neomodernismo era l’affermazione che né le Scritture né il dogma cattolico erano di per sé verità divinamente rivelate. Erano invece interpretazioni umane della rivelazione divina. Come tali, erano soggetti ai limiti culturali e personali dei loro autori e dii conseguenza erano aperti alla revisione alla luce di conoscenze successive che scoprivano e superavano tali limiti. Sebbene questa revisione comporti il rifiuto dei precedenti significati dei dogmi cattolici, secondo la posizione modernista non si tratta di un vero e proprio rifiuto dell’insegnamento cattolico, ma del raggiungimento di una comprensione più profonda della rivelazione divina. Le necessarie revisioni dei contenuti delle Scritture e dei dogmi cattolici possono essere elaborate dai teologi, per poi essere rese ufficiali e vincolanti dall’insegnamento magisteriale.

I neomodernisti non forniscono alcun criterio di principio per distinguere la vera rivelazione divina dal suo accompagnamento storicamente condizionato. Non è infatti possibile fornire tali criteri, poiché le Scritture e le formulazioni del dogma cattolico della Chiesa sono necessariamente sempre interamente espresse in una forma storica e culturale o in un’altra. Di conseguenza, la tesi neomodernista permette di negare qualsiasi insegnamento cattolico e di presentare come cattolica quasi ogni ideologia. Dottrine fondamentali come la Trinità, l’Incarnazione, il peccato originale, il sacrificio redentivo di Cristo, la Risurrezione e la necessità della fede cristiana per la salvezza sono state di conseguenza rifiutate da molti neomodernisti che si presentano come teologi cattolici.

Per sostenere la loro posizione i neomodernisti hanno utilizzato la critica biblica protestante. Questa scuola protestante di studi biblici ebbe inizio con il deista Hermann Reimarus (1694-1768). Reimarus rifiutava la possibilità di un intervento soprannaturale nella storia e cercava di spiegare le origini storiche e i contenuti delle Scritture in termini del tutto naturali. Questo approccio alle Scritture fu proseguito da David Strauss (1808-1874), Ferdinand Christian Baur (1792-1860), Julius Wellhausen (1844-1918), Rudolf Bultmann (1884-1976). Il rifiuto del miracoloso e del soprannaturale da parte di questi pensatori, generalmente combinato con l’antisemitismo come motivo di rifiuto del credo cristiano tradizionale [32], era una posizione filosofica e religiosa che essi facevano propria prima ancora di procedere con le indagini storiche. Queste posizioni, piuttosto che le buone prove storiche e il ragionamento, hanno determinato le loro conclusioni scettiche e non credenti. Queste conclusioni scettiche, che negavano l’esistenza dei miracoli, dell’esistenza della verità divinamente rivelata, della divinità di Cristo e dell’origine divina della Chiesa, erano tuttavia presentate da loro come il risultato di una ricerca storica oggettiva e fattuale. I modernisti e i neomodernisti cattolici presentavano le conclusioni di questa scuola come fatti storici accertati e sostenevano che l’erudizione biblica richiedeva una reinterpretazione della teologia cattolica in chiave modernista.

Le tesi neomoderniste sulla natura della teologia cattolica furono apertamente avanzate a partire dagli anni Trenta. Negli anni Quaranta del secolo scorso il neomodernismo aveva raggiunto un’ampia accettazione all’interno del clero ed era apertamente dichiarato da teologi come Henri Bouilllard S.J. Nei circoli clericali più influenti l’opposizione decisa al neomodernismo era vista come un segno di ignoranza, arretratezza e mediocrità intellettuale. Critiche convincenti al neomodernismo sono state avanzate da teologi ortodossi come Reginald Garrigou-Lagrange O.P. e Marie-Michel Labourdette O.P. [33], ma queste critiche sono state accolte da attacchi personali ai critici piuttosto che da argomentazioni ragionate. Si sosteneva che i critici del neomodernismo fossero calunniatori che usavano false accuse di eresia per cercare di distruggere i teologi cattolici che sostenevano posizioni teologiche legittime. Il neomodernismo fu comunque condannato nel 1950 da Papa Pio XII nell’enciclica Humani generis:

… i misteri della fede, essi affermano, non possono mai esprimersi con concetti adeguatamente veri, ma solo con concetti approssimativi e sempre mutevoli, con i quali la verità viene in un certo qual modo manifestata, ma necessariamente anche deformata. Perciò ritengono non assurdo, ma del tutto necessario che la teologia, in conformità ai vari sistemi filosofici di cui essa nel corso dei tempi si serve come strumenti, sostituisca nuovi concetti agli antichi; cosicché in modi diversi, e sotto certi aspetti anche opposti, ma come essi dicono equivalenti, esponga al modo umano le medesime verità divine. Aggiungono poi che la storia dei dogmi consiste nell’esporre le varie forme di cui si è rivestita successivamente la verità rivelata, secondo le diverse dottrine e le diverse opinioni che sono sorte nel corso dei secoli.

Da quanto abbiamo detto è chiaro che queste tendenze non solo conducono al relativismo dogmatico, ma di fatto già lo contengono; questo relativismo e poi fin troppo favorito dal disprezzo verso la dottrina tradizionale e verso i termini con cui essa si esprime.

Questa condanna è stata comunque seguita da modeste misure disciplinari, sufficienti ad amareggiare i neomodernisti, ma non a interferire con la diffusione delle loro idee.

La perdita di fede del clero porta inevitabilmente a una diffusione della corruzione morale (cfr. Romani 1, 26-27). La diffusione del neomodernismo, particolarmente forte durante e dopo la Seconda guerra mondiale con i suoi effetti dirompenti, ha quindi favorito un aumento dei comportamenti sessuali immorali e criminali tra il clero e i religiosi. I chierici coinvolti in questa corruzione usavano il loro status clericale per assicurarsi l’accesso sessuale a cattolici vulnerabili. Questo fenomeno è stato parzialmente affrontato dalla Religiosorum Institutio, Istruzione sull’accurata selezione e formazione dei candidati agli stati di perfezione e agli ordini sacri, emanata dalla Sacra congregazione per i religiosi il 2 febbraio 1961. Le misure imperative di salvaguardia e di riforma proposte da questa istruzione non furono tuttavia attuate o furono presto abbandonate.

Durante quel complesso evento che fu il Concilio Vaticano II i neomodernisti raggiunsero una notevole influenza. Essi assicurarono ai prelati che alcuni insegnamenti cattolici difficili o impopolari potevano essere modificati o respinti senza cambiare la fede. I vescovi, pur essendo personalmente credenti, spesso accettavano queste rassicurazioni senza capire che si basavano su premesse eretiche. I teologi Karl Rahner, Hans Küng e Edward Schillebeeckx sono esempi di neomodernisti espliciti e influenti al Concilio. Non tutti i teologi che appartenevano al campo progressista del Concilio erano neomodernisti, ma le posizioni dei teologi neomodernisti venivano presentate come portatrici dell’insegnamento del Concilio. La costituzione dogmatica Dei Verbum è stata falsamente presentata come un insegnamento del neomodernismo e come un rifiuto e una sostituzione dell’insegnamento del Concilio Vaticano I sulla natura della fede cattolica e sull’immutabilità della dottrina cattolica. Sarebbe sbagliato spiegare questi sviluppi semplicemente come il risultato di una cospirazione. La convinzione ideologica neomodernista preesistente è nata prima tra il clero e i religiosi, e le alleanze e le associazioni sono state fatte sulla base di questo accordo ideologico precedente.

Dopo il Concilio Vaticano II, i neomodernisti sono riusciti a presentare la loro posizione come l’insegnamento del Concilio e a imporla in larga misura alla Chiesa. L’ampia e favorevole pubblicità ricevuta dai teologi e dai prelati neomodernisti al Concilio ha contribuito a rendere possibile tutto ciò. Nelle università e nei seminari cattolici i docenti ortodossi sono stati epurati o messi da parte, e una presentazione favorevole del neomodernismo è stata universalmente richiesta nelle scuole e negli istituti di istruzione superiore cattolici. Gli abusi liturgici, la soppressione delle abitudini e degli abiti religiosi, la soppressione delle devozioni tradizionali e la distruzione dell’architettura tradizionale delle chiese sono stati ampiamente utilizzati per far credere ai fedeli che le credenze cattoliche tradizionali fossero obsolete e dovessero essere rifiutate. Un attacco sistematico a tutti gli insegnamenti cattolici sulla fede e sulla morale fu portato avanti dall’interno della Chiesa da vescovi, sacerdoti e religiosi. Grazie a una sorta di disorientamento diabolico, l’attacco ebbe grande successo. L’eterodossia divenne obbligatoria in molti istituti teologici. Naturalmente, dopo che fu detto loro che la fede che avevano accettato in precedenza era sbagliata, una gran parte dei sacerdoti e dei religiosi rinnegò i propri voti e lasciò la vita religiosa, e una gran parte dei laici cessò di praticare la fede. Iniziò così un declino della pratica religiosa che è continuato fino ad oggi, con il risultato che la Chiesa in molti Paesi rischia l’estinzione.

Per contrastare questi attacchi sono stati fatti diversi interventi magisteriali. Papa Paolo VI ha affrontato diversi errori nelle encicliche Mysterium fidei, Sacerdotalis caelibatus, Humanae vitae e nel Credo del popolo di Dio. Giovanni Paolo II ha fatto lo stesso nelle encicliche Evangelium vitae, Redemptoris missio, Ecclesia de Eucharistia, Veritatis splendor e Fides et ratio, così come nella dichiarazione Dominus Iesus e nell’esortazione Reconciliatio et paenitentia. L’esistenza, il contenuto e il numero di questi interventi testimoniano la gravità della crisi di fede nella Chiesa. La posizione neomodernista all’origine di questa crisi, e i teologi che l’hanno sviluppata e portata avanti, non sono stati tuttavia chiaramente identificati e condannati. Non ci sono state serie conseguenze per i chierici e i teologi che hanno sostenuto e proclamato questi errori.

Il successo dei neomodernisti è stato raggiunto in parte grazie alla creazione di alleati. I neomodernisti che hanno sferrato questo attacco alla fede si sono trovati di fronte a una difficoltà. Erano dominanti solo in alcuni ordini religiosi e nell’Europa occidentale. La maggioranza del clero al tempo del Concilio Vaticano II era stata educata alla teologia e alla filosofia cattolica ortodossa e molti erano inclini a mantenere ciò che era stato loro insegnato. I neomodernisti avevano quindi bisogno di alleati per imporre la loro ideologia alla Chiesa. Li trovarono nelle reti di omosessuali e pederasti criminali che si erano già sviluppate nella Chiesa a seguito della crisi di fede del clero. I membri di queste reti tendevano naturalmente a guardare con favore alla messa in discussione neomodernista della rivelazione divina, e offrivano un potente strumento, pronto a intervenire, per imporre l’ideologia neomodernista alla Chiesa. Abbracciando il neomodernismo e lavorando per propagarlo, si assicuravano influenza e promozione nella gerarchia. Le loro attività sessuali erano nascoste e protette dai loro alleati clericali, indipendentemente da qualsiasi violazione della legge civile o canonica. Un esempio di questo fenomeno è il vescovo John J. Wright, nominato cardinale e prefetto della Congregazione del clero da Papa Paolo VI nel 1969. Non tutti questi criminali hanno abbracciato il neomodernismo; alcuni di loro hanno sostenuto posizioni liturgiche e teologiche conservatrici. I chierici conservatori coinvolti in attività sessuali illecite avrebbero comunque protetto i chierici neomodernisti coinvolti in queste attività.

I seminari cattolici erano un settore chiave per coloro che cercavano di trasformare la Chiesa. Il controllo della selezione e della formazione dei seminaristi permetteva di controllare l’insegnamento ai fedeli. L’influenza sulla successiva generazione di sacerdoti era particolarmente importante a seguito dell’enorme esodo dal sacerdozio dopo il Concilio Vaticano II, che aveva lasciato un vuoto che poteva così essere colmato. Il controllo dei seminari e del loro corpo docente era quindi una priorità dei neomodernisti. Ai sacerdoti motivati principalmente da convinzioni neomoderniste si sono aggiunti, nel personale dei seminari, i membri delle reti pederastiche, il cui numero, la cui motivazione, la cui abilità politica e le cui connessioni erano necessarie per il successo del progetto neomodernista di trasformazione. Di conseguenza, in un’ampia percentuale di seminari venivano selezionati come seminaristi uomini impegnati in attività pederastiche omosessuali e criminali, mentre gli uomini che si opponevano a questa attività venivano espulsi o non ammessi. Le reti di predatori sessuali criminali hanno ottenuto l’immunità dalle interferenze in tutta la Chiesa e hanno assunto il controllo effettivo di vaste aree della Chiesa. La corruzione finanziaria era ed è una realtà che si affianca di frequente alle loro attività. Un certo numero di diocesi, ordini religiosi e istituzioni religiose sono diventati di fatto organizzazioni criminali che si presentavano come associazioni religiose. Quando queste attività sono state scoperte dalle autorità civili, le chiese locali sono spesso crollate. L’Irlanda, fino a non molto tempo fa Paese fortemente cattolico, ha rifiutato in modo schiacciante la fede e la Chiesa cattolica a causa della repulsione per le attività sessuali criminali del clero irlandese.

Alcuni singoli colpevoli sono stati rimossi dal ministero dai loro superiori ecclesiastici dopo essere stati condannati dalle autorità civili, o quando la massa di prove contro di loro è diventata troppo grande per essere negata, ma le autorità ecclesiastiche non hanno fatto alcun tentativo di sradicare queste reti, che mantengono un grande potere nella Chiesa. Continuano a operare impunemente e a intimidire gli altri chierici per costringerli al silenzio, a meno che non intervengano le autorità civili. La carriera dell’ex cardinale Theodore McCarrick esemplifica questo fenomeno. McCarrick era noto a Roma e nell’episcopato americano come predatore sessuale almeno dagli anni Novanta. Ciononostante è stato nominato arcivescovo di Washington D.C. e cardinale nel 2001, e nel 2002 è stato il principale redattore della Carta di Dallas dei vescovi cattolici statunitensi sulle procedure per affrontare gli abusi sessuali da parte dei sacerdoti. È stato rimosso dal ministero solo nel 2018, quando l’ampia eco mediatica dei suoi crimini ha reso impossibile continuare a proteggerlo.

Papa Francesco è un prodotto di questi sviluppi nella Chiesa. Egli sostiene e diffonde una concezione neomodernista della rivelazione, della fede e della teologia. Nel corso della sua carriera, ha protetto e promosso sia gli abusatori sessuali sia i vescovi che proteggono gli abusatori sessuali criminali.

Papa Francesco utilizza la tecnica ben consolidata di nominare dei subalterni personalmente compromessi, per essere sicuro della loro assoluta obbedienza e fedeltà. La sua protezione dei criminali ha, tuttavia, un obiettivo più ampio. Dimostra ai membri delle reti criminali del clero che li proteggerà se gli resteranno fedeli. Francesco ha seguito questa politica sia prima sia dopo la sua elezione al papato, e ci sono indicazioni che ciò lo abbia aiutato a diventare papa. L’ex cardinale Theodore McCarrick si è vantato nel 2013 di aver avuto un ruolo nell’elezione di Papa Francesco, che aveva conosciuto prima del conclave. Sostenitori cruciali di Bergoglio nel conclave che lo ha eletto sono stati i cardinali Cormac Murphy-O’Connor, Godfried Danneels, Óscar Maradiaga e Karl Lehmann, tutti attivi nel proteggere i criminali che hanno commesso abusi sessuali [34]. Questa politica spiega perché Francesco ha corso dei rischi e si è spinto all’estremo per proteggere Rupnik, sebbene Rupnik non sia uno dei suoi scagnozzi. Facendo tutto questo per Rupnik, Francesco dimostra agli importanti abusatori criminali del clero che li sosterrà totalmente se saranno dalla sua parte.

Papa Francesco vede anche il valore ideologico di assicurare il controllo di questi elementi criminali sulla Chiesa. Questi elementi sono impegnati, con la loro vita, a rifiutare la fede e la morale cattolica. Francesco sa che le tendenze ideologiche cambiano. Lo zelo per il neomodernismo presupponeva una stretta conoscenza della teologia e del culto cattolico tradizionale. Questa stretta conoscenza di una realtà aborrita era ciò che alimentava l’odio appassionato dei neomodernisti per il cattolicesimo. Lo stesso successo dei neomodernisti nel devastare il cattolicesimo ha quindi minato la forza della loro causa, che ora viene visibilmente sostituita dall’interesse e dalla nostalgia per i tesori del cattolicesimo che sono stati sepolti nel corso degli ultimi sessant’anni. Questo interesse è particolarmente marcato tra le giovani generazioni di cattolici, per i quali le passioni e le idiosincrasie del neomodernismo sono praticamente incomprensibili. L’ascesa di elementi criminali nella gerarchia della Chiesa cattolica romana fornisce la migliore garanzia disponibile per impedire una rinascita della fede e del culto cattolico tradizionale. Garantire questa ascendenza è uno degli obiettivi principali delle iniziative di Francesco con Amoris laetitia e Fiducia supplicans. Questi documenti non solo stabiliscono pratiche immorali e anticattoliche nella Chiesa, ma permettono a vescovi e superiori religiosi di eliminare seminaristi e postulanti fedeli alla fede cattolica, insistendo sulla partecipazione a queste pratiche come condizione per l’ordinazione o l’ammissione alla vita religiosa.

L’obiettivo fondamentale del pontificato di Francesco è quello di assicurare l’ascendente che il neomodernismo ha raggiunto sulla Chiesa dopo la metà del XX secolo, e di trasformare questo ascendente in una vittoria permanente che porterà allo sradicamento della fede, della morale e del culto cattolici una volta per tutte. I mezzi per raggiungere questo obiettivo sono stati abilmente pensati e attentamente perseguiti. Per esempio, se i fedeli cattolici di una determinata regione si rifiutano di accettare la regola e l’insegnamento di una cricca ecclesiastica sessualmente predatrice, il loro stesso rifiuto porterà alla vittoria del cattolicesimo come risultato dell’abbandono della Chiesa da parte dei fedeli di quella regione. Se invece accetteranno gli insegnamenti di questa cricca, abbandoneranno la loro fede.

Francesco ha il vantaggio di capire i suoi avversari, che in genere non capiscono lui e la sua strategia. Il suo principale affidamento è sulla loro paura. Sa che hanno paura del suo potere e della sua crudeltà, così come del potere e della crudeltà dei suoi sostenitori. Sa che vivono in una Chiesa in cui il Papa è visto come un monarca assoluto che non può essere criticato, in cui qualsiasi denuncia aperta di un Papa è considerata inaccettabile e in cui i critici aperti di un Papa si autocondannano. Egli comprende che essi ricorrono spesso a strategie mentali tipiche di chi si trova in situazioni intollerabili; strategie in cui i pericoli vengono negati di fronte all’evidenza o semplicemente non ammessi in modo consapevole. Si nutrono di speranze irrealistiche e vedono i nemici implacabili come fondamentalmente ragionevoli e benigni. Giocando su queste paure e sfruttando queste strategie, è riuscito ad avanzare verso il suo obiettivo con poca opposizione.

  1. Azioni da intraprendere in risposta ai crimini di Papa Francesco

Papa Francesco è palesemente inadatto all’ufficio papale. La sua offesa fondamentale all’ufficio è l’incredulità. Poiché non accetta più la fede cattolica che è suo compito sostenere come Papa, ha l’obbligo morale di dimettersi dal papato.

L’incredulità non è l’unica ragione per cui Papa Francesco dovrebbe dimettersi. Il corretto esercizio dell’ufficio papale richiede un alto grado di virtù naturali e soprannaturali. Papa Francesco ha dimostrato di non possedere queste virtù. Senza credere nella fede cattolica, non ha la conoscenza e le grazie necessarie per pentirsi dei suoi peccati passati, per correggere i mali che ha commesso e per adempiere ai doveri del suo ufficio. Mancando la fede, gli manca anche ogni virtù soprannaturale. Ha dimostrato di essere privo delle virtù naturali della prudenza e della giustizia. Anche se si pentisse dei suoi peccati passati, cosa che ci auguriamo vivamente, rimarrebbe inadatto al papato a causa dei suoi difetti di carattere. L’unica buona linea d’azione a sua disposizione è quella di ritrattare le sue eresie, esprimere pentimento per il male che ha fatto, dimettersi dal papato e dedicare il resto della sua vita alla preghiera e alla penitenza.

È chiaro che è molto improbabile che lo faccia. La Chiesa deve quindi decidere come agire di fronte ai suoi crimini.

Un dovere che la Chiesa deve adempiere è quello di parlare dei crimini e delle eresie di Papa Francesco, di denunciarli, di metterne in guardia i fedeli e di supplicare Papa Francesco di rinunciarvi. Questo dovere ricade su tutti i membri della Chiesa che hanno il diritto e l’autorità di insegnare e sostenere pubblicamente la fede. Ricade sui teologi e sui pastori cattolici che hanno la cura delle anime, ma ricade soprattutto sui vescovi della Chiesa. Ciascuno [dei vescovi della Chiesa cattolica], in quanto membro del collegio episcopale e legittimo successore degli apostoli, è obbligato dall’istituzione e dal comando di Cristo a essere sollecito per tutta la Chiesa, e questa sollecitudine, anche se non è esercitata con un atto di giurisdizione, contribuisce notevolmente al vantaggio della Chiesa universale. È infatti dovere di tutti i vescovi promuovere e salvaguardare l’unità della fede e la disciplina comune a tutta la Chiesa (Lumen gentium, 23). Le persone che hanno la responsabilità di parlare in questo modo incorrono esse stesse nella colpa dei crimini di Francesco se rimangono in silenzio. Qui tacit consentire videtur, si loqui debuisset ac potuisset“; “chi tace si intende che acconsente, quando avrebbe dovuto parlare e poteva farlo”.

Gli obblighi dei vescovi non si limitano alla denuncia pubblica dei crimini di Papa Francesco. Poiché questi crimini sono già stati oggetto di pubbliche suppliche, proteste e denunce da parte dei fedeli, e Papa Francesco non ha fatto altro che perseverare in essi, ci sono buone ragioni per dubitare che sarà colpito o portato al pentimento da ulteriori proteste. La sua pertinacia nell’eresia si è spinta abbastanza in là da rendere ragionevole la considerazione che egli sia un eretico pubblico. Ciò comporta una grave situazione per la Chiesa. La Chiesa cattolica ha sempre sostenuto che i papi possono essere eretici e che un papa che commette il crimine pubblico di eresia perde di conseguenza l’ufficio papale. Questa convinzione si basa sugli insegnamenti delle Scritture, che affermano che l’eretico si separa dalla Chiesa commettendo il peccato di eresia. È chiaro che un papa che sceglie di lasciare la Chiesa abbracciando l’eresia non può rimanere papa.

Teologi e canonisti sono in disaccordo sui dettagli di come un papa eretico cada dalla sua carica. Le principali scuole di pensiero su questo tema sono la posizione di san Roberto Bellarmino, che è solitamente accettata dai canonisti, e la posizione di Cajetan e Giovanni di San Tommaso, che prevale tra i teologi. San Roberto Bellarmino sostiene che un papa palesemente eretico perde ipso facto l’ufficio papale; Cajetan e Giovanni di San Tommaso ritengono che sia necessaria un’azione della Chiesa prima che un papa eretico decada dal papato a causa della sua eresia. Questa differenza di opinioni è pertinente alla situazione attuale e la rende più difficile. L’aperta eresia e criminalità di Papa Francesco significa che il suo mandato papale è ora in dubbio, ma non si può affermare con certezza che egli non sia più il Papa.

È un errore e un peccato per i vescovi e i cardinali fedeli non fare nulla, nella speranza che Papa Francesco muoia presto e venga sostituito da qualcuno migliore. Papa Francesco sta causando ogni giorno danni incessanti alle anime e alla Chiesa. I fedeli hanno il diritto di aspettarsi che i loro pastori credenti li proteggano dai suoi attacchi. Questi pastori hanno il dovere, davanti a Dio, di proteggerli, e il fallimento di questo dovere porterà su di loro la punizione eterna.

Come primo passo, i vescovi e i cardinali della Chiesa dovrebbero fare ogni sforzo per far dimettere Papa Francesco. Egli ha il dovere di dimettersi nelle attuali circostanze e le sue dimissioni sarebbero la migliore soluzione alla catastrofe del suo pontificato. Questo è vero nonostante il fatto che le dimissioni papali siano un evento straordinario che non dovrebbe accadere, poiché il papato è un ufficio sacro che dovrebbe essere lasciato libero solo dalla morte del pontefice in carica. Il caso di Benedetto XVI illustra i mali che la dimissione papale porta con sé. Ma anche il regno di un papa corrotto che ha rifiutato la fede ed è incapace di esercitare responsabilmente l’ufficio papale è un evento straordinario che non dovrebbe accadere. Dal momento che si è verificato, le dimissioni del papa in questione sono l’esito meno malvagio disponibile.

Se Papa Francesco rifiuta di dimettersi, il dovere dei vescovi e dei cardinali è quello di procedere a dichiarare che ha perso l’ufficio papale per eresia. Se tale dichiarazione non può avvenire perché i vescovi e i cardinali disposti a parlare dell’eresia di Francesco sono troppo pochi, i vescovi e i cardinali fedeli dovrebbero formare un gruppo unito per avvertire pubblicamente i fedeli dei suoi crimini e delle sue eresie, dichiarare che il suo mandato papale è in dubbio a causa della sua eresia e ammonire i fedeli a non credere alle sue affermazioni e a non obbedire ai suoi ordini, a meno che non sia chiaro su basi indipendenti che tali affermazioni e ordini debbano essere rispettati.

Naturalmente, anche le dimissioni o la dichiarazione di decadenza di Papa Francesco non risolveranno i problemi della Chiesa. Quando se ne andrà, la corruzione clericale che lo ha prodotto e ha favorito rimarrà. Ma affrontare i crimini e le eresie di Francesco è il primo passo essenziale per affrontare questa corruzione.

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Note

[1] https://www.bishop-accountability.org/Argentina/Detailed_Grassi_Summary.htmhttps://www.youtube.com/watch?v=fPfAhznwbV0https://www.lifesitenews.com/news/francis-ignored-covered-up-abuse-in-argentina-before-becoming-pope-german-d

[3] https://www.ncregister.com/news/cardinal-elect-de-kesel-brings-problematic-record-on-handling-clergy-abuse-allegations

[4] https://www.bishop-accountability.org/bishops/enabling/index.html#Marx

[5] https://www.bishop-accountability.org/news2010/05_06/2010_06_15_Cathnews_RemorsefulCardinal.htmhttps://www.corrispondenzaromana.it/international-news/murphy-oconnor-case-the-real-story/https://www.lifesitenews.com/blogs/source-pope-blocked-investigation-of-abuse-allegations-against-cardinal-who/

[6] https://www.bishop-accountability.org/news2018/03_04/2018_03_04_Pentin_FormerSeminarians.htm

[7] https://www.bishop-accountability.org/accused/mccarrick-theodore-edgar-1958/,

[8] https://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350881bdc4.html?eng=y

[9] https://www.bishop-accountability.org/2021/05/newark-cardinal-joseph-tobin-you-call-this-transparency/https://www.bishop-accountability.org/2021/11/former-priest-files-new-sexual-abuse-lawsuit-against-theodore-mccarrick/

[10] https://www.bishop-accountability.org/news2004_01_06/2004_04_07_SurvivorsNetwork_SNAPPress.htmhttps://www.bishop-accountability.org/news2004_01_06/2004_05_11_Feuerherd_ReviewBoard.htmhttps://www.bishop-accountability.org/news2008/07_08/2008_08_23_Pawlacz_TestimonyGregory.htm,, https://www.ajc.com/news/lobbyist-for-archdiocese-tries-gut-childhood-sexual-abuse-bill/pbrZHTwju551cvK9JLCA9J/https://wjla.com/news/local/sexual-abuse-survivors-archbishop-gregory-snaphttps://www.snapnetwork.org/ga–victims_blast_misleading_comments_by_atlanta_archbishophttps://www.bishop-accountability.org/news2018/03_04/2018_03_22_Golden_WaivingLimitations.htm

[11] http://www.awrsipe.com/Correspondence/McElroy-2016-07-28-rev.pdfhttps://www.ncronline.org/news/san-diego-bishop-responds-survivor-advocate-letter-alleged-abuse-mccarrickhttps://www.bishop-accountability.org/2022/06/commentary-a-shock-to-abuse-victims/https://crisismagazine.com/opinion/what-the-mcelroy-appointment-says-about-the-churchs-commitment-to-sex-abuse-victims

[12] https://www.pbs.org/newshour/nation/pope-accepts-cardinal-donald-wuerls-resignation-amid-sex-abuse-scandalhttps://whyy.org/articles/report-detailing-widespread-child-sexual-abuse-by-pa-catholic-clergy-released-after-long-legal-battle/https://www.bishop-accountability.org/2021/03/archdiocese-of-washington-gives-disgraced-cardinal-wuerl-millions-from-faithful-catholics/https://www.bishop-accountability.org/news2019/01_02/2019_01_15_Joan_Register_Why_Didn.htm

[13] https://www.bishop-accountability.org/news2015/03_04/2015_03_19_Martin_ChilesBishops.htmhttps://www.bishop-accountability.org/news2015/03_04/2015_03_31_Ohlheiser_VaticanDefends.htmhttps://www.bishop-accountability.org/news2011/07_08/2011_07_04_Vaticaninsider_TheKaradima.htm,  https://www.bishop-accountability.org/news2018/01_02/2018_01_22_Jason_Times_Pope_Pope.htmhttps://www.ncronline.org/news/francis-again-cries-calumny-defending-bishop-accused-abuse-cover

[14] https://www.bishop-accountability.org/news2018/11_12/2018_11_02_CatholicNewsAgency_KaradimaVictims.htmhttps://www.bishop-accountability.org/news2013/09_10/2013_09_29_Clermont_PopeFrancis.htmhttps://www.bishop-accountability.org/Chile/https://www.elmostrador.cl/noticias/pais/2015/09/09/los-correos-secretos-entre-ezzati-y-errazuriz-y-el-rol-clave-de-enrique-correa-en-las-operaciones-politicas-de-la-iglesia/https://www.bishop-accountability.org/bishops/enabling/#Earrazuriz

[15] https://www.bishop-accountability.org/news2018/11_12/2018_11_02_CatholicNewsAgency_KaradimaVictims.htmhttps://www.bishop-accountability.org/news2013/09_10/2013_09_29_Clermont_PopeFrancis.htmhttps://www.bishop-accountability.org/Chile/https://www.bishop-accountability.org/news2019/03_04/2019_03_16_Martin_ChileanBishops.htmhttps://www.bishop-accountability.org/news2018/09_10/2018_09_01_Abramovich_ChileanClergy.htmhttps://www.bishop-accountability.org/news2015/03_04/2015_03_19_Martin_ChilesBishops.htmhttps://www.elmostrador.cl/noticias/pais/2015/09/09/los-correos-secretos-entre-ezzati-y-errazuriz-y-el-rol-clave-de-enrique-correa-en-las-operaciones-politicas-de-la-iglesia/

[16] https://www.bishop-accountability.org/2022/03/bishop-gustavo-zanchetta-and-archbishop-bergoglio/https://www.bishop-accountability.org/2022/03/argentine-bishop-zanchetta-sentenced-for-sex-abuse/https://www.bishop-accountability.org/2022/08/the-zanchetta-affair-part-1-the-bishops-rise/https://www.bishop-accountability.org/2022/03/pope-francis-zanchetta-problem/

[17] https://international.la-croix.com/news/religion/sex-abuse-victims-want-cardinal-luis-ladaria-stripped-of-his-immunity 9713. https://www.bishop-accountability.org/news2017/07_08/2017_07_03_Philip_UK_Archbishop_cover-up.htm., https://www.ncronline.org/news/french-priest-recounts-how-he-abused-boy-scouts-over-decadeshttps://www.thetablet.co.uk/news/7419/new-cdf-prefect-faces-accusations-over-handling-of-2012-abuse-case

[18] https://milano.repubblica.it/cronaca/2016/06/29/news/cremona_don_inzoli_condannato-143076468/https://theweek.com/articles/670249/child-abuse-scandal-coming-pope-francishttps://www.timesofisrael.com/pope-defrocks-pedophile-priest-who-claimed-act-was-an-old-jewish-ritual/https://www.lifesitenews.com/blogs/vatican-source-pope-dismissed-cdl-mueller-and-others-for-following-church-r/https://www.usatoday.com/story/news/nation-now/2017/02/25/pope-quietly-trims-sanctions-sex-abusers-seeking-mercy/98399022/.

[19] https://www.lifesitenews.com/news/new-italian-cardinal-allegedly-played-key-role-in-letting-pedophile-priest-escape-penalties/https://www.bishop-accountability.org/news2021/01_02/2021_02_25_TheGuardianfromAgenceFrancePresse_PriestAccused.htmhttps://www.bishop-accountability.org/2021/07/a-teen-was-accused-of-abuse-inside-vatican-city-powerful-church-figures-helped-him-become-a-priest/https://www.bishop-accountability.org/2021/02/news-analysis-will-the-vatican-investigate-a-cardinal-implicated-in-its-own-abuse-trial/

[20] https://www.bishop-accountability.org/news2018/07_08/2018_08_29_LifeSiteNews_BREAKING_dismissed.htm,

[21] https://www.bishop-accountability.org/bishops/enabling/index.html#Delpini

[22] https://www.bishop-accountability.org/2023/07/pope-chooses-archbishop-with-troubling-record-on-abuse-for-top-vatican-post-statement-by-bishopaccountability-org/https://www.bishop-accountability.org/timeline-archbishop-victor-fernandez-handling-of-the-case-against-rev-eduardo-lorenzo/,

[23] https://www.bishop-accountability.org/2023/09/ddf-ruling-permits-cardinal-ricard-who-sexually-abused-minor-to-vote-in-conclave-minister-in-diocese-of-residence/,

[24] https://www.irishtimes.com/news/social-affairs/religion-and-beliefs/farrell-brothers-the-two-most-senior-irish-clerics-in-the-vatican-1.3377175https://apnews.com/article/7d37357cb56043c89375364f460158a6https://www.catholicculture.org/commentary/cardinal-farrell-as-camerlengo-astonishingly-ill-timed-announcement/

[25] https://www.catholicnewsagency.com/news/42933/priests-convicted-of-abusing-children-at-argentina-school-for-the-deafhttps://www.bishop-accountability.org/news2017/01_02/2017_01_25_Elizabeth_News_Six_Pope.htmhttps://www.washingtonpost.com/world/the_americas/argentine-court-finds-two-priests-guilty-of-sexually-assaulting-deaf-children-first-convictions-in-long-alleged-abuse/2019/11/25/460af56a-0f8b-11ea-924c-b34d09bbc948_story.htmlhttps://www.independent.co.uk/news/world/americas/pope-francis-child-sex-abuse-priest-paedophile-letter-vatican-argentina-a7498431.html

[26] https://www.ncregister.com/news/the-father-rupnik-case-a-timelinehttps://www.catholicnewsagency.com/news/253736/what-have-the-jesuits-done-about-rupnik-a-timelinehttps://www.pillarcatholic.com/p/the-complex-case-of-fr-marko-rupnik-untangledhttps://www.bishop-accountability.org/2024/02/catholic-priest-said-threesomes-were-like-the-holy-trinity-and-made-me-watch-porn-says-former-nun/https://www.pillarcatholic.com/p/descent-into-hell-an-alleged-rupnik-victim-speaks-outhttps://www.bishop-accountability.org/2024/02/rupnik-victims-advocates-decry-failures-of-vatican-justice/https://www.bishop-accountability.org/2023/09/the-diocese-of-romes-rupnik-problem/https://www.pillarcatholic.com/p/rupnik-concelebration-raises-questions-on-restrictionshttps://www.catholicnewsagency.com/news/255379/pope-francis-meets-close-collaborator-of-rupnikhttps://www.ncregister.com/cna/father-rupnik-s-victims-say-diocese-of-rome-s-statement-ridicules-their-pain

[27] Cf. https://rorate-caeli.blogspot.com/2023/12/on-papal-deposition-of-bishops-dr-john.htmlhttps://rorate-caeli.blogspot.com/2024/03/in-defense-of-moderate-position-on.html

[28] https://www.globaltimes.cn/content/1172791.shtmlhttps://stream.org/the-vaticans-alliance-with-china-more-evil-than-we-thought/State Organs: Transplant Abuse in China, David Matas and Torsten Trey eds. (Seraphim Editions, 2012); https://www.theguardian.com/world/2019/jun/17/china-is-harvesting-organs-from-detainees-uk-tribunal-concludes.

[29] https://www.reuters.com/world/china/vatican-confirms-renewal-contested-accord-with-china-bishops-appointments-2022-10-22/, h]ttps://www.vaticannews.va/en/vatican-city/news/2022-10/holy-see-china-provisional-agreement-on-nomination-of-bishops.html

[30] https://www.lifesitenews.com/news/us-govt-report-vaticans-secret-deal-with-china-linked-to-intense-spike-in-catholic-persecution

[31] https://www.correctiofilialis.org/Defending the Faith Against Present Heresies (Arouca Press, 2021), John Lamont & Claudio Pierantoni eds.

[32] Anders Gerdmar, Roots of Theological Anti-Semitism (Brill, 2009).

[33] Labourdette, Marie-Michel O.P.; Nicolas, Marie-Joseph O.P.; Bruckberger, Raymond-Léopold O.P. Dialogue théologique: pièces du dèbat entre ‘La Revue Thomiste’ d’une part et les R.R. P.P. de Lubac, Danièlou,Bouillard, Fessard, von Balthasar, SJ, d’autre part (Saint- Maximin: Les Arcades , 1947). The Thomistic Response to the Nouvelle Théologie, Jon Kirwan ed., Matthew K. Minerd tr. (Catholic University of America Press, 2023). Garrigou-Lagrange, Réginald O.P., ‘La nouvelle théologie òu va-t-elle?’,  Angelicum 23 (1946), 126-145; ‘Vérité et immutabilité du dogme’, Angelicum 24 (1947), 124-139. Roberto de Mattei ed., Vecchio e nuovo modernismo. Radici della crisi nella Chiesa (Roma: Edizioni Fiducia, 2018).

[34] https://www.bishop-accountability.org/news2014/11_12/2014_11_23_John_Telegraph_English_%27lobbied.htmhttps://www.lifesitenews.com/news/breaking-st-gallen-group-cardinal-dies/

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Documento sottoscritto da:

Linus F. Clovis

Yves Daoudal

Dániel Fülep

Maria Guarini

Michael Kakooza

Thaddeus J. Kozinski

Peter A. Kwasniewski

John R.T. Lamont

John Rist

Cesar Felix Sánchez Martínez

Wolfram Schrems

Peter Stephan

Anna Silvas

John-Henry Westen

Michael Wiitala

Elizabeth F. Yore

John Zmirak

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Fonte: rorate-caeli.blogspot.com

 

 

Aldo Maria Valli:
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