Il Vaticano ha impedito ai partecipanti al quindicesimo pellegrinaggio annuale Ad Petri Sedem di entrare nella basilica di San Pietro nella loro consueta processione. In precedenza aveva già negato il permesso di celebrare una santa messa tradizionale.
I pellegrini sono stati fermati all’altezza dell’belisco in piazza San Pietro. E lì hanno recitato le loro preghiere.
Non solo. Nonostante avessero ottenuto il permesso di celebrare una messa solenne a Santa Maria Maggiore, in seguito è stato loro comunicato che avevano a disposizione solo un’ora: quindi niente pontificale, solo una messa bassa.
E notate che questi fedeli non sono gli scomunicati della FSSPX. Sono gli ex Ecclesia Dei cultori del «Summorum Pontificum» di ratzingeriana memoria.
L’arcivescovo Viganò li ha autorevolmente invitati – a partire dal cardinale Burke e dal vescovo Schneider – a guardare in faccia la realtà: Roma non si limita a tollerarvi, vi vuole rieducare.
Noi notiamo che, proprio mentre questi fedeli vengono respinti senza tanti complimenti, la diocesi di Milano propone ai suoi giovani lezioni sul buddismo in preparazione della Giornata mondiale della gioventù 2027 a Seul. E la Conferenza episcopale italiana, per non essere da meno, lancia in grande stile (Segreteria generale, Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università, Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica, Pontificio istituto di studi arabi e d’islamistica) una serie di schede sulla fede musulmana per «una corretta conoscenza e trasmissione dell’Islam».
Questa Chiesa sembra fare a gara per dimostrare di essere sempre più in uscita (di testa).