Riconosco la tirannia quando la vedo!

«È sempre più evidente che oltre alle migliaia di aborti che procurano ogni anno, gli ospedali del servizio sanitario nazionale britannico stanno diventando fabbriche di morte non solo per i non ancora nati, ma per i vivi. […] Che i nostri vescovi continuino ad allearsi con il servizio sanitario nazionale nel difendere l’indifendibile va al di là di ogni possibile comprensione».

L’atto di accusa, inequivocabile, arriva da Londra, da Jean Pierre Casey, nipote di un famoso filosofo cattolico tedesco deciso oppositore di Hitler, Dietrich von Hildebrand (1889-1977).

In una lettera aperta inviata ai vescovi di Inghilterra e Galles, Casey torna sulla vicenda di Alfie  Evans giudicando il comportamento dei prelati britannici un «abietto fallimento» in materia di difesa della vita, famiglia e diritti dei genitori.

Casey inoltre accusa i vescovi di essersi più impegnati nella difesa del National Health Service, il servizio sanitario nazionale, che nella cura delle persone a loro affidate: «Se i dirigenti della Chiesa rimangono in silenzio di fronte a tale tirannia, ingiustizia e oppressione, diventano complici e, di fatto, prendono parte attivamente a gravi azioni malvagie».

Ricordiamo che lo scorso mercoledì, poche ore dopo che papa Francesco aveva incaricato monsignor Francesco Cavina di occuparsi delle relazioni tra l’ospedale di Liverpool e il Bambino Gesù di Roma per rendere possibile il trasferimento di Alfie in Italia, i vescovi di Inghilterra e Galles rilasciarono una dichiarazione ufficiale nella quale più che altro lodavano i giudici e i responsabili dell’Alder Hey Children’s Hospital per la loro «integrità» e giudicavano «infondate» le ricostruzioni critiche nei confronti dell’ospedale inglese.

Da una nota interna dell’arcidiocesi di Liverpool si è poi venuti a sapere che i vescovi, tanto solerti nel difendere giudici e medici, non avevano mosso un dito per ricevere i genitori di Alfie, con la scusa che «non sono cattolici». Peccato che papà Thomas lo sia, così come lo era Alfie, mentre mamma Kate è anglicana ma comunque credente. E che dire poi dell’allontanamento dall’ospedale di Liverpool del sacerdote italiano che assicurava assistenza spirituale alla famiglia Evans?

Nel commento che accompagna la sua lettera aperta, Jean Pierre Casey rileva: «Il mio prozio Dietrich von Hildebrand fu risoluto di fronte all’oppressione nazista. Allo stesso modo, dobbiamo essere risoluti di fronte all’oppressione laica quando i diritti dei genitori vengono sistematicamente indeboliti e la famiglia è attaccata da tutte le parti. Il silenzio dei nostri vescovi è vergognoso».

Si può capire, prosegue Casey, il desiderio di «mantenere un tono conciliante» quando la posta in gioco è così elevata e le emozioni sono fortissime, ma occorre dire con chiarezza che il vostro giudizio circa l’«integrità» dell’ospedale è inaccettabile. «Un ospedale che funge da carcere, imprigionando un bambino contro i desideri dei suoi genitori e la possibilità di avere un giudizio migliore non agisce con integrità. Un ospedale che chiede un’ingiunzione del tribunale per impedire ai genitori di esercitare il proprio dovere di agire nel migliore interesse del proprio figlio non agisce con integrità. Un ospedale che rifiuta di mettere in discussione la sua possibile, se non probabile, errata diagnosi non agisce con integrità. Un ospedale che cerca di estromettere un cappellano che fornisce conforto spirituale a una famiglia bisognosa e  amministra i sacramenti, non agisce con integrità. Un ospedale che rifiuta di prendere in considerazione alternative non agisce con integrità. Un ospedale che richiede la presenza della polizia per impedire ai genitori di esercitare il proprio diritto legale non agisce con integrità. Un ospedale che si rifiuta di facilitare un incontro tra il suo personale medico e il capo di un altro ospedale, pronto ad accettare il bambino a suo carico, non agisce con integrità. Un ospedale che non collabora con altri ospedali che inviano personale medico, attrezzature e mezzi di trasporto per sostenere i desideri dei genitori per forme alternative di trattamento non agisce con integrità. Un ospedale che si rifiuta di idratare o nutrire un bambino non agisce con integrità».

Casey accusa poi i vescovi britannici di non aver mai parlato della necessaria tutela della dignità della vita umana e dei diritti dei genitori in quanto educatori primari e unici custodi legittimi dei diritti del bambino.

Secondo alcuni, aggiunge l’autore della lettera, io posso sembrare un sempliciotto, non in grado di capire pienamente le sottigliezze etiche e mediche del caso, ma rispondo così: «Conosco la tirannia quando la vedo. Conosco l’oppressione quando la vedo. Conosco l’ingiustizia quando la vedo. E così fanno molte migliaia di altri in tutto il mondo. Se i nostri dirigenti della Chiesa tacciono di fronte a tale tirannia, oppressione e ingiustizia, allora non solo falliscono nella loro missione di proclamare il Vangelo di Gesù Cristo, non solo non riescono a sostenere pubblicamente la santità e la dignità di tutta la vita umana, ma diventano complici di gravi azioni malvagie».

Non c’è da meravigliarsi, conclude Casey, che il gregge cattolico si stia rapidamente riducendo se i pastori sono questi. Dopo il caso di Charlie Gard, di nuovo la Chiesa cattolica britannica mostra una «completa mancanza di leadership, di convinzione e di coraggio», tanto che «mi vergogno di essere un cattolico inglese».

«Come disse Edmund Burke: “L’unica cosa che serve perché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla”».

Infine Casey cita san Giovanni Paolo II: «Se vuoi la pace, lavora per la giustizia. Se vuoi giustizia, difendi la vita . Se vuoi la vita, abbraccia la verità, la verità rivelata da Dio».

«Non abbiate paura!!!» (in italiano nel testo, ndr).

Aldo Maria Valli

 

Qui il testo completo della lettera

https://www.lifesitenews.com/news/open-letter-uk-bishops-handling-of-alfie-evans-case-was-an-abject-failure

 

Open Letter to the Catholic Bishops of England and Wales from a concerned Catholic citizen

Your Excellencies:

Though I can understand the desire to strike a conciliatory tone when both the stakes and emotions are running high, it is a gross understatement to call the wording of your declaration on the Alfie Evans case unfortunate, particularly given the emphasis on the apparent “integrity” of the medical staff and administrators of Alder Hey hospital.

A hospital that acts as a jail, imprisoning a child against his parents’ wishes and better judgement does not act with integrity.

A hospital that seeks a court injunction to prevent the parents from exercising their rightful duty to act in the best interests of their child does not act with integrity.

A hospital that refuses to call into question its (possible, if not likely, mis-) diagnosis does not act with integrity.

A hospital that seeks to oust a chaplain who is providing spiritual solace to a family in need and administering sacraments does not act with integrity.

A hospital that refuses to consider alternatives does not act with integrity.

A hospital that requests police presence to prevent parents from exercising their lawful right to remove their child from the hospital’s care – threatening parents with a conviction of assault if they so much as touch their child – does not act with integrity.

A hospital that refuses to facilitate a meeting between its medical staff and the head of another hospital prepared to accept the child into its care does not act with integrity.

A hospital that fails to cooperate with other hospitals who send medical staff, equipment and transport to support the parents’ wishes for alternative forms of treatment does not act with integrity.

A hospital that refuses to hydrate or feed a child does not act with integrity.

More importantly — and worse than the unfortunate choice of words used in your declaration — is its abject failure to address the heart of the matter: the privileged link between children and their parents as their God-given custodians.

No mention is made in the declaration of the sanctity and dignity of human life.

No mention is made of the rights of parents as the primary educators and sole legitimate custodians of the child.

No mention is made of the primary rights of parents — not the state, or medical doctors, or conflicted, unelected magistrates — to determine what they believe to be in the best interests of their child.

Because the declaration so completely fails to uphold Catholic teachings in regards of life and the family, it ought not be considered a Catholic declaration. To label it as such is intensely misleading.

It is ever more obvious that beyond the thousands of abortions they procure annually, NHS hospitals are becoming death mills not only for the unborn, but for the living. Every parent in the UK, Catholic or otherwise, will now rightly question whether by admitting their child to a NHS hospital, their child will ever again be allowed to leave and see the light of day. That our bishops continue to ally themselves with the NHS in defending the indefensible is beyond comprehension.

Whilst you may be tempted to characterise me and others who share my views as ‘simpletons’ whose intellectual faculties are insufficient to fully grasp the ethical and medical subtleties of the case, I will reply: I know tyranny when I see it. I know oppression when I see it. I know injustice when I see it. And so do many thousands of others across the world. If our Church leaders, meaning the collective you, remain silent in the face of such tyranny, oppression and injustice, then not only do they fail in their mission to proclaim the Gospel of Jesus Christ, not only do they fail to publicly uphold the sanctity and dignity of all human life, not only do they fail to defend the rights of parents as the primary educators and as the sole legitimate custodians of their children — each one of these being individually considered a serious sin of omission — but they also become accomplices of, and indeed, active participants in, gravely evil acts.

I regret to say that with the kind of leadership — or rather the complete absence of leadership our bishops are showing — in grave public cases where a powerful public witness in defense of life, the family and God-given parental rights is not only necessary but is indeed a moral obligation, it is no wonder the flock of practising Catholics is so rapidly dwindling. For who wants to follow such shepherds? For this to occur so soon after the Charlie Gard saga, and with an essentially identical outcome — namely, the complete lack of leadership, lack of conviction, and lack of courage we are seeing from our bishops, I am afraid to say I am ashamed to be an English Catholic.

 

As Edmund Burke said : ‘The only thing necessary for the triumph of evil is for good men to do nothing.’

 

With every hope that the Holy Spirit will prompt you to put into action the prophetic words of St. John Paul II : “If you want peace, work for justice. If you want justice, defend life. If you want life, embrace the truth the truth revealed by God.”

NON ABBIATE PAURA!!!

JP Casey

London, 27 April 2018

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