Natale a St. Patrick, avamposto di luce nelle tenebre di Soho

Dire Soho, a Londra, vuol dire quartiere a luci rosse, con la più alta percentuale di omosessuali e locali per le comunità gay. Affollato di giorno e soprattutto di notte, Soho è addirittura meta di tour organizzati per chi desidera una full immersion nell’ambiente gay.

Ma Soho non è solo questo. Nel quartiere c’è anche una chiesa, la St. Patrick Church, in Soho Square, il cui parroco dal 2001 è padre Alexander Sherbrooke.

Quale dunque la “politica” di padre Sherbrooke nei confronti della comunità gay?  Molto semplice, dice il parroco al Catholic Herald: “Gli insegnamenti della Chiesa sono chiari in materia di omosessualità”. Dunque porte aperte a tutti, ma riaffermazione dei precetti cattolici secondo i quali, come si legge nel Catechismo, l’omosessualità è “un’inclinazione oggettivamente disordinata” e “le persone omosessuali sono chiamate alla castità”.

St. Patrick (costruita alla fine dell’Ottocento sui resti di Carlisle House, un bordello) è l’unica chiesa cattolica del quartiere e si trova in mezzo a un autentico “deserto spirituale”, come scrive il Catholic Herald. Il parroco conferma e dice che le tenebre prevalgono, ma, come sempre, non mancano le luci.

E proprio perché la luce possa rischiarare le tenebre, padre Sherbrooke all’inizio dell’Avvento ha dato vita a quella che George Weigel in un articolo per First Things (https://www.firstthings.com/web-exclusives/2018/12/soho-pilgrimage-a-christmas-meditation) definisce “una delle processioni più straordinarie alle quali ho mai partecipato”, un’iniziativa che la sera dell’8 dicembre, nel giorno dell’Immacolata Concezione, “ha letteralmente fermato le persone per strada” .

Durante il pellegrinaggio notturno è stata portata in processione una statua di Nostra Signora di Walsingham, patrona dell’Inghilterra, e si possono immaginare gli sguardi pieni di sorpresa della gente. Mai nel quartiere si era visto qualcosa del genere. La statua, trasportata a spalla da alcuni uomini robusti, era preceduta dalla croce, da un turiferario, da alcuni portatori di candele e da un vescovo ausiliare di Londra, monsignor Nicholas Hudson. Alla processione si è unito anche Ambrose, il cavalier King Charles spaniel del parroco, considerato non solo la mascotte di St. Patrick ma la vera “arma segreta” nell’opera di evangelizzazione.

Una processione, quella dell’8 dicembre, avvenuta dopo un itinerario che aveva incluso Sante Messe, confessioni, conferenze su temi di spiritualità, preghiere per le strade, canti e adorazione eucaristica, con il coinvolgimento di circa trecento persone.

“Abbiamo cantato inni mariani e pregato il rosario ad alta voce davanti a persone sbalordite” racconta Weigel. “Siamo andati in pellegrinaggio tra pub, ristoranti di lusso, locali di cibo indiano, una farmacia, due pornoshop e diversi negozi di abbigliamento”. Non senza stupore, i partecipanti sono passati di fronte a un  negozio di jeans chiamato True Religion e infine sono arrivati alla sede dell’Ordinariato di Nostra Signora di Walsingham, in Golden Square, dove, prima di tornare alle loro case, hanno cantato le litanie di Loreto in latino.

“St. Patrick a Soho – scrive Weigel – è ciò che ogni parrocchia cattolica dovrebbe essere. La sua ricca vita pastorale, che include un ministero per i senzatetto, è costruita attorno alla Messa e all’adorazione eucaristica quotidiana. La liturgia è celebrata con dignità e bellezza; la musica è superba e la parrocchia sponsorizza una SOS Prayerline (servizio telefonico in cui volontari pregano davanti al Santissimo Sacramento e rispondono alle richieste di ogni tipo di preghiera, ndr) che negli ultimi dieci anni ha aiutato migliaia di anime sole o disperate”. I giovani che prestano la loro opera in parrocchia si occupano delle attività sociali senza trascurare la vita liturgica. Uno di loro sta per tornare in seminario e tutti sono coinvolti nell’evangelizzazione di strada.

“Il periodo dell’Avvento e del Natale – osserva Weigel – è pieno di viaggi e pellegrinaggi: Maria va in Giudea per visitare Elisabetta. Maria e Giuseppe si recano a Betlemme per il censimento e per realizzare così un’antica profezia. Pastori stupiti lasciano le colline e raggiungono la città. I magi viaggiano guidati dalle stelle e poi ritornano nell’Oriente misterioso. Maria, Giuseppe e il Santo Bambino vanno in pellegrinaggio a Gerusalemme per quella che celebriamo, il 2 febbraio, come la festa della Presentazione. La Sacra Famiglia fugge in Egitto e poi torna a Nazareth”. Una processione è dunque ciò che meglio rappresenta tutto questo movimento.

Se ci pensiamo, a Natale anche Dio si muove e il regno dei cieli viene tra noi. Magari passando da St.Patrick, avamposto di luce in una metropoli che, per quanto depravata, secolarizzata e indifferente, non è solo tenebra.

Aldo Maria Valli

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