Uomini giusti ai posti giusti (ma anche donne!) / 5

Buongiorno a tutti e ben ritrovati! Dopo la sospensione natalizia, la rubrica L’uomo giusto al posto giusto ritorna oggi più pimpante che mai e parte da un gesuita, il padre Rafael Velasco, nuovo responsabile della provincia d’Argentina e Uruguay. Perché  è l’uomo giusto al posto giusto? Semplice: perché è schierato a favore  di sacerdozio femminile, comunione a coppie omosessuali e teologia della liberazione. D’altra parte, per un posto così prestigioso mica poteva essere nominato uno qualunque.

La nomina arriva dal  superiore generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal (a sua volta uomo giusto al posto giusto all’ennesima potenza) è si è meritata una sobria valutazione  da parte del giornalista spagnolo Francisco Fernandez de La Cigoña, che l’ha definita “il peggio del peggio”.

Già rettore dell’Università Cattolica di Cordoba (UCC) fino al 2014, il nuovo provinciale sostiene il riconoscimento dell’omosessualità nonché l’introduzione del sacerdozio femminile e assicura che continuerà ad aderire alla teologia marxista della liberazione.

Dice infatti padre Velasco: “Ci sono riforme molto importanti da fare, per esempio che i divorziati possano essere ammessi alla comunione, come quando un omosessuale vive stabilmente con il suo partner. Questi sarebbero segni importanti. Nella Chiesa diciamo che non ci deve essere differenza tra uomo e donna, diciamo che la donna è importante, ma la escludiamo dal ministero del sacerdozio”. E poi: “Aderisco alla teologia della liberazione, a quel modo di pensare la fede, dalla realtà, leggendo la Parola di Dio dai poveri. La teologia della liberazione afferma che la teologia si basa su valori concreti e mai astratti e che la salvezza, in un contesto di oppressione, deve inevitabilmente essere intesa nella prospettiva della liberazione, una liberazione politica, sociale ed economica dei popoli dell’America Latina. E da quella liberazione verrà la liberazione religiosa”.

Bene, dopo questa bella partenza  andiamo avanti. La nostra è una rubrica di larghe vedute. Dunque, non solo uomini giusti al posto giusto, ma anche donne giuste al posto giusto! Come nel caso delle due suore americane che hanno lavorato per decenni in una scuola cattolica in California, dalla quale hanno sottratto una “consistente” somma di denaro. Motivo? Andare a giocare d’azzardo a Las Vegas!

L’appropriazione indebita è avvenuta nella St. James Catholic School di Torrance e sembra sia proseguita per la bellezza di dieci anni , come ha riferito il direttore delle relazioni con i media dell’arcidiocesi di Los Angeles, Adrian Marquez Alarcon.

In quel periodo suor Mary Margaret Kreuper era la direttrice della scuola e suor Lana Chang insegnava agli studenti dell’ottavo anno. Entrambe si sono ritirate all’inizio di quest’anno e per ora nessuna delle due è stata ancora incriminata. L’importo prelevato dai pagamenti delle tasse scolastiche e da altri fondi è ancora in fase di definizione, ma si pensa a qualcosa come  500 mila dollari.

Bene! Donne giuste ai posti giusti potrebbero risolvere i problemi della Chiesa?

Ne è convinta la teologa Marie-Jo Thiel, a sua volta donna giusta al posto giusto dato che è stata nominata da papa Francesco membro della Pontificia accademia per la vita.

Docente di Teologia cattolica e direttrice del Centre Européen d’Enseignement et de Recherche en Éthique presso l’Università di Strasburgo, la teologa Thiel ha pubblicamente affermato che gli insegnamenti della Chiesa sulla sessualità sono stati un “completo fallimento”. Inoltre rifiuta il Catechismo nel punto in cui si afferma che gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati e non possono mai essere approvati, e si oppone con fermezza ai divieti della Chiesa sulla contraccezione.

Ora, dal momento che la Pontifica accademia per la vita ha come obiettivi proprio quelli di ribadire e difendere l’insegnamento della Chiesa, è chiaro che la professoressa Thiel, contraria a quella che definisce l’”intransigenza universalistica” (?) è davvero la donna giusta al posto giusto. Infatti ha pubblicamente dichiarato che l’esortazione di papa Francesco Amoris laetitia “ha dato ai cattolici una maggiore libertà”, che l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità e la famiglia andrebbe totalmente riconsiderato e che le opportunità offerte da Francesco dovrebbero ora essere utilizzate. Inoltre, sostiene, c’è molto spazio per iniziative locali, alla luce di un “salutare decentramento“, dell’autodeterminazione e della coscienza individuale. È tempo per la Chiesa, conclude, di “porre fine al suo regno sul corpo e sulle anime”.

Cari amici, per oggi penso possa bastare così! Grazie per l’attenzione, tantissimi auguri per il nuovo anno e non dimenticate di inviare segnalazioni per uomini giusti (e donne giuste) al posto giusto!

Aldo Maria Valli

 

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