Abusi. Che cosa aspettarsi dal summit in Vaticano?

In vista del summit mondiale in programma in Vaticano dal 21 al 24 febbraio sul tema della tutela dei minori nella Chiesa, il National Catholic Register ospita una serie di interventi che si interrogano su che cosa ci si può aspettare dall’iniziativa. Dopo aver  proposto il testo dell’ex nunzio negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò, ecco oggi quello di Janet Smith, teologa morale nel Seminario del Sacro Cuore a Detroit.

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In una lettera ai vescovi statunitensi in ritiro, papa Francesco ha parlato di una “crisi di credibilità”. Questa crisi è in pieno svolgimento, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo e persino per quanto riguarda i più alti livelli della Chiesa.

La nostra è una Chiesa profondamente ferita, con un disperato bisogno di guarigione. I cattolici stanno lasciando la Chiesa; quelli che rimangono stanno diminuendo le donazioni; i genitori che un tempo speravano che un figlio diventasse sacerdote ora dissuadono i loro figli dall’entrare in seminario.

I laici cattolici sono in uno stato di shock rispetto all’estensione della depravazione che stiamo scoprendo nel clero, in alto e in basso. Il nostro atteggiamento predominante è ora la mancanza di fiducia.

Che cosa ci ha portato a questa situazione? Molte cose. Certamente la raffica quotidiana di notizie relative a comportamenti scandalosi da parte di sacerdoti ci sfinisce, così come le notizie sulla risposta grossolanamente inadeguata di alcuni vescovi. Fonte di scoramento sono anche i rapporti che parlano di corruzione nei seminari durante la formazione e di seminari che hanno reclutato omosessuali e perseguitato eterosessuali. Pensatori di orientamento diverso testimoniano la presenza nelle diocesi di lobby gay (reti di omosessuali attivi) che gestiscono il potere ed emarginano gli eterosessuali casti.

Il papa, i suoi consiglieri e molti vescovi sembrano pensare che la crisi sia stata provocata solo da questioni rimaste irrisolte dopo la prima crisi del 2002, che coinvolse sacerdoti abusatori di minori e portò allo scoperto la pratica diffusa, da parte dell’episcopato, di coprire questi crimini.

Alcuni osservatori delle vicende della Chiesa avvertono che se la riunione di febbraio limiterà la sua attenzione e si concentrerà solo sul problema dei minori e dei relativi insabbiamenti, le ferite peggioreranno e la crisi di credibilità diventerà più forte.

Questo è vero, ma non è solo una questione di messa a fuoco; il problema è che coloro che sono in carica sono una parte molto importante del problema.

Il Boston Globe riporta che 130 vescovi viventi sono stati accusati di aver coperto abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti. E nei loro confronti non sono stati presi provvedimenti. Finora tutto ciò che abbiamo visto fare dai nostri leader episcopali è prendere misure per assicurare che i sacerdoti che non fanno parte dell’episcopato siano denunciati alle autorità civili, sebbene il Boston Globe dichiari che cinquanta vescovi viventi sono stati accusati di insabbiamento dopo la Carta di Dallas del 2002. La gerarchia non ha fatto nulla per assicurare che i vescovi accusati di ciò siano denunciati.

I laici sono sconvolti dal fatto che alcuni cardinali e vescovi tollerino sacerdoti che vivono apertamente una doppia vita e che sostengono cause “Lgbt”; anzi, alcuni vescovi addirittura hanno promosso questi preti a posizioni significative, e l’arcivescovo Theodore McCarrick ne è stato un ottimo esempio. I laici sono indignati per il fatto che il padre gesuita James Martin abbia il permesso di andare di diocesi in diocesi ingannando la gente sull’insegnamento della Chiesa circa la sessualità.

Possiamo ragionevolmente aspettarci che con la riunione di febbraio a Roma ci sia un passo avanti nella gestione della crisi? Purtroppo il risultato più probabile è che il meeting confermerà ciò che già sappiamo: la gerarchia della Chiesa nella sua configurazione attuale resisterà alle soluzioni piuttosto che cercarle. O forse peggio? Potrebbe essere che alcuni stanno cercando di usare la crisi per far avanzare cause come la caduta del requisito del celibato sacerdotale?

Papa Francesco ha affermato che i sacerdoti che stanno vivendo una doppia vita dovrebbero lasciare il sacerdozio, ma non c’è stata alcuna risposta episcopale a tale dichiarazione. Secondo quanto riferito, alcuni vescovi hanno fatto silenziosi tentativi di rimuovere i sacerdoti che vivono doppie vite dalle loro stesse diocesi. Grazie a Dio per loro! Che la loro tribù aumenti! Quello che stanno facendo è lodevole, ma hanno bisogno di farsi avanti, unirsi e invitare i loro fratelli vescovi a fare lo stesso. Eppure è dubbio che i loro sforzi faranno molto a breve termine per eliminare il sudiciume, troppo pervasivo e protetto dai potenti. Tuttavia, anche un piccolo sforzo può svolgere il servizio inestimabile di creare nuove culture diocesane – essere un modello per gli altri – nelle quali la fedeltà sacerdotale è incoraggiata e attesa.

Ciò nonostante, dubitiamo che ci sia molto che i semplici mortali possono fare per ripulire il sudiciume.

Per fortuna il nostro Dio è onnipotente e può fare l’impossibile. Abbiamo bisogno di pregare, pregare e pregare per assicurarci che ciò che facciamo sia guidato dallo Spirito Santo. Dobbiamo stare fedelmente ai piedi della croce e credere che quando tutto sembra più buio l’alba è all’orizzonte.

Janet Smith

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