Sacri tradimenti. La vedova Alegria e le accuse al cardinale Maradiaga

Lei si chiama Alegria, ma la storia che racconta ha ben poco di allegro. Anzi niente. È la storia di una vedova e di un importante prelato.  Una storia che mette a confronto una donna sconosciuta e uno dei cardinali più in vista nel pontificato di Francesco: Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa nonché coordinatore del C 9, il Consiglio dei cardinali voluto dal papa per riformare la curia romana.

Martha Alegria Reichmann, vedova di Alejandro Valladares, per ventidue anni ambasciatore dell’Honduras presso la Santa Sede, racconta la vicenda nel libro Traiciones sacradas, e non esita a parlare di Maradiaga come di un uomo dalla doppia personalità, che si è assicurato l’impunità grazie alla protezione del papa.

Ma perché Alegria ce l’ha tanto con il cardinale?

Tutto incomincia nel 2012, quando, racconta la signora, Maradiaga spinge lei e il marito a investire un bel gruzzolo, in pratica i risparmi di una vita, in un fondo di investimento britannico gestito da un amico musulmano del cardinale. Brutta idea. Perché il gestore, dopo aver intascato, sparisce nel nulla. E il gruzzolo pure.

Così Alegria si rivolge al papa. Si incontrano in Vaticano, si parlano. Francesco assicura che si occuperà della cosa.  Ma i soldi non ricompaiono e Maradiaga non è chiamato a rispondere. Commento della signora: «È una vergogna. Io e mio marito abbiamo accolto in casa nostra Maradiaga per quarant’anni, e lui ci ha ripagato così. Ci ha traditi, ci ha distrutto».

La diocesi di Tegucigalpa è nell’occhio del ciclone anche per un’altra storia. Riguarda il vescovo ausiliare di Maradiaga, monsignor Juan Pineda, accusato di fatti gravi (abusi sessuali su seminaristi, cattiva condotta finanziaria) da alcuni testimoni che hanno parlato sotto giuramento al vescovo argentino Jorge Pedro Casaretto, mandato dal papa in Honduras come visitatore apostolico per indagare.

L’amicizia tra Maradiaga e Alejandro Valladares è stata profonda. La signora Alegria racconta che dopo il conclave del 2013 il cardinale andò a casa loro e raccontò di essere stato lui a convincere Bergoglio ad accettare l’elezione.

Maradiaga, che è stato accusato anche di aver ricevuto grosse somme (qualcosa come 35 mila euro al mese) dall’Università Cattolica della sua diocesi (ma lui nega e dice che il denaro veniva girato ai poveri) secondo la signora Alegria non ha più voluto sapere nulla di lei dopo la disgraziata vicenda dei risparmi spariti. Le ha consegnato una somma per iniziare un’azione legale contro il gestore sparito nel nulla, ma in cambio ha chiesto di non essere mai tirato in ballo.

Intervistata da Edward Pentin per il  National Catholic Register, Alegria spiega perché ha scelto Sacri tradimenti come titolo del libro: «Sono stata tradita da persone che hanno una sacra investitura: l’ex vescovo Juan Josè Pineda, il cardinale e papa Francesco. Tre persone di cui mi sono fidata ciecamente».

Il libro, afferma l’autrice, è stato scritto per rivelare il «lato oscuro» di Maradiaga e perché lei non avrebbe potuto vivere in pace senza raccontare i fatti.

Alla domanda sul perché, a suo giudizio, il cardinale Maradiaga (settantasei anni) nonostante tutto sia ancora arcivescovo di Tegucigalpa (dal 1993) oltre che coordinatore del Consiglio dei cardinali, Alegria risponde che il Vaticano ha «manovrato» per lasciare fuori l’arcivescovo dagli scandali. «Io sono solo una vedova a cui né Maradiaga né Francesco hanno dato importanza, perché non seguono il Vangelo come dovrebbero. Sembra che gli insegnamenti di Cristo siano andati fuori moda e regni il diavolo. Le ragioni di questa terribile situazione sono rivelate nel mio libro, ed è qualcosa di spaventoso. Maradiaga è molto potente perché ha il sostegno assoluto di qualcuno molto più potente, che è papa Francesco. Questo è il motivo per cui è molto facile per lui gestire una dittatura nella diocesi a suo piacimento; risolve molti problemi dicendo semplicemente: “Questi sono calunniatori” o “Mi stanno attaccando per attaccare il Papa”».

Circa le sue speranze per il futuro, Alegria risponde: «La speranza, non solo mia ma di molti cattolici e molti sacerdoti in Honduras, è che Maradiaga sarà sostituito da un pastore timoroso di Dio, che farà una pulizia generale per un nuovo inizio, tenendo conto dei principi morali, dell’onestà e della trasparenza, sia nelle finanze che sotto il profilo spirituale. Un pastore umile di cuore, energico, trasparente, gentile e giusto. Chi sostituirà Maradiaga avrà un compito molto difficile perché tutto ciò che è distorto dovrà essere corretto. Sono certo che questa è anche la speranza di molti insegnanti e studenti dell’Università Cattolica [dell’Honduras], in particolare degli studenti della facoltà di medicina, che stanno attraversando terribili difficoltà e hanno detto a Maradiaga che, se non fosse stato per le ingenti somme di denaro che egli ha prosciugato dall’università, non avrebbero avuto così tanti problemi».

Secondo Alegria a Roma c’è chi sta premendo per una rimozione di Maradiaga, mentre in Honduras c’è un sostanziale insabbiamento. «Nel libro ci sono accuse molto forti e rivelazioni terribili, ma fornisco sempre le prove. Nulla è inventato o esagerato. So di altri casi terribili, ma non li ho inclusi perché non ne ho le prove. Per quanto riguarda la mia situazione personale, spero e confido solo in Dio. Mi sono abbandonata a lui con l’assoluta certezza che mi risponderà».

Una vedova truffata, un cardinale che forse non è quel che sembra, una diocesi chiacchierata. Gli ingredienti per un libro di successo non mancano. Peccato che qui non sia, a quanto pare, tutta fantasia.

Aldo Maria Valli

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