Viva viva viva l’Inghilterra!

Come faremmo senza l’Inghilterra? Me lo chiedo spesso, ma ancora di più dopo aver letto due recenti notizie.

La prima riguarda sua maestà il principe Harry, il quale, per amore dell’ambiente, insieme alla sua diletta moglie Meghan Markle ha deciso di non avere più due figli.  Non perché ci siano problemi di salute o di altro genere, ma perché le loro altezze pensano che avere più di due figli, in questa nostra epoca di cambiamenti climatici, sarebbe da irresponsabili dal punto di vista ambientale.

“Due, al massimo!” ha dichiarato con decisione sua altezza il principe. “Noi su questo pianeta siamo l’unica specie che sembra pensare che questo luogo appartenga a noi e solo a noi. Io invece ho sempre pensato che questo luogo sia preso in prestito. E sicuramente, essendo intelligenti come lo siamo tutti noi, dovremmo essere in grado di lasciare qualcosa di meglio per la prossima generazione”.

Alcuni commentatori hanno fatto notare che se sua altezza il principe e la sua diletta moglie davvero hanno tanto a cuore le sorti del pianeta, potrebbero, per prima cosa, viaggiare un po’ meno in aereo. “Per fare la differenza a favore del pianeta Terra”, ha scritto per esempio il Guardian, Harry e la sua famiglia “dovrebbero smettere di usare i jet privati per andare in Giamaica, fare safari di lusso in Botswana, andare ai matrimoni a Montego Bay, fare improvvisate fughe invernali a Tromsø, partire per l’Australia e New York, trascorrere il tempo libero sulle isole del Mediterraneo e prendere voli rapidi per le Fiji”.

Invece no. Invece sua altezza ha pensato di autoridursi i figli. Il che è molto ma molto più politically correct. Come ha detto la democratica Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane parlamentare donna mai eletta al Congresso Usa, il cambiamento climatico rende “legittimo” e “morale” per i giovani chiedersi se sia “ancora accettabile avere figli”. E il conduttore televisivo Bill Maher ha dichiarato: “Non riesco a pensare ad un regalo migliore per il nostro pianeta che sfornare meno esseri umani per distruggerlo”.

“Meno figli per tutti” potrebbe essere lo slogan che riassume queste posizioni, come nel caso di Birthstrike, gruppo formato da coloro che hanno deciso di “non partorire a causa della gravità della crisi ecologica”.

Ma si diceva di una seconda significativa notizia made in Great Britain. Mi riferisco alla cattedrale anglicana di Rochester, il tempio più antico d’Inghilterra dopo Canterbury, all’interno del quale la navata centrale è stata trasformata in un percorso di mini-golf.

L’antica cattedrale è così diventata un campo di gioco di nove buche, finanziato dalle autorità locali. Si gioca gratis ma non sono ammessi gruppi con più di sei persone. Nei giorni feriali il campo apre alle 9:45 e chiude mezz’ora prima della Messa delle 17:30. Nel fine settimana chiude alle 15. Non c’è modo di prenotarsi.

Ma perché tutto ciò? Avvicinandoci al campo scopriamo che a ogni buca corrisponde un plastico che rappresenta un ponte dell’Inghilterra. Proprio così: ponti in miniatura, come quello di Rochester e il Queen Elizabeth II di Dartford.

Ecco dunque svelato il motivo dell’operazione: il Rochester Bridge Trust, promotore dell’iniziativa, vuole far avvicinare i giovani “all’ingegneria civile”, ma, nello stesso tempo, vuole anche indurli a meditare sui ponti “come metafora di natura religiosa e sociale”.

Non è stupendo?

Davvero, se gli inglesi non esistessero bisognerebbe inventarli. Dall’isola di Albione giungono idee sempre stimolanti.

Resta solo una domanda: una volta presa alla lettera la raccomandazione di sua altezza il principe, con chi andremo a giocare al mini golf in cattedrale visto che non avremo più bambini?

Ma forse non è il caso di interrogarsi più di tanto. Come cantava Claudio Baglioni, “Viva viva viva l’Inghilterra, pace, donne, amore e libertà! Viva viva viva l’Inghilterra, ma perché non sono nato là? Mah chissà!”.

Aldo Maria Valli

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