Storia di Art e Dan. E di un belissimo battesimo

Nato nel 1940, Arthur (per tutti Art), imprenditore nel settore delle costruzioni e gran compagnone, è il classico self made man e il tipico uomo Marlboro: robusto, vive in un ranch nel Montana, guida un pickup tutto impolverato e indossa camicie di flanella. La religione non gli interessa. Una “stampella”, la definisce.

Da buon cow boy, Art fuma. E un certo giorno è proprio il fumo a fare ciò che niente altro aveva potuto fare prima: costringerlo all’ospedale. Diagnosi: broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Il figlio di Art, Dan, cresciuto da sua madre nell’ebraismo, è cristiano. Si convertì dopo che i suoi genitori divorziarono. Aveva vent’anni. Ma non entrò nella Chiesa cattolica fino al 2005, a quarant’anni. Su sette fratelli, solo lui e sua sorella Linda, morta appena trentacinquenne, hanno scelto Gesù.

Dan e suo padre non parlano quasi mai di religione. Solo una volta Art chiede a Dan: “Ti dà fastidio che io non creda a ciò in cui credi tu?”.

“Sei un brav’uomo, ma questo non risolve il problema del peccato”, risponde Dan. “Ecco perché Gesù è venuto tra noi. Per darci speranza, per riconciliarci con Dio, per pagare il prezzo dei nostri peccati, per liberarci dal male”.

Le condizioni dei polmoni peggiorano, la situazione si fa grave e i medici non lasciano speranze: Art è alla fine.

In ospedale, accanto al padre, Dan torna sulla religione. Lo avverte come un suo preciso dovere. Dice: “Papà, io credo nel paradiso e nell’inferno, e voglio vederti in paradiso. Voglio che tu riveda Linda. Il peccato ci separa da Dio. Questo è il motivo per cui Gesù è venuto in mezzo a noi. Ha vissuto una vita perfetta e senza peccato ed è stato crocifisso per salvarci dai nostri peccati. Papà, vuoi che i tuoi peccati siano perdonati?”.

La riposta è decisa e stupisce Dan: “Sì, certamente. Come posso fare?”.

“Chiedi e basta. Prega così: Dio, ti prego di perdonarmi dei miei peccati…”.

Art ripete la preghiera lentamente, tre volte, ogni volta con maggiore intensità: “Dio, ti prego, perdonami dei miei peccati”.

In precedenza Art ha rifiutato di vedere un prete, ma in quel momento si lascia fare. E accetta di essere battezzato. Data l’incertezza sul tempo che gli rimane, è un battesimo d’emergenza. Dan mette dell’acqua in una tazza e, mentre la versa sulla testa di suo padre, pronuncia la formula: “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen”.

“Wow!”, esclama Art.

“È stato un miracolo”, dirà il fratello di Dan, David, anch’egli presente al capezzale del papà. “Art aveva le lacrime agli occhi. C’era così tanta pace. Non riesco a credere che sia successo”.

Al risveglio dopo un pisolino, poche ore dopo, Art chiede con la sua voce aspra: “Dan, significa che ora sono cattolico?”.

Dan sorride e gli dice: “Sì, papà, sei cattolico”.

Quindi Dan fa venire un prete, che amministra la prima comunione, la cresima e l’unzione degli infermi. Come santo protettore, Art sceglie san Cristoforo, l’unico che conosca.

Quando Dan e sua moglie Stephanie e tutta la sua famiglia pregano la coroncina della Divina Misericordia, Art ascolta attentamente, con le braccia spalancate.

Così sono andate le cose. Art visse altre due settimane e durante quel periodo riferì spesso di aver visto san Cristoforo che gli insegnava la fede cattolica. “E io gli ho creduto”, dice Dan. “È stato lucido fino alla fine”.

Daniel A. Burke (per tutti Dan) è il presidente e direttore esecutivo di Ewtn News, la piattaforma informativa della Eternal World Television Network, il network religioso americano fondato nel 1981 in America da suor Maria Angelica dell’Annunciazione e diffuso in 144 nazioni.

A.M.V.

Fonte: National Catholic Register 

 

 

 

 

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