Il Natale e quella blasfema corsa alla dissacrazione

Ormai è un classico. A Natale non manca mai qualche intelligentone che prende spunto dalla nascita di Gesù per dissacrare e spingersi fino alla blasfemia. Pensano così di essere molto moderni e alternativi, senza rendersi conto del fatto che non c’è niente di più trito e ritrito della dissacrazione.

Nei giorni scorsi abbiamo visto la festa intitolata “Immacolata con(trac)cezione”, con la Madonna circondata dai preservativi, e poi l’immagine di Gesù presentato come un pedofilo eccitato davanti a un bambino, e poi il film “satirico” con Gesù gay.

Gira e rigira, in questi casi si fa sempre riferimento al sesso. Gli intelligentoni di turno, che vogliono mostrarsi tanto emancipati, hanno evidentemente un chiodo fisso, e si comportano come quei bambini piccoli che per mostrarsi grandi dicono “cacca” e “pipì” a sproposito.

E poi ecco Roberto Saviano, che posta un’immagine della Santa Vergine Maria per la quale non riesco a trovare aggettivi. L’immagine mostra Maria nel pieno del parto, in preda al dolore, con le cosce aperte, sostenuta da Giuseppe. E Saviano dice: “Stanotte la nascita di un bambino, nato tra contrazioni, dolori e sangue, come tutti. Da una madre carica di una responsabilità troppo grande, come tutte le madri. Con un padre spaventato, incerto su ciò che è giusto fare, come tutti i padri. Nato povero, in una famiglia costretta dalla burocrazia del censimento a un viaggio sfiancante. Celebro la nascita del Gesù uomo che, come tutti, viene scaraventato senza chiederlo nella vita e che, a guardarlo così, mi fa sentire meno solo. Buon Natale!”.

Se l’immagine è offensiva e blasfema, trovo il commento assurdo, e non mi sembra neanche il caso di spenderci troppe parole.  Ciò che mi preoccupa è che questo desiderio smodato di ridurre Gesù alla sola dimensione umana, di certo non nuovo e tipico di molti non credenti in realtà ossessionati dalla figura di Cristo, trova oggi nuovo slancio a causa della predicazione di una Chiesa che, a sua volta, fa di tutto per nascondere la dimensione divina di Gesù.

Non lesiniamo le preghiere di riparazione. E di nuovo buon Natale!

A.M.V.

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