Don Morselli: “Perché il flagello si allontani dobbiamo chiedere perdono per i grandi peccati di questa epoca!”

Cari amici di Duc in altum, ricevo da don Alfredo Maria Morselli questa lettera, indirizzata ai vescovi. L’appello di don Alfredo è chiaro: non basta pregare, non basta nemmeno consacrare i singoli e i popoli al Cuore Immacolato di Maria, se non c’è una sincera richiesta di perdono.

A.M.V. 

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Nella preghiera del Santo Padre del 27 marzo scorso e in altre recitate pubblicamente da vescovi non è stata fatta alcuna richiesta di perdono; com’è possibile chiedere al buon Dio di allontanare un flagello senza chiedere perdono per i grandi peccati di questa epoca?

Perdono per l’omicidio dell’aborto, per il divorzio, per la teoria del gender, per l’omoeresia, per gli esperimenti sugli embrioni umani, per il modernismo, per l’idolatria in Vaticano, per la Santa Comunione a chi è in stato di peccato, per l’equiparazione della nostra unica vera santa religione cattolica alle false, per l’attentato al celibato sacerdotale, per il culto idolatrico della pachamama in Vaticano, per il tradimento verso la Chiesa cinese, per l’abbandono dei pastori innocenti al potere civile; perdono per aver appoggiato alle elezioni (ipocritamente, senza dirlo, ma facendolo capire fin troppo bene) partiti che osteggiano tutti i principi non negoziabili: “il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme” (Benedetto XVI, Sacramentum caritatis, 83).

E perdono anche per i migranti che muoiono in mare perché fa comodo ai poteri forti che muoiano.

Mi rivolgo a tutti i pastori fedeli; non basta neppure consacrare al Cuore Immacolato il mondo o una persona singola, se non si chiede perdono prima, col proposito di non più peccare.

Vi prego, o piccolo resto della Chiesa docente, compite pubblicamente una richiesta di perdono, e subito dopo la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria

In un malato con la morte cerebrale gli altri organi suppliscono ai comandi e alle risposte che il cervello non dà più. Così nella Chiesa indefettibile le membra sane possono far sussistere la Chiesa (sempre strumentalmente rispetto alla Grazia).

Ecco come la Sacra Scrittura ci dice di pregare in situazioni come questa: «Mi rivolsi al Signore Dio per pregarlo e supplicarlo con il digiuno, veste di sacco e cenere e feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio: “Signore Dio, grande e tremendo, che osservi l’alleanza e la benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo nome parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese. A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i misfatti che hanno commesso contro di te. Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; al Signore Dio nostro la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce del Signore Dio nostro, né seguito quelle leggi che egli ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i profeti. Tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s’è allontanato per non ascoltare la tua voce; così si è riversata su di noi l’esecrazione scritta nella legge di Mosè, servo di Dio, perché abbiamo peccato contro di lui.

Egli ha messo in atto quelle parole che aveva pronunziate contro di noi e i nostri governanti, mandando su di noi un male così grande quale mai, sotto il cielo, era venuto a Gerusalemme.

Tutto questo male è venuto su di noi, proprio come sta scritto nella legge di Mosè. Tuttavia, noi non abbiamo supplicato il Signore Dio nostro, convertendoci dalle nostre iniquità e seguendo la tua verità. Il Signore ha vegliato sopra questo male, l’ha mandato su di noi, poiché il Signore Dio nostro è giusto in tutte le cose che fa, mentre noi non abbiamo ascoltato la sua voce. Signore Dio nostro, che hai fatto uscire il tuo popolo dall’Egitto con mano forte e ti sei fatto un nome, come è oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito da empi. Signore, secondo la tua misericordia, si plachi la tua ira e il tuo sdegno verso Gerusalemme, tua città, verso il tuo monte santo, poiché per i nostri peccati e per l’iniquità dei nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono oggetto di vituperio presso quanti ci stanno intorno.

Ora ascolta, Dio nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fa’ risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è desolato. Porgi l’orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni e la città sulla quale è stato invocato il tuo nome! Non presentiamo le nostre suppliche davanti a te, basate sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.

Signore, ascolta; Signore, perdona; Signore, guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato invocato sulla tua città e sul tuo popolo”» (Dan. 9:3–19 CEI 74).

Pastori e fedeli, chiediamo perdono!

In Corde Matris

Sac. Alfredo M. Morselli

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