Le bugie (anche quelle degli esorcisti) hanno le gambe corte

In vista dell’appuntamento di oggi pomeriggio alle 15, quando, su invito di monsignor Carlo Maria Viganò, reciteremo l’esorcismo di Leone XIII per fermare l’assalto alla Chiesa delle potenze infernali, l’Associazione internazionale degli esorcisti ha diffuso un comunicato nel quale tiene a precisare che “l’utilizzo di questo sacramentale è, fin dall’inizio, riservato ai singoli Vescovi e ai soli sacerdoti che abbiano ricevuto il permesso di usarlo”.

Prosegue la nota: “Per le ragioni sopra esposte e salvo diverso giudizio dato dall’Autorità competente, riteniamo perciò che i sacerdoti, possano usare l’esorcismo di Leone XIII solo dietro autorizzazione dell’Ordinario del luogo. Infine, ricordiamo ancora una volta che nelle grandi pestilenze che in passato hanno afflitto larghi strati della società, la Chiesa in genere non si è mai impegnata in azioni esorcistiche, ma, insieme alla carità fattiva nei confronti delle persone bisognose, ha sempre ritenuto necessaria la preghiera di riparazione dei peccati, l’impegno per la conversione personale e comunitaria, la manifestazione pubblica del pentimento, la richiesta di perdono a Dio, la supplica per la fine delle epidemie, le preci per i medici, gli ammalati e i moribondi e il suffragio per i defunti”.

Come si può capire, nel mirino di queste precisazioni c’è monsignor Viganò.

L’associazione sembra non aver compreso che l’esorcismo di oggi pomeriggio non riguarda la pandemia, ma l’assalto alla Chiesa da parte delle potenze del male. In ogni caso, in difesa di monsignor Viganò è subito intervenuto il nostro don Alfredo Morselli, il quale ha prontamente risposto all’associazione con il seguente comunicato.

A.M.V.

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Reverendi esorcisti, da che parte state questa volta? Perché volete boicottare monsignor Viganò?

È stata diffusa una lettera dell’Associazione internazionale degli esorcisti in cui si afferma che: “…come Associazione internazionale esorcisti, poniamo in rilievo che l’utilizzo di questo sacramentale è, fin dall’inizio, riservato ai singoli vescovi e ai soli sacerdoti che abbiano ricevuto il permesso di usarlo”.

Purtroppo per gli estensori della lettera, le preghiere di esorcismo sono riservate al vescovo solo quando sono “sugli ossessi”, quindi non quando si vuole ridurre l’azione del demonio sul mondo.

Il Codice parla chiaro: “Nemo exorcismos *in obsessos* proferre legitime potest, nisi ab Ordinario loci peculiarem et expressam licentiam obtinuerit” (Can. 1172 – § 1).

Peraltro, è comprensibile che in Vaticano, specialmente dopo il culto alla pachamama, i demoni abbiano trovato confortevoli alloggi; e che quindi qualche loro servo abbia suggerito questo scherzetto a Viganò.

Ma le bugie hanno le gambe corte!

In Corde Matris

Sac. Alfredo M. Morselli

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