Una parola al giorno / Distanza

Da quando c’è la pandemia è tutto un parlare di distanza. Distanza tra persona e persona, distanza tra un carrello e l’altro al supermarket, distanza tra i partner, distanza di sicurezza…

Prima del coronavirus, mantenere le distanze suonava un po’ male: “Guarda quello, come mantiene le distanze. Che antipatico presuntuoso!”. Adesso invece la stessa espressione è sinonimo di responsabilità: “Guarda quello, come mantiene le distanze! Che bravo!”.

Da distanza viene distanziamento sociale, espressione che impazza ovunque, ma convince poco. In italiano abbiamo un ottimo modo di dire: tenere le debite distanze. Invece, per pigrizia e per la solita esterofilia, usiamo “distanziamento sociale”, calco dell’angloamericano social distancing. Ma come si fa? “Scusa, cara, niente bacio della buonanotte. Sai, il distanziamento sociale…”. Queste nostre vite a distanza sono già così faticose. Perché appesantirle anche con un italiano artefatto?

Suscitano tenerezza, poi, certi facili giochi di parole che imperversano nei giornali: “Uniti nella distanza”, “Stiamo vicini tenendoci lontani”, “Distanti oggi per abbracciarci domani”.

Vedremo. Come si sa, l’uomo si abitua a tutto. E se poi scoprissimo che distanti è bello?

A.M.V.

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