Corpus Domini tra goccioline e distanziamento sociale

Caro dottor Valli, assistiamo dolenti e sgomenti all’ennesima riprova che insipienza e pavidità della Cei stanno degradando la Chiesa italiana a chiesuola di Stato, con vita liturgica regolata dal ministero degli Interni e da “illuminati” membri di comitati tecnico-scientifici e task forces di nomina governativa.

A farne le spese è oggi nientemeno che la processione del Corpus Domini. L’avvilente scaricabarile consumatosi in questi giorni è ricostruito nel dettaglio da La Nuova Bussola Quotidiana.

Per intendere quali vette del comico involontario hanno raggiunto, basti segnalare che i vertici Cei di loro iniziativa propongono che durante la processione si garantisca che i partecipanti osservino il “distanziamento sociale” di due metri se cantano, di un metro e mezzo se non cantano. La distanza canonica di un metro va aumentata perché, secondo la Conferenza dei vescovi, “in caso di una processione in cui il percorso da compiere aumenti significativamente lo sforzo fisico vi può pure essere un incremento della distanza a cui possano atterrare i droplets“, cioè le famigerate goccioline di saliva veicolo del morbo.

Temo che non sortirà alcun effetto, ma forse giova ricordare una volta di più a Cei e governo italiano quanto il professor Tarro, virologo serio e quindi inascoltato dagli affollati comitati di salute pubblica, afferma da tempo:

1) l’epidemia in Italia è senza dubbio finita

2) le misure di distanziamento sociale e le mascherine non trovano ormai alcuna sensata e fondata ragione igienico-profilattica, “è bene che tutti se ne rendano conto: scienziati e persone che non fanno il nostro lavoro”; per quanto riguarda la questione delle goccioline di saliva e le modalità di contagio, “come ho già più volte ripetuto, questi discorsi relativi al contagio si riferiscono ad una storia del Sars CoV2 che, per fortuna, ci siamo lasciati alle spalle“.

Quali consigli seguire, allora? “Godersi una passeggiata all’aria aperta in buona compagnia”, senza mascherine e ossessivi distanziamenti.

Meglio ancora – direi – una bella e salutare processione del Corpus Domini.

Alessandro Martinetti

 

I miei ultimi libri