E dopo la pandemia ecco il Leviatano. Il caso Argentina

Cari amici di Duc in altum, mentre il Covid-19 sembra aver allentato la presa, incominciamo a intravvedere le conseguenze sul piano politico, oltre che su quello economico, della pandemia. In questo senso merita attenzione ciò che sta avvenendo in Argentina, come documenta il contributo che qui vi propongo, apparso nel sito dell’Osservatorio internazionale cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa. Ci sono forze che pretendono di estendere lo Stato di eccezionalità, introdotto a causa del coronavirus, così da arrivare a un nuovo statalismo che, in nome di un presunto interesse comune, viola le libertà fondamentali. 

A.M.V.

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Argentina: la riedizione del Leviatano. Il futuro dopo la pandemia

Il programma Argentina futura della presidenza del Governo nazionale ha realizzato una pubblicazione con articoli di diversi autori per riflettere sul momento attuale e sul futuro post-pandemia. [1]

Riporto alcune delle dichiarazioni presenti in questa pubblicazione che motivano il titolo di questa mia breve riflessione.

Paula Canelo, riferendosi alla necessità di un nuovo Stato, afferma: «L’eccezione è un’opportunità per creare nuove regole. Che le condizioni di una nuova normalità “post-pandemia” diventino quindi di massa (…) Per creare nuove regole il passo decisivo è la costruzione di una nuova statualità» [2] (…) «Qual è lo scopo fondamentale di questa idea di Stato? La discussione e la definizione di un’etica specificamente statale che definisca valori e interessi comuni a tutti noi: solidarietà, uguaglianza e responsabilità per la cura di ciò che è comune» [3] (…) «Ribadendo l’affermazione del Presidente Fernández “Nessuno può opporsi allo Stato”, perché se non è lo Stato che decide e opera, la decisione e l’azione rimarranno necessariamente nelle mani dei potenti».[4]

Da parte sua, per quanto riguarda l’economia capitalista e la libertà di mercato, Walter D. Mignolo afferma: «La libertà delle persone è parallela alla libertà delle imprese e delle banche. Quindi la politica neoliberista riduce il ruolo dello Stato per espandere la libertà dei mercati» [5] (…) «Ridurre l’economia alla sua giusta misura in dipendenza dall’armonia comunitaria è essenziale. Per questo è necessario separare l’economia dal capitalismo» (…) «La scissione di economia e capitalismo richiede uno spostamento del ragionamento e dei sentimenti, e una prospettiva di vita che non sia la crescita e lo sviluppo, ma l’equilibrio e l’armonia».[6]

Secondo l’opinione di chi scrive, se, dopo che la pandemia sarà finita, tali affermazioni diventassero realtà, porterebbero la nostra amata Patria a un nuovo scenario in cui non ci sarà più alcuno spazio per l’esercizio delle virtù e delle libertà repubblicane.

In effetti, secondo questi intellettuali, le cui idee supportano il pensiero e le azioni delle massime autorità nazionali, la nuova normalità richiederebbe una nuova statualità, in cui lo Stato definisce i valori e gli interessi comuni a tutta la società e l’etica specificamente statale si impone alla decisione e alle azioni dei potenti, dal momento che nessuno può opporsi allo Stato.

Così la nuova normalità richiederebbe di non garantire le libertà individuali, perché presuppongono la libertà del mercato e con essa l’operare di imprese e banche; la nuova normalità argentina sarà anticapitalista e l’economia sarà soggetta all’equilibrio e all’armonia sociale imposta dal sovrano.

Il nuovo scenario desiderato da questi ideologi del potere e della nuova normalità argentina sembra avere una base nelle idee sostenute da Thomas Hobbes (1588-1679) nel Leviatano, in virtù delle quali l’egoismo e lo stato di guerra permanente costringono gli individui ad affidare i propri diritti e le proprie libertà al sovrano, che detiene un potere assoluto e inappellabile in nome della difesa e della sicurezza di tutti. Cosciente di questo o meno, ma comunque in sintonia con queste idee, il Presidente argentino ha recentemente affermato: «Nessuno può opporsi allo Stato». [7]

Indubbiamente, le circostanze eccezionali che questa pandemia comporta richiedono una leadership attiva dello Stato al fine di articolare misure a favore della protezione e della sicurezza di tutti, ma non possiamo non avvertire il pericolo che comporta  la legittimazione di un potere politico che viola le libertà e le responsabilità non solo a livello individuale, ma anche sociale, in relazione al corretto e ordinato funzionamento della società e dell’economia, cercando la sua giustificazione proprio in questa stessa eccezionalità. Ciò è stato reso noto dal Manifiesto de la Fundación Internacional para la Libertad, firmato da oltre 150 leader e personalità di vari Stati, il quale denuncia il pericolo dell’avanzamento dello statalismo, del populismo e dell’autoritarismo con il pretesto di questa pandemia globale.[8]

Di fronte a questo pericolo e al di là di ogni ideologia, gli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa, che espongono chiaramente il corretto intervento dello Stato al fine di garantire i diritti e le libertà individuali, sono quantomai attuali. In effetti, è stato Papa Giovanni Paolo II ad affermare che l’azione politica deve garantire un equilibrio del mercato nella sua forma classica, applicando i principi di sussidiarietà e di solidarietà, secondo il modello dello Stato sociale, un modello che, lontano dallo Sato del benessere o assistenzialista, implica il riconoscimento delle competenze e la priorità delle libertà personali e sociali.[9] Lo Stato sociale così definito è una formula normativa con implicazioni giuridiche, sociali, politiche ed economiche, che presuppongono anche l’adeguato esercizio del potere in conformità con il bene comune (prudenza politica), la predominanza della razionalità politica ed economica e l’esigenza di libertà economiche ordinate che incarnino il valore della solidarietà sociale.

Spero vivamente che, contrariamente alla pretesa di questi ideologi del potere e delle azioni di uno Stato onnipresente e onnipotente, il ritorno alla normalità nell’Argentina post-pandemia vada di pari passo con la rivendicazione dello Stato di diritto, della Repubblica e le sue istituzioni.

Daniel Passaniti

Direttore Cies – Fundación Aletheia

Buenos Aires

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[1] El futuro después del Covid-19: argentina.gob.ar/argentina-futura, maggio 2020

[2] Ivi, p. 19.

[3] Ivi, p. 22.

[4] Ivi, p. 24.

[5] Ivi, p. 144.

[6] Ivi, p. 147.

[7] El Cronista, 8 aprile 2020

[8] Fundación Internacional para la Libertad: fundacionfil.org/manifiesto-fil, aprile 2020

[9] Giovanni Paolo II: Discorso ai Membri della Pontificia Accademia della Scienze Sociali, 25 aprile 1997.

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Fonte: Osservatorio internazionale cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa

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