Quella Presenza reale riaffermata dal miracolo eucaristico di Legnica

Cari amici di Duc in altum, vi propongo il mio contributo per la rubrica La trave e la pagliuzza di Radio Roma Libera.

A.M.V.

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Risale al Natale del 2013 ed è considerato il miracolo eucaristico più recente. Padre Andrzej Ziombra, parroco della chiesa di San Jacek a Legnica, in Polonia, lo racconta così: “Un’ostia consacrata, caduta a terra durante la distribuzione della Santa Comunione, fu messa in acqua, secondo le raccomandazioni liturgiche, perché si dissolvesse. Dopo dieci giorni, si scoprì che l’ostia non solo non si era sciolta ma su di essa s’era formata una macchia rossa. Il vescovo di allora, Stefan Cichy, commissionò dunque un’indagine scientifica e gli esperti interpellati in un primo tempo non riuscirono a dare una spiegazione della macchia rossa. In seguito, però, un esame istopatologico dettagliato, al microscopio, all’Istituto di medicina legale di Breslavia, stabilì che la macchia rossa era un frammento di un muscolo cardiaco sottoposto a forte stress, come durante l’agonia”.

“Al momento – spiega ancora il parroco – il mio compito è di raccogliere informazioni su guarigioni miracolose, conversioni o questioni relative ai pellegrinaggi, ed è già chiaro che ci sono conversioni e guarigioni miracolose così come numerosi pellegrinaggi, non solo da altre zone della Polonia, ma anche dall’estero, sia dall’Europa sia da Stati Uniti, Canada e Sud America. Stanno arrivando intere famiglie: un movimento significativo”.

Circa le conversioni, padre Andrzej spiega: “Si tratta per lo più di conversioni improvvise. Ricordo il caso di una persona della nostra città che è stata ostile alla Chiesa per tutta la vita e ha persino combattuto contro di essa. E poi un’altra persona, con alcuni crimini alle spalle, che in modo del tutto inspiegabile e straordinario, dopo mezzo secolo di lontananza totale dalla Chiesa, si è confessata e ha ricevuto la prima Santa Comunione. Un cambio radicale: dall’ateismo a una fede ardente”.

“Ciò che mi ha particolarmente colpito – dice ancora il parroco – è che nell’ostia consacrata è stato trovato il tessuto di un cuore morente, il che ci mette di fronte senza dubbio al sacrificio di Gesù. Il fatto che il Signore Gesù abbia dato la sua vita per ognuno di noi, e lo abbia fatto attraverso una passione crudele, mi chiama, come cattolico, a rendere la mia vita un sacrificio, in modo che il mio sacerdozio sia davvero incorporato a questo sacrificio, con totale dedizione; in modo che anche la vita di ogni famiglia cattolica sia incorporata in questo sacrificio”.

Legnica è ormai diventato un simbolo in tutta la Polonia, ma anche in altre parti del mondo il miracolo eucaristico è sempre più conosciuto.

“C’è grande interesse da parte dei mass media – dice padre Andrzej – ma per me la sorpresa è costituita dai pellegrinaggi ininterrotti, perfino dalle Americhe e dall’Asia. Segno che il Signore da qui ha lanciato un impulso universale”.

La dottoressa Barbara Engel, cardiologa, membro della commissione che ha condotto gli esami, riferisce che i campioni hanno rivelato la presenza di strutture fibrose sulle quali sono stati condotti test microbiologici, fungini e per il Dna. Dopo gli esami a Breslavia, la commissione decise di ordinare un altro studio presso l’Istituto di medicina legale dell’Università di Stettino, diretto da un noto patologo, il professor Mirosław Parafiniuk.

Il risultato, dopo test ancora più approfonditi, non lasciò dubbi: si tratta di fibra del muscolo cardiaco frammentato, cioè in stato di agonia.

Il vescovo Zbigniew Kiernikowski, attuale ordinario della diocesi di Legnica, nel gennaio 2016 si recò in Vaticano e presentò alla Congregazione per la dottrina della fede i risultati di entrambi gli studi.

Nella Settimana Santa del 2016 il vescovo ebbe una risposta con la quale la Congregazione dichiarava che esiste una certezza scientifica e morale che siamo di fronte un evento soprannaturale. Nella lettera la Congregazione dava il permesso di annunciare il miracolo ai fedeli e autorizzava il culto.

Le circostanze che caratterizzano il caso di Legnica sono identiche a quelle di altri miracoli eucaristici, come Sokółka, Buenos Aires e Lanciano.

Nel libro Un cardiologo visita Gesù. I miracoli eucaristici alla prova della scienza (Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2018) il dottor Franco Serafini, cardiologo che ha preso in esame sotto il profilo medico e scientifico i miracoli eucaristici di Lanciano, Buenos Aires, Tixtla, Sokółka e Legnica, afferma che c’è uno schema che si ripete puntualmente. Cinque volte su cinque è presente tessuto miocardico umano. “Ma quello che come cardiologo più mi sconvolge – dice il dottor Serafini – è che questo cuore è profondamente sofferente. Nelle preparazioni istologiche, infatti, troviamo segni come l’infiltrazione leucocitaria e la frammentazione-segmentazione delle fibre miocardiche che ci descrivono un contesto patologico molto preciso, come quello che si trova nei cuori sofferenti a causa di un intenso stress da rilascio di catecolamine. Si tratta di quel quadro clinico rappresentato dall’infarto da stress, in assenza di una malattia delle coronarie, che colpisce chi è angosciato per una notizia terribile, come un lutto familiare o è colpito da un trauma fisico o morale estremo. Ci troviamo di fronte a carne e sangue di un uomo agonizzante il cui quadro clinico è compatibile con quello di chi è stato torturato e appeso a una croce”.

Mentre l’Eucaristia, all’interno della Chiesa, è per molti aspetti sotto attacco, i miracoli eucaristici ci richiamano a una realtà di carne e sangue che ridà all’espressione “Presenza reale” tutto il suo spessore.

Aldo Maria Valli

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