E la “la parità di genere” arrivò anche sul podio del Tour

Dunque, al prossimo Tour de France per il vincitore della tappa non ci sarà più il bacio della miss. Ci saranno invece una miss e un mister. Per evitare ogni forma di sessismo, hanno detto gli organizzatori spiegando di aver risposto così a una petizione, sottoscritta da trentottomila firme, che chiedeva appunto di eliminare il classico cerimoniale con le due figliole intente a baciare il vincitore.

In realtà, causa Covid, non ci sarà alcun bacio, né della miss né del mister. E il primo in classifica dovrà pure prendersi la maglietta gialla e i fiori da solo, onde evitare qualsiasi tipo di contatto. Nemmeno i rappresentanti delle istituzioni potranno toccare i ciclisti sul podio. Niente strette di mano, niente pacche sulle spalle, niente di niente.

Che dire? Una premiazione così mette une grande tristesse. Tanto valeva abolirla. Uno si fa duecento chilometri in bici, magari su e giù per le Alpi, magari Tourmalet compreso, e alla fine neanche il bacio della miss.

D’accordo, la coppia di miss che ti aspetta al traguardo, pronta al doppio bacio da stampare sulle guance a beneficio di sponsor, non sarà poi questo grande incentivo, ma insomma tutto può aiutare. Adesso invece niente, tutti lì impalati, a distanza di sicurezza. Sorrisi imbarazzati. E quel mister!

Spero almeno che quel ragazzo lo pagheranno bene, visto che dovrà interpretare un ruolo ingrato.

– Che lavoro fai?

– Faccio il mister al Tour.

– Il mister al Tour? Sarebbe?…

– Sarebbe che omaggio il vincitore della tappa.

Parbleu! (risolino). Ma ma non era roba da donne?

– Non più. Sai, il sessismo, la discriminazione, la parità di genere, le politiquement correct

Bien sûr, c’est vrai! Allora au revoir, monsiuer (risolino). Bon travail!

Come dite? Che magari qualche ciclista gradirà la presenza del mister? No comment. Sono vecchio. Preferivo le miss. E non ci ho mai trovato niente di sessista.

E lo champagne? Si potrà ancora bere? E lo si potrà spruzzare sopra la gente? Mi sa di no. Se il virus assassino si diffonde con le goccioline, è molto probabile che per i suoi immondi scopi possa usare anche le bollicine.

Che tempi!

E pensare che una volta, fino al 1947, la regola al Tour era che le donne non potessero accedere alla zona della premiazione alla fine di una tappa. Ordine del fondatore della Grande Boucle, Henri Desgrange. Allora le femministe si lamentarono e le donne, miss comprese, furono ammesse. Corsi e ricorsi della storia. E delle corse.

“Ha vinto la facile ideologia”, ha detto al Foglio Anne Lettier, già ciclista e modella prima di diventare responsabile di un’agenzia di comunicazione a Losanna: “Ho fatto la miss per tre anni. Ed è stata un’esperienza che rifarei. Non ci ho mai visto nulla di male. Anzi. Nel mio caso mi ha permesso di conoscere chi, oltre a un bel viso e a un bel corpo, ha visto in me anche capacità e talento”. Secondo Anne Lettier, introdurre la parità di genere nelle premiazioni è solo un modo per sistemarsi la coscienza, senza affrontare i veri problemi: “Io avrei continuato a correre volentieri. Non ce l’ho fatta perché, arrivata a vent’anni, qualcosa vorresti pure guadagnare. Stando sui podi del Giro della Svizzera potevo permettermi di aiutare i miei genitori a pagare la retta universitaria. Stando su una bicicletta no”.

Il Tour de France 2020 si correrà dal 29 agosto al 20 settembre, il Giro d’Italia dal 3 al 25 ottobre. Il coronavirus ha sconvolto i calendari. Le menti sono già ampiamente sconvolte. Bonjour tristesse.

A.M.V.

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