La missione della Chiesa? Zero emissioni di carbonio. Parola di vescovo

Un vescovo inglese, che ha lanciato un piano di ristrutturazione radicale volto a chiudere per mancanza di fondi  ben 75 delle sue 150 parrocchie, ha trovato però le risorse per nominare una responsabile delle politiche sul cambiamento climatico, con un alto stipendio e il compito di supervisionare un ambizioso Centro diocesano intitolato alla Laudato sì’.

La nomina, scrive Church Militant, sta mettendo pressione su altri vescovi diocesani in Inghilterra e Galles affinché utilizzino le loro scarse risorse per lanciare progetti ecologici simili.

In una recente mail inviata al clero diocesano, il vescovo John Arnold della diocesi di Salford avverte che la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021 è “un’ultima possibilità”, e quindi, dice, “spero che, seguendo la guida di papa Francesco, avremo su questi temi un forte impatto”.

Inoltre, il vescovo scrive: “Emma Gardner, la nostra responsabile dell’ambiente, è stata intervistata a Radio 4 domenica scorsa, e questo ha sicuramente messo Salford in primo piano, perché sta facendo progressi nella risposta ai cambiamenti climatici”.

“Nello stesso programma – aggiunge il vescovo – tre giovani donne hanno detto di frequentare la chiesa ma di non aver mai sentito nulla sulla crisi ambientale” il che significa che dobbiamo “parlare più direttamente e frequentemente dell’argomento”.

Fonti della diocesi hanno riferito a Church Militant che un certo numero di sacerdoti è frustrato per il lauto stipendio pagato alla dottoressa Gardner mentre le chiese vengono chiuse e la missione di salvare anime è sostituita dall’agenda ecologista.

Parlando a Church Militant, padre Atanasio St. Michel ha detto che “la Chiesa deve decidere se investire principalmente nell’ecologia dell’anima o nel benessere dell’ambiente”.

Il commentatore culturale e teologo spiega: “Il problema del cambiamento climatico gioca nella Chiesa il ruolo di agire come una forma di attività di spostamento per coloro che si sentono a disagio con la salvezza e la cura delle anime. Sostituisce l’apocalisse del giudizio finale dell’umanità con la preoccupazione per il pianeta; essenzialmente Gaia prende il posto di Gesù sotto le spoglie di una nuova responsabilità morale. Per un vescovo deviare le scarse risorse a sua disposizione per metterle al servizio di Gaia invece che delle sue principali responsabilità apostoliche significa abbandonare il proprio dovere, e dovrebbe essere richiamato dal resto della Chiesa”.

A una domanda di Church Militant su quale sia per la diocesi il costo annuale del centro ecologico e quale lo stipendio della dottoressa Gardner, un portavoce ha risposto: “Non commentiamo gli stipendi dei singoli dipendenti, ma i nostri stipendi sono paragonabili a quelli di altre organizzazioni simili”.

“Siamo orgogliosi – ha aggiunto il portavoce – dello sviluppo del Centro Laudato Sì’ nella nostra diocesi. Il centro è alla fase iniziale, ma il valore del suo lavoro di sensibilizzazione si vede già nelle nostre parrocchie e scuole”. Il progetto “ha beneficiato molto della generosità dei donatori e dell’aiuto di volontari impegnati, che ci stanno permettendo di riutilizzare il terreno di proprietà della diocesi”.

Tra le mansioni richieste alla responsabile diocesana per l’ecologia figurano “guidare la trasformazione in linea con l’enciclica Laudato sì’ di papa Francesco e fornire una guida e una direzione strategica per sostenere pratiche ambientali nella diocesi di Salford e altrove”.

“La Chiesa cattolica – dichiara il vescovo John Arnold – riconosce la crisi ecologica che stiamo attraversando ed è desiderosa di fare la sua parte nell’attuazione della strategia del Regno Unito per zero emissioni di carbonio. Stiamo cercando di approfondire la nostra comprensione di come mettere una diocesi cattolica sulla via delle zero emissioni di carbonio, e la ricerca in corso ci dirà cosa è necessario fare e quali strutture devono essere messe in funzione. Spero che i risultati aiuteranno anche organizzazioni e istituzioni al di fuori della Chiesa, sia qui che all’estero”.

Fonti: churchmilitant.com,  stmarys.ac.uk

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