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Lettera / Ecco perché io, infermiera, ho deciso di non sottopormi al “vaccino”. E perderò il lavoro

Cari amici di Duc in altum, pubblico la lettera che ho ricevuto da un’infermiera di Genova. Buona lettura.

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Caro dottor Valli, sono un’infermiera di Genova, mi chiamo Rita Bettaglio.

In quanto professionista con trent’anni di lavoro nella sanità pubblica e obiettrice di coscienza, ho deciso di non sottopormi al cosiddetto “vaccino” contro il Sars-Cov-2, e per questo motivo, secondo il Decreto-legge del 1° aprile 2021, n. 44, Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, in materia di vaccinazioni anti Sars-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici, sono destinata, come migliaia di colleghi, a essere sospesa dal servizio e dall’ordine professionale. Significa che non potrò più lavorare da nessuna parte, perché se facessi anche solo un’iniezione a qualcuno sarebbe esercizio abusivo della professione.

Con questo Decreto di fatto si cerca di azzerare ogni opposizione intellettuale, ogni dibattito razionale e scientifico.

L’odine professionale al quale appartengo, l’Ordine professioni infermieristiche di Genova, ha festeggiato sabato 8 maggio la Giornata dell’infermiere, ed ecco qui di seguito quanto ho scritto ai responsabili in occasione di tale giornata.

A proposito della Giornata dell’infermiere, vorrei farvi presente che in questo momento l’Ordine, invece di difendere e tutelare i professionisti iscritti, si comporta in maniera assolutamente inaccettabile. Bieco collaborazionista di Big Pharma, si rende disponibile a compilare liste di proscrizione per quegli stessi professionisti che fino a qualche mese fa chiamava eroi.

Siete in grado di mostrare dati scientifici, prove tangibili, da fonte attendibile e verificata, da quella letteratura scientifica che fino a poco tempo fa citavate a ogni piè sospinto, che dimostrino che chi si è sottoposto ai vari tipi di farmaci sperimentali, erroneamente chiamati “vaccini”, non può contagiarsi né contagiare col virus SarsCov2? Siete in grado di dimostrare che chi, liberamente, secondo quella libertà di scelta sancita dalla Costituzione repubblicana, non ha assunto questi farmaci è più pericoloso dei cosiddetti vaccinati per le persone che assiste?

Voi vi rendete responsabili di tradimento nei confronti dei principi della medicina e dell’assistenza: primum non nocere.

Che cosa sapete degli effetti a medio e lungo termine di questi farmaci? Niente, perché nessuno al mondo ne sa niente. Ma millantate di saperlo e tappate la bocca a chi vorrebbe un vero, aperto dibattito scientifico, il cui obiettivo sia la verità e il bene.

Se la vostra coscienza non ve lo avesse ancora segnalato, permettetemi di ricordarvi che il Signore ascolta il grido degli oppressi e rovescia dal trono i superbi. La scena di questo mondo passa e tutti faremo i conti con la giustizia divina, presso cui conta solo la purezza del cuore.

Se per difendere la libertà, mia e degli altri, sarò sospesa dall’Ordine e dal servizio, andrò a testa alta e pregherò per voi perché, lo spero tanto, non sapete quello che state facendo. Ma siete in tempo per rendervene conto.

Rita Bettaglio, infermiera

Genova

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Cari amici di Duc in altum, è disponibile il mio nuovo libro: La trave e la pagliuzza. Essere cattolici “hic et nunc” (Chorabooks).

Uno sguardo sulla situazione della Chiesa cattolica e della fede. Senza evitare gli aspetti più controversi e tenendo conto dell’orizzonte dei nostri giorni, segnato dalla vicenda del Covid. Un diario di viaggio in una realtà caratterizzata da profonde divisioni, ma con la volontà di costruire, non di distruggere. E sapendo che il processo di conversione riguarda tutti, a partire da se stessi.

Il volume prende in esame questioni disparate (dal Concilio Vaticano II al pontificato di Francesco, dalla vita spirituale in regime di lockdown alle vicende vaticane, dal great reset alle questioni bioetiche) ma con un filo conduttore: l’amore per la Chiesa e la Tradizione, unito a una denuncia chiara sia delle derive moderniste sia delle nuove forme di dispotismo che limitano o negano le libertà fondamentali.

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