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Conferenza sul Great Reset / Il Vaticano ospita di nuovo il gotha (pro aborto) dell’ecologismo

di Edward Pentin

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen, l’inviato per il clima del presidente Biden John Kerry, ei capi dell’FMI, della Banca mondiale e dell’Unione africana prendono parte oggi a una conferenza vaticana di alto livello sul tema Dreaming of a Better Restart.

Ospitato dalle Pontificie accademie delle scienze e delle scienze sociali, l’incontro di un giorno, che prevede la partecipazione dei ministri delle finanze di Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania, Italia, Messico e Argentina, mira a “consolidare i recenti sforzi intergovernativi per combattere la disuguaglianza, il cambiamento climatico e la fame a seguito della crisi Covid”.

Il convegno, che è sia online sia in presenza, si ispira all’enciclica sociale Fratelli tutti di papa FrancescoDue i temi principali: Finanza e solidarietà fiscale, che si concentra sul programma del G 20 di ristrutturazione del debito per i paesi più poveri del mondo, e Sostenibilità ecologica integrale, che prende in esame i cambiamenti climatici nel contesto di una “sostenibile ed equa trasformazione del sistema energetico e alimentare”.

Quest’ultimo argomento riprende molti dei temi dell’Earth Summit del presidente Biden, recente conferenza online che ha riunito una serie di leader mondiali, tra cui papa Francesco. Tra le questioni affrontate, “l’ambizione climatica” di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius e l’integrazione di strategie di trasformazione energetica e alimentare per ottenere una “transizione armoniosa”.

Kerry, organizzatore principale del summit della Terra, è uno dei due oratori principali della riunione di oggi. L’altra è l’amministratore delegato del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva. Entrambi i relatori principali sono in Vaticano di persona.

All’incontro prende parte anche Raj Shah, presidente della Fondazione Rockefeller, che, insieme ai suoi progetti umanitari, da anni finanzia programmi di contraccezione a livello mondiale e  per l’aborto. Shah ha lavorato per Usaid [United States Agency for International Development, Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, fondata nel 1961, agenzia governativa statunitense per la lotta alla povertà e lo sviluppo della democrazia, ndr] durante la presidenza di Barack Obama e prima ancora ha ricoperto una serie di ruoli di leadership nella Bill and Melinda Gates Foundation.

Tra gli altri collaboratori, due relatori regolari presso le pontificie accademie: gli economisti Jeffrey Sachs e Joseph Stiglitz, entrambi allineati con la sinistra politica. Sachs, difensore del controllo della popolazione, noto per il suo sostegno acritico alla Cina e la sua stretta collaborazione con il senatore Bernie Sanders, ha utilizzato la sua ultima partecipazione a un incontro della pontificia accademia per lanciare un feroce attacco all’amministrazione Trump mesi prima delle elezioni presidenziali.

Nel materiale pubblicitario per la conferenza di oggi – che a differenza di altri eventi dell’Accademia non è stato pubblicizzato su nessuno dei siti web delle pontificie accademie – gli organizzatori affermano che “l’attuale crisi e lo stato di confusione globale non è altro che la fine del globalismo dell’egoismo, dell’esclusione e della cultura dello scarto”. Aggiungono che “la disuguaglianza e la fame stanno aumentando, ponendo importanti sfide etiche, economiche e politiche a cui devono reagire sia i responsabili politici sia la società civile”.

Il programma della conferenza rileva che papa Francesco, “come molti altri leader, ha sottolineato che questa situazione richiede un nuovo inizio di solidarietà e fraternità nella configurazione economica e politica globale dal punto di vista dello sviluppo umano”. Nel programma si legge inoltre: “Fin dagli anni Ottanta una combinazione di forze (globalizzazione dell’indifferenza, rivoluzione delle tecnologie digitali, cambiamenti istituzionali) ha generato forti effetti centrifughi nelle economie avanzate, approfondendo le divisioni esistenti”.

Queste preoccupazioni, prosegue il programma, sono state “al centro delle recenti discussioni al G7, al G20, al FMI e alle Nazioni Unite, nonché al vertice iberoamericano e, più recentemente, al vertice della Terra ospitato dal presidente Biden il 22 e 23 aprile”. Per questo motivo, si afferma che “sono necessari ampi cambiamenti nella politica internazionale e nell’architettura finanziaria per affrontare la disuguaglianza, così come piani globali per combattere il cambiamento climatico e la trasformazione del sistema alimentare”.

Gli organizzatori vaticani cercano di dare una nota di speranza dicendo che l’uomo ha le risorse per garantire che la ricchezza e i guadagni derivanti dalla libera circolazione dei capitali e del lavoro possano essere equamente distribuiti tra paesi e gruppi sociali, ma, aggiungono, “occorre volerlo”.

La pubblicità del programma cita un brano di Fratelli tutti che sottolinea l’importanza della “musica del Vangelo” che permea tutti gli aspetti della vita ed è “fonte della dignità umana e della fraternità”.

La conferenza di oggi è solo l’ultimo di una serie di incontri internazionali ospitati dal Vaticano i cui obiettivi coincidono con visioni intergovernative per il futuro, in particolare il Grande Reset promosso dal Forum Economico Mondiale.

L’iniziativa è anche coerente con la politica delle Pontificie accademie delle scienze e delle scienze sociali. Durante questo pontificato e sotto la guida del suo cancelliere argentino, monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, le accademie hanno aderito acriticamente alla visione del cambiamento climatico, limitando gli oratori ai soli sostenitori di questa ideologia e vietando la parola agli scettici sui cambiamenti climatici .

Le accademie si sono anche strettamente legate agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, che sono a loro volta al centro della discussione di oggi.

Gli SDG, il cui architetto principale è Jeffrey Sachs, sono diciassette obiettivi interconnessi elaborati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e che richiedono un’azione urgente per raggiungere entro il 2030 “un futuro migliore e più sostenibile per tutti”.

Tuttavia, il Vaticano ha taciuto sugli obiettivi 3.7 e 5.6 , che fanno entrambi riferimento a “salute sessuale e riproduttiva”, espressioni in codice con cui le Nazioni Unite intendono aborto e contraccezione.

Fonte: ncregister.com

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