Uomini giusti ai posti giusti / Il nuovo cappellano di Harvard? È ateo

Lo definiscono “cappellano umanista”. Si chiama Greg Epstein, ha quarantaquattro anni, lavora per l’Università di Harvard ed ha assunto in questi giorni il nuovo incarico di presidente dell’organizzazione dei cappellani dell’ateneo.

Un leader spirituale, in un certo senso. Solo che è ateo. Dichiarato.

Infatti, per coordinare le comunità religiose cristiane, ebraiche, indù, buddiste e di altro tipo presenti nel campus, si è pensato di trovare qualcuno che non si identifichi con nessuna religione.

Nonostante la sua totale incredulità in qualsiasi potere superiore, i cappellani di Harvard hanno ritenuto che Epstein – autore del libro Good Without God: What a Billion Nonreligious People Do Believ – fosse la scelta migliore, in linea con la crescente mancanza di religiosità dei giovani.

“C’è un gruppo emergente di persone che non si identifica più con nessuna tradizione religiosa, ma avverte ancora un reale bisogno di confronto e sostegno su cosa significhi essere un buon essere umano e vivere una vita etica”, dice Epstein al New York Times. “Noi non cerchiamo risposte in un dio. Siamo le risposte l’uno dell’altro”.

“Il tradizionale profilo liberal di Harvard e il desiderio di dare la priorità all’impegno rispetto alla tradizione – scrive  Hannah Frishberg – secondo molti addetti ai lavori ha reso Epstein un ottimo candidato per questo incarico. E, in effetti, la sua elezione è stata unanime”.

“Forse in un clima universitario più conservatore potrebbe sorgere una domanda del tipo: cosa diavolo stanno facendo ad Harvard? Un umanista come presidente dei cappellani?” dice Margit Hammerstrom, cappellano di Christian Science a Harvard. “Ma in questo ambiente funziona. Greg è noto per voler mantenere aperte le linee di comunicazione tra le diverse fedi”.

Dicono gli studenti: in un momento in cui la cultura dell’identità determina un clima teso, simile alla guerra, per molte persone in età universitaria l’attenzione di Epstein sulla collaborazione è più importante del semplice mantenimento dello status quo del culto.

“La leadership di Greg non riguarda la teologia – dichiara la ventenne studentessa di ingegneria elettronica Charlotte Nickerson – ma la cooperazione tra persone di fedi diverse e l’unione di persone che normalmente non si considererebbero religiose”.

Eccoci nel mondo dell’indifferentismo conclamato.

Fonte: nypost.com

Nella foto: Greg Epstein, a sinistra, cappellano umanista dell’Università di Harvard, posa con gli studenti dopo un incontro nel campus di Cambridge, Massachusetts (Associated Press)

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