The Viganò Tapes #4: The decree Traditionis Custodes (con traduzione)

The Viganò Tapes consist of 18 tapes each one containing a question that we asked Archbishop Viganò at the end of August 2021. This exclusive interview covers the current situation in the Church and in the world. This video is #4 of these 18 tapes, in which Archbishop Viganò explains how the recent decree, Traditionis Custodes, fits into what is happening on a global scale. The remaining tapes will be released in the coming days.

Traduzione della quarta risposta

La decisione di abolire la liturgia tradizionale – che nel 2007 era stata restituita alla Chiesa da Benedetto XVI – non è un fatto a sé e va contestualizzata in un’ottica più ampia. Bergoglio agisce su due fronti: uno ideologico, con il quale vuole impedire qualsiasi espressione di dissenso rispetto al fallimento del nuovo corso conciliare; uno di natura spirituale, volto ad impedire la propagazione del bene oggettivo del Santo Sacrificio della Messa per favorire chi in quella Messa vede un terribile ostacolo all’instaurazione del Nuovo Ordine – Novus Ordo Saeculorum – ossia del regno dell’Anticristo.

Non è possibile credere che Bergoglio non abbia ben chiare le conseguenze derivanti dalla sua decisione, o che non si renda conto che privare la Chiesa della Messa apostolica rappresenti un assist ai nemici di Cristo e al demonio stesso. È come se, in piena battaglia, il comandante di uno schieramento ordinasse ai suoi soldati di combattere contro i carri armati usando le fionde, deponendo le armi più efficaci che permetterebbero la vittoria sull’avversario.

Sono convinto che i fedeli, numerosi sacerdoti e alcuni vescovi inizino a comprendere che la questione della Messa tradizionale non si esaurisce in una semplice differenza di opinioni in materia liturgica, e per questo si chiedano come sia possibile che Bergoglio dimostri tanto accanimento per un rito sacrosanto e millenario, se non vedendo in esso una minaccia alla realizzazione del piano mondialista che egli sostiene. Per grazia di Dio, le sorti della Chiesa non sono nelle mani dell’Argentino, sulle cui spoglie si stanno già muovendo gli avvoltoi vaticani.

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Dall’estate del 2018, quando rivelò al mondo il suo memoriale sul caso dell’ex cardinale McCarrick, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò è diventato il capofila di un movimento di resistenza cattolica a difesa della retta dottrina e della fede nel segno della Tradizione, contro l’apostasia ormai dilagante. Titolare del popolare blog Duc in altum, nel quale gli interventi dell’arcivescovo compaiono spesso, Aldo Maria Valli raccoglie nel volume Nell’ora della prova numerosi contributi dell’ex nunzio negli Usa: testi che, spaziando dall’analisi della situazione della Chiesa a temi di spiritualità, compongo un quadro indispensabile per capire che cosa significa oggi essere cattolici. Un testo che l’arcivescovo ha scritto per amore alla verità e rinunciando a tutte le royalties derivanti dalle vendite.

“Ascoltare, o riascoltare, la voce di monsignor Viganò – scrive Valli – è come salire in cima a una montagna. È come respirare a pieni polmoni dopo essere rimasti troppo a lungo esposti ai miasmi della menzogna, delle mezze verità, delle parole che nascono dall’opportunismo politico e non dall’amore per la Verità”.

Carlo Maria Viganò (Varese, 1941), consacrato arcivescovo da san Giovanni Paolo II nel 1992, ha lavorato nella segreteria di Stato della Santa Sede ed è stato segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America.

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