Lettera ad Aldo Maria Valli sul clero

di Aurelio Porfiri

Caro Aldo Maria,

noto che nei tuoi messaggi insisti molto sul clero e fai bene, in quanto noi come cattolici riconosciamo il ruolo di coloro che si consacrano in modo speciale a Dio, specialmente i sacerdoti. E tu chiedi al clero di essere degno della propria vocazione. E, di nuovo, fai bene, anche se sicuramente pure tu sei consapevole delle debolezze umane.

Io, ti dico onestamente, comprendo le cadute di molto clero, anche i peccati, perché so benissimo che se io fossi giudicato in modo restrittivo certamente non ne uscirei bene. Cerco di non fare agli altri quello che non vorrei fosse fatto a me. Quando sento dell’ennesimo sacerdote scoperto con la tonaca alzata (tonaca si fa per dire, in quanto ora non la porta più nessuno) provo dispiacere ma anche compassione, perché capisco che a volte la grazia non arriva a supplire in tempo alle lacerazioni della colpa originale.

Però c’è una cosa che non riuscirò mai a capire e a giustificare. Cioè quando si incontrano sacerdoti cattivi, malvagi, degli autentici mascalzoni. Io ne ho incontrato qualcuno, ai miei tempi in Asia e anche qui in Italia. Non semplici peccatori (e lo siamo tutti) ma persone dedite al male. Ora, se un sacerdote cade nell’avere sesso è un peccatore, ma se organizza un giro di prostituzione è un delinquente. C’è una bella differenza. Eppure, cosa capita? Che questi sacerdoti non vengono privati del loro stato, ma magari spostati da una parte e dall’altra in modo che possano spargere il loro veleno ovunque. Ripeto, non si tratta di peccatori, ma di delinquenti, persone così corrotte che certamente non dovrebbero essere messe in contatto con i fedeli. Persone che spesso hanno o hanno avuto guai comprovati con la giustizia, eppure eccoli risorgere bianchi come la neve, per continuare a opprimere con il loro squilibrio mentale, emotivo e spirituale le povere pecorelle che si avvicinano ai pastori e trovano i lupi. Certo, sono una minoranza sui tanti sacerdoti di buona volontà, ma una minoranza che fa rumore, proprio perché molti non si possono spiegare come nella Chiesa si possa scambiare la giusta misericordia che si riserva ai peccatori con l’omertà che si spaccia ai delinquenti.

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