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Dannoso e potenzialmente scismatico. Cattolici tedeschi giudicano così il Cammino sinodale in corso in Germania

Nonostante la grancassa dell’informazione allineata sia largamente favorevole, il Cammino sinodale in corso nella Chiesa tedesca non è fatto proprio da tutti i cattolici di Germania. Alcuni di loro, anzi, hanno prodotto un documento che lo critica senza mezzi termini.

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di Edward Pentin 

All’apertura, giovedì scorso a Francoforte, della seconda riunione ad alto livello del Cammino sinodale della Chiesa tedesca, un gruppo di fedeli laici tedeschi ha pubblicato il proprio manifesto di riforma che critica il processo pluriennale come promotore della disunità, privo delle condizioni per una vera riforma e foriero di uno scisma.

Sotto il titolo Neuer Anfang (Nuovo inizio. Un manifesto per la riforma), gli autori della campagna riconoscono la necessità di una “riforma fondamentale” della Chiesa, ma sostengono che la crisi degli abusi, che ha innescato il Cammino sinodale, è stata “strumentalizzata” al fine di attuare “una nota agenda politico-ecclesiastica”.

Il Cammino sinodale, che è iniziato nel gennaio 2020 e si concluderà il prossimo febbraio, mira ad affrontare le questioni chiave che si dice derivino dalla crisi degli abusi sessuali da parte del clero. Il focus è su quattro temi che nelle discussioni sono affrontati ognuno sotto la guida di un vescovo e un laico: potere e autorità, morale sessuale, vita sacerdotale e ruolo delle donne nella Chiesa.

Il Cammino sinodale è stato criticato come mezzo per far passare cambiamenti altamente controversi e proibiti, molti dei quali riguardano la Chiesa universale, come l’ordinazione delle donne e la benedizione delle unioni omosessuali, nonché una riforma radicale della struttura sacramentale e gerarchica della Chiesa.

I fedeli laici che stanno dietro il manifesto, che si definiscono esperti di antropologia, etica, filosofia, teologia e giornalismo, sottolineano che qualsiasi riforma deve essere centrata sul Vangelo e sulla “parola viva di Dio”, e che la coscienza impedisce loro di sostenere richieste o seguire iniziative che minacciano di sciogliere il legame con la Parola viva di Dio o di relativizzarla.

I promotori rifiutano sia la pretesa del Cammino sinodale di “parlare per tutti i cattolici in Germania e di prendere decisioni vincolanti per loro”, sia la sua “ridistribuzione laica permanente del potere e la secolarizzazione all’interno della Chiesa”.

“Disobbedienza e ribellione”

Gli autori criticano il Cammino sinodale come “evidentemente disinteressato ai processi di pentimento e rinnovamento spirituale” e per aver discusso di questioni etiche al fine di inserire la Chiesa nel “mainstream culturale”.

“Poca attenzione viene data alla domanda su come le persone del nostro tempo possano trovare crescita, guarigione e integrazione alla luce del Vangelo e nel rapporto con Gesù Cristo”. Gli autori sottolineano inoltre che la lettera di ammonimento del 2019 di papa Francesco ai vescovi tedeschi sul Cammino sinodale è stata “semplicemente ignorata” e l’insegnamento papale sulle questioni fondamentali “è stato messo da parte con arroganza”.

“La Chiesa cattolica è cattolica finché è in unità vivente e in dialogo con la Chiesa universale”, sostengono poi gli autori del manifesto. “Non vogliamo essere una Chiesa di disobbedienza e ribellione e rifiutare qualsiasi tentativo di stabilire una propria via ecclesiastica in Germania”.

Il Cammino sinodale, aggiungono, vuole spezzare il potere di vescovi e sacerdoti portandoli sotto il potere di funzionari laici. E mentre riconoscono la necessità di una maggiore partecipazione laica, specialmente da parte delle donne, chiariscono che non vogliono “una Chiesa di funzionari con un apparato gonfio e chiacchiere permanenti”.

Criticano inoltre il Cammino sinodale per aver trascurato il peccato, la fragilità della natura umana e la complementarità dei sessi, oltre ad aver oscurato la chiamata al sacerdozio “emarginandola teologicamente e strategicamente”.

Gli autori affermano più volte che il Cammino sinodale ha sfruttato la crisi degli abusi, snaturando il dibattito che necessita di “massima cura e attenzione” e promuovendo invece una Chiesa autoreferenziale orientata all’autoconservazione. Un approccio che “non porta alla riforma, ma in definitiva all’ateismo ecclesiale. L’unico rimedio è il rinnovamento dal profondo del Vangelo. Va’ e agisci secondo ciò che Egli ti dice”.

Il Cammino sinodale «manca le condizioni per una vera riforma» e, fissandosi su strutture esterne, «manca il cuore della crisi; viola la pace nelle congregazioni, abbandona il cammino dell’unità con la Chiesa universale, danneggia la Chiesa nella sostanza della sua fede e apre la via allo scisma».

Grande tensione

La notizia del manifesto arriva in un momento di grande tensione nella Chiesa in Germania, mentre gli organizzatori del Cammino sinodale portano avanti il ​​loro programma, emarginando e mettendo a tacere i critici che, in risposta, stanno aumentando la loro resistenza.

Uno dei critici di lunga data del Cammino sinodale, il vescovo Rudolf Voderholzer di Ratisbona, ha tenuto un’omelia in cui ha accusato i leader del processo di strumentalizzazione degli abusi sessuali “per cercare di rimodellare la Chiesa cattolica sulla falsariga degli ordini protestanti”.

I suoi commenti sono arrivati ​​nella stessa settimana in cui si è aperta a Francoforte la seconda sessione plenaria dell’Assemblea sinodale, l’organo decisionale supremo del Cammino sinodale.

Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il vescovo Georg Bätzing, ha criticato fermamente i commenti del vescovo Voderholzer, affermando all’apertura dell’assemblea che essi sono “totalmente inaccettabili e altamente presuntuosi” e non hanno reso “giustizia alle persone colpite”.

All’inizio di settembre, monsignor Voderholzer ha lanciato il proprio sito web sul Cammino sinodale che mira a dare contributi al processo sinodale attraverso testi fedeli all’insegnamento e alla tradizione della Chiesa.

La sua prima controproposta, scritta da un gruppo di quattro laici e sacerdoti nel forum del Cammino sinodale sul potere e l’autorità nella Chiesa, è stata lodata dal cardinale Walter Kasper, visto come rappresentante non ufficiale di papa Francesco presso la Chiesa in Germania. Il porporato ha detto che il testo analizza chiaramente i problemi esistenti, in contrasto con il documento ufficiale del Cammino sinodale sull’argomento, un testo tale per cui “alla fine, molti si chiedono se tutto questo sia ancora del tutto cattolico”.

Ulteriori segnali di tensione sono stati testimoniati in un discorso tenuto da monsignor Bätzing a un gruppo di duecento politici il 27 settembre, in cui ha criticato le “parole di ammonimento” della Curia romana su questioni come la benedizione delle unioni omosessuali che, secondo lui , “hanno ricevuto risposta molto tempo fa nella nostra società illuminata e amante della libertà”.

Bätzing ha anche criticato papa Francesco per non aver licenziato il cardinale Rainer Maria Woelki di Colonia per “gravi errori nel suo approccio” ai casi di abusi, anche se un’indagine vaticana ha scagionato il cardinale da qualsiasi illegittimità nella gestione di quei casi. Il papa ha invece consigliato al cardinale Woelki che, come il vescovo Voderholzer è stato uno dei pochi critici schietti del Cammino sinodale, di prendersi un periodo di congedo perché «l’arcivescovo e l’arcidiocesi hanno bisogno di un tempo di pausa, di rinnovamento e di riconciliazione».

Molti avevano sospettato che il cardinale, 65 anni, fosse preso di mira per la rimozione a causa della sua resistenza al Cammino sinodale. Ora resterà in anno sabbatico fino a marzo del prossimo anno, quando il Cammino sinodale sarà appena terminato.

Uno dei fondatori del gruppo laico Neuer Anfang, Bernhard Meuser, ha criticato il trattamento del cardinale Woelki in Germania, scrivendo in un articolo del 27 settembre per Catholic News Agency che il cardinale è stato braccato come un animale.

Tra i “cani da preda”, ha detto Meuser, c’è Thomas Sternberg, capo dell’influente Comitato centrale laico dei cattolici tedeschi (ZdK) che sta assumendo un ruolo di primo piano nel Cammino sinodale e nell’agenda riformista. Inoltre, Meuser ha notato che tale opposizione al cardinale di Colonia è in contrasto con il trattamento riservato al cardinale Reinhard Marx di Monaco, il quale è colpevole di maggiori omissioni del cardinale Woelki, ma la cui offerta di dimissioni è stata rifiutata da Francesco all’inizio di quest’anno.

Secondo Meuser, le cose hanno recentemente preso una “svolta drammatica” nella Chiesa in Germania, “con una quantità infinita di dinamite nell’aria”.

Ha sottolineato che la Conferenza episcopale è divisa in una maggioranza di sostenitori del Cammino sinodale, e una minoranza di vescovi fedeli al magistero “che si sentono come se fossero in cattività babilonese”.

Ma i vescovi di tendenza ortodossa “vogliono rimanere in dialogo fino alla fine”, una mossa che “porterà al disastro”.

“Se i vescovi non hanno la forza di resistere”, ha detto Mauser, “noi laici non ci lasceremo distruggere la Chiesa che amiamo, e che è la nostra casa spirituale”.

Fonte: ncregister.com

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