Aumentano i casi di ansia, depressione e psicosi a causa della “pandemia”

di Enrica Perucchietti

I casi di ansia, depressione e psicosi sono aumentati negli ultimi due anni in tutto il mondo a causa della Covid-19, e anche del corredo di lockdown, solitudine e terrore indotto dai media che ha portato con sé. A dimostrarlo sono i più recenti studi scientifici, che sanciscono un incremento dei disturbi mentali. Per questo si parla sempre più spesso di “sindemia”: la Covid-19 non è soltanto un’emergenza sanitaria, ma ha ripercussioni economiche, emotive, sociali e psichiche.

La crisi economica provocata dalla pandemia induce un senso di precarietà, incrementando a sua volta il disagio mentale in tutta la popolazione. Secondo un recente studio rilanciato dal Guardian, in tutto il mondo, sono 76 milioni i casi in più di ansia e 53 milioni i casi in più di depressione rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato senza la pandemia. Donne e giovani sono i più colpiti.

Durante la pandemia, solo in Italia i sintomi depressivi nella popolazione sono quintuplicati, quelli gravi sono aumentati addirittura più di sette volte in pochi mesi. Cresce pertanto la pressione sui centri di salute mentale, con l’Italia tuttora fanalino di coda in Europa per le risorse a loro destinate.

Come se non bastasse, nel nostro Paese, il suicidio è diventato la seconda causa di morte tra i giovani compresi tra i 15 e i 24 anni. In aumento, a causa della situazione di incertezza e dei lockdown, anche i fenomeni di stress e autolesionismo. Molte ricerche sulla pandemia e sugli effetti del lockdown dimostrano che gli adolescenti soffrono di “un elevato livello di stress” ; l’abuso dei dispositivi tecnologici e la mole di ore passate davanti al PC non aiuta.

Secondo un’inchiesta del Guardian, in Inghilterra sono aumentati anche i casi di psicosi poiché un numero crescente di persone sperimenta allucinazioni e pensieri deliranti. I dati del NHS mostrano che c’è stato un aumento del 29% del numero di persone che si sono rivolte ai servizi di salute mentale per il loro primo sospetto episodio di psicosi tra aprile 2019 e aprile 2021. L’aumento è continuato per tutta la primavera, con 9.460 riferiti a maggio 2021, in crescita del 26% rispetto ai 7.520 di maggio 2019.

Questi numeri sono un motivo di allarme che ha spinto l’ente benefico Rethink Mental Illness a esortare il governo inglese a investire di più nell’intervento precoce per la psicosi per prevenire un ulteriore peggioramento della salute mentale delle persone da cui potrebbero volerci anni per riprendersi.

Brian Dow, vice amministratore delegato di Rethink Mental Illness, ha dichiarato: “La pandemia ha avuto un effetto rivoluzionario sulla nostra salute mentale e richiede una risposta rivoluzionaria. Fondi aggiuntivi dedicati per la salute mentale e l’assistenza sociale devono andare ai servizi di prima linea per aiutare a soddisfare la nuova domanda, altrimenti migliaia di persone potrebbero sostenere un costo catastrofico”.

Fonte: visionetv.it

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