Monsignor Viganò: “Ognuno di noi oggi ha il privilegio di potersi schierare sotto i vessilli di Cristo”

Intervento di monsignor Carlo Maria Viganò alla Catholic Identity Conference

Holy War: The Kingship of Christ vs. The Great Reset

From Rome to Davos: A Catholic’s Duty to Resist

Resistite fortes

Arcivescovo Carlo Maria Viganò, nunzio apostolico 

Greatest Reset: questa felice espressione è mutuata da quella che da ormai alcuni anni sentiamo ripetere dall’élite globalista, il Great Reset, che nella mente dei suoi fautori dovrebbe costituire una grande ripartenza, appunto, basata su nuovi equilibri sociali ed economici. Non mi dilungherò quindi su cosa sia il Great Reset, ma su cosa viceversa debba essere il Greatest Reset, ossia quel “nuovo inizio” che solo Nostro Signore Gesù Cristo, Re e Signore dei singoli e delle nazioni, può realizzare.

Nell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo echeggiano le parole eterne e sacre del Verbo Incarnato: «Ecce nova facio omnia», «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21, 5). Quando parliamo quindi di Greatest Reset, ci riferiamo alla manifestazione dell’onnipotenza di Dio, al dispiegamento della Sua destra, alla sconfitta dei Suoi nemici. Noi, dal canto nostro, rispondiamo a queste parole facendo nostro il motto di San Pio X: «Instaurare omnia in Christo», ripreso dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini: «Riunire nella ordinata pienezza dei tempi in Cristo tutte le cose: quelle che sono nei cieli, e quelle che sono in terra» (Ef 1, 10).

Ma se è nostro dovere ricapitolare tutto in Cristo, affinché Egli faccia nuove tutte le cose, occorre allora che comprendiamo in tutta la sua drammatica evidenza quanto avviene intorno a noi, che riconosciamo la matrice intrinsecamente perversa dell’ideologia che sta dietro alla farsa pandemica, e soprattutto che ci rendiamo conto della impossibilità di cedere ad alcun compromesso con i nemici di Cristo, della Chiesa e del genere umano. Ricapitolare in Cristo tutte le cose: in Lui, che è Alfa e Omega, principio e fine, tutto deve trovare la propria origine, il proprio sviluppo e il proprio compimento. Mi viene alla mente un’orazione del Messale: «Actiones nostras, quæsumus, Domine, aspirando præveni et adjuvando prosequere, ut cuncta nostra operatio a te semper incipiat, et per te coepta finiatur». Nella limpida prosa del latino troviamo compendiata l’ispirazione iniziale, l’aiuto nell’esecuzione, l’inizio e la fine di ogni nostra azione in Dio.

Se osserviamo il modo in cui sono stati condotti il Great Reset e la farsa pandemica, ci accorgiamo che nulla di quanto è stato compiuto dai globalisti è ispirato al bene; al contrario, vediamo che ciò che ispira l’azione criminale di costoro è l’odio teologico nei confronti del Dio Creatore e Salvatore; ciò che consente la diffusione della frode planetaria è la menzogna, il ricatto, l’inganno e la corruzione; tutto per costoro inizia e si compie in nome della morte, della malattia, del terrore. È il caos infernale opposto al cosmo divino, il disordine opposto all’ordine, il bene al male. Il marchio del Great Reset è l’avversione di Satana verso l’opera mirabile della Creazione ed ancor più verso il miracolo della Redenzione: colui che è omicida sin dal principio e che è dannato per l’eternità a causa della sua ribellione alla Maestà di Dio, si scatena per trascinare con sé all’Inferno quante più anime possibile, come gesto di sfregio e di oltraggio a quel Dio, che «ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Gv 13, 16). Invidia e superbia muovono l’opera del demonio e dei suoi servi, per diffondere sulla terra quella infernale tirannide che è pallida anticipazione dei tormenti dell’eternità. Invidia della grazia che una creatura fatta di anima e corpo possa aver mosso a compassione la Santissima Trinità, al punto che il Verbo Eterno si è fatto uomo come noi, ha preso la nostra carne mortale, per renderci partecipi della Sua divinità, come recita una delle preghiere dell’Offertorio: «ejus divinitatis esse consortes, qui humanitatis nostrae fieri dignatus est particeps»Al gesto di mirabile umiltà del Figlio di Dio, risponde il grido orgoglioso e sciagurato di Lucifero.

Il Greatest Reset è certissimo e ontologicamente necessario: le porte degli Inferi non prevarranno. Il Cristiano non crede in due divinità opposte, secondo la visione manichea dei seguaci del Nuovo Ordine Mondiale e della Massoneria. Non vi è un “dio” buono – Satana – che porta la luce all’uomo dopo secoli di oscurantismo e di superstizione, e non vi è un “dio” cattivo – il Dio biblico – che con crudeltà semina morte e dolore su una umanità schiava. Questa è la dottrina esoterica delle sette che ispirano l’ideologia globalista, una dottrina eretica e blasfema che ripugna alla ragione ancor prima che alla Fede. Il Cristiano sa che l’onnipotenza di Dio sbaraglierà l’empio «con il soffio delle sue labbra» (Is 11, 4), e che l’azione del demonio è permessa dal Signore per punire i malvagi e mettere alla prova i buoni. Non abbiamo quindi motivo di temere circa l’epilogo di questa battaglia epocale, perché Iddio non mente né può ingannarsi.

Ma fino al giorno del trionfo di Nostro Signore su Satana, quante persecuzioni, quanti dolori, quante vittime cadono nello schieramento dei buoni! E quante lacrime sono versate dai genitori sulle sorti dei figli, dai figli per i genitori, dai vecchi che guardano come una liberazione la morte ormai prossima, dai giovani che affrontano con angoscia il futuro fosco e minaccioso che li attende! Noi ci troviamo in questa fase, che non è più di transizione, ma che ancora non è giunta all’epilogo che tutti speriamo e crediamo. Una fase in cui il regno dell’Anticristo sta instaurandosi con la cooperazione di tutte le istituzioni mondiali: governanti, magistrati, forze dell’ordine, medici, giornalisti, ecclesiastici. «Dixit insipiens in corde suo: Non est Deus. Corrupti sunt, et abominabiles facti sunt in studiis suis; non est qui faciat bonum, non est usque ad unum» (Ps 14, 1). Ognuno agisce e si comporta non solo come se Dio non ci fosse, ma anzi in aperta guerra contro Cristo e contro la Chiesa. Sono tutti corrotti e fanno cose abominevoli, non c’è nessuno che faccia il bene… Eppure, se col Salmista deploriamo questa rovina che ci assedia, questa malvagità opprimente che cerca di impedirci di compiere il bene e ci vuole costringere al male – ivi compreso il sottoporre noi stessi e i nostri figli al siero genico – nondimeno vi sono molte anime che non cedono al ricatto, che combattono la buona battaglia, il «bonum certamen» (2Tim 4, 7) di cui parla l’Apostolo proprio in riferimento ai tempi della grande apostasia: «Verrà il giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero» (ibid., 3). Maestri secondo le proprie voglie: chierici e Prelati che predicano eresie e usano della propria autorità per indurre i fedeli a vaccinarsi; medici ed esperti che rinnegano la vera scienza per avere notorietà e guadagni; politici e governanti che non perseguono il bonum commune ma obbediscono a poteri sovranazionali e a potentati finanziari; magistrati e forze dell’ordine asservite al regime totalitario; giornalisti che si prostituiscono senza pudore falsificando la realtà, censurando la verità, criminalizzando i dissenzienti.

Non possiamo certo dire di non essere stati avvertiti: «Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto» (Mt 24, 21-24). Quanti falsi cristi e falsi profeti, intorno a noi! Quanti portenti e miracoli, grazie agli inganni dei media mainstream e alla menzogna divenuta norma! E quanti eletti indotti in errore, quanti Cattolici che si sono lasciati sedurre da un’impostura colossale, dopo decenni di compromessi e di cedimenti, tutti volti indistintamente al perseguimento di questa «tribolazione grande», all’instaurazione del Nuovo Ordine tramite il Great Reset e con il pretesto di una falsa pandemia!

Ma i portenti di Satana non durano, come non dura l’immunità del vaccino tramite il quale si vuole decimare la popolazione mondiale, sottoponendo i superstiti ad una dittatura infernale e disumana. E gli eletti possono aprire gli occhi, usare il proprio raziocinio e gli ammonimenti della Sacra Scrittura per riconoscere l’opera del Nemico, denunciarla, scoprirne i piani, rivelarne i complici. E prima ancora, comprendere quello che avviene, inquadrarlo in chiave soprannaturale ed escatologica, combatterlo con le armi più efficaci.

Il nostro dovere, in questo momento storico, è di combattere il «bonum certamen» per acquistare quei meriti dinanzi a Dio, che possono indurlo ad abbreviare il tempo della tribolazione: «E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati» (Mt 24, 22). L’esito della battaglia, come ho detto, è certissimo e inesorabile; ma la durata della persecuzione dipende da noi, «a causa degli eletti». Dipende dalla nostra testimonianza di Fede e di coraggiosa difesa della Verità, sia essa minacciata da un Argentino che accusa un Porporato di essere “negazionista” o che vuole impedire la celebrazione della Messa cattolica; sia essa messa in pericolo da virologi corrotti o da politici asserviti all’élite globalista; sia essa taciuta dal giornalista di regime o negata dall’intellettuale conservatore.

Ognuno di noi, oggi, ha il privilegio di potersi schierare sotto i vessilli di Cristo: «Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi, e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere» (Ef 6, 10-20).

San Paolo usa una metafora militare che mi pare perfettamente adatta al momento presente. Egli ci esorta al combattimento, ammonendoci che non si tratta di un conflitto umano, ma di una battaglia «contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (ibid., 12). Da qui inizia, davvero, il Greatest Reset. Inizia nel momento in cui ognuno di noi comprende di non essere un silenzioso spettatore o un disarmato osservatore della carneficina che va compiendosi, ma un prezioso soldato di un’armata che deve la sua forza a Colui che la comanda e a Colei che la guida: noi possiamo essere poveri peccatori e pieni di difetti; ma se non rispondiamo alla nostra vocazione di Cristiani, di “soldati di Cristo” quali siamo divenuti con l’unzione della Cresima; se accettiamo supinamente la violenza e la sopraffazione tanto dei falsi pastori che infestano l’Ovile del Signore quanto dei traditori che occupano le istituzioni pubbliche, ci sottraiamo anche all’opportunità che la Provvidenza ci concede di esser parte della vittoria di Cristo. Una vittoria che ci sarà comunque, e che sarà talmente folgorante e miracolosa da sbaragliare definitivamente Satana e i suoi servi; ma – attenzione! – sarà una vittoria a cui i disertori e gli imboscati non avranno parte, mentre saranno oggetto di condanna da parte di chi ha combattuto e da parte di Dio stesso, che su costoro pronuncia una terribile sentenza: «Io ti vomiterò dalla mia bocca» (Ap 3, 16). Mentre a quanti hanno preso parte alla battaglia, schierandosi con fierezza al fianco del loro Signore, Egli dice: «Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono» (ibid, 21).

Adoperiamoci dunque per abbreviare i giorni della tribolazione e per far sì che il Greatest Reset si realizzi presto, ponendo fine alla tirannide di questa setta di invasati asserviti al maligno. Facciamolo allenandoci come atleti della Fede nell’esercizio delle virtù e nella crescita spirituale, sempre conservandoci nella Grazia di Dio. Facciamolo pregando per i nostri fratelli, per i nostri Superiori ecclesiastici e civili, per i nostri nemici: possa il Signore toccare il loro cuore e indurli al pentimento, facendo sì che essi denuncino le pressioni e i ricatti cui sono stati sottoposti e i nomi dei responsabili. Facciamolo dicendo la verità, senza rispetti umani, senza cedimenti e senza lasciarci intimidire: mi appello soprattutto a coloro che hanno posizioni di responsabilità e che possono far venire alla luce la rete di inganni, di reati e di conflitti di interesse che ha reso possibile questo scandaloso complotto planetario. Facciamolo – e concludo – rimanendo fedeli a ciò che ci è stato insegnato, alla Fede dei nostri Padri, alla civiltà che essa ha fatto germogliare e fiorire nella nostra Patria, al mondo che costoro vorrebbero cancellare.

Se ognuno di noi si farà tabernacolo della Santissima Trinità e trono di Cristo Re, le società in cui noi vivremo – tanto la cosa pubblica quanto la Chiesa – non potranno che inchinarsi anch’esse a Nostro Signore, perché saremo lievito che fa crescere l’impasto (Gal 5, 9), luce del mondo (Mt 5, 14) e sale della terra (Mt 5, 13). Sia questo l’inizio del vero Greatest Reset che invochiamo alla Maestà divina, per l’intercessione della nostra Santissima Madre, Mediatrice di tutte le Grazie e Aiuto dei Cristiani. E così sia.

+ Carlo Maria Viganò, arcivescovo

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I video:

https://remnant-tv.com/video/496/the-greatest-reset-from-rome-to-davos-a-catholic-s-duty-to-resist-

https://rumble.com/voz5mz-the-greatest-reset-from-rome-to-davos-a-catholics-duty-to-resist.html

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Versione in lingua inglese

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Holy War: The Kingship of Christ vs. The Great Reset

The Greatest Reset

From Rome to Davos: A Catholic’s Duty to Resist

Archbishop Carlo Maria Viganò, Former Apostolic Nuncio in the United States

The Greatest Reset: this happy expression recalls the one we have heard repeated by the globalist elites for many years now – “The Great Reset” – which in the minds of its supporters is meant to be precisely that: a great starting over based on a new social and economic balance. Thus, I will not speak at length about what the Great Reset is, but rather about what the Greatest Reset ought to be: namely, the “New Beginning” that only Our Lord Jesus Christ, King and Lord of individuals as well as nations, can accomplish.

In the Apocalypse of Saint John the Apostle the eternal and sacred words of the Incarnate Word resound: “Ecce nova facio omnia” – “Behold, I make all things new” (Rev 21:5). Thus, when we speak about the Greatest Reset, we are referring to the manifestation of the omnipotence of God, to the baring of his Mighty Arm, to the defeat of His enemies. We, for our part, respond to these words by making the motto of Saint Pius X our own – “Instaurare omnia in Christo” – taken from the Letter of Saint Paul the Apostle to the Ephesians: “To reunite all things in Christ in the fullness of time: those that are in heaven and those that are on earth” (Eph 1:10).

But if it is our duty to recapitulate everything in Christ, so that He may make all things new, it is necessary then that we understand what is happening around us in all its dramatic evidence, that we recognize the intrinsically perverse matrix of the ideology that lays behind the pandemic farse, and above all that we realize the impossibility of yielding to any compromise with the enemies of Christ, of the Church, and of the human race. Recapitulating all things in Christ: in Him, who is Alpha and Omega, the beginning and the end, everything must find its proper origin, development, and completion. A prayer from the Missal comes to mind: “Actiones nostras, quæsumus, Domine, aspirando præveni et adjuvando prosequere, ut cuncta nostra operatio a te semper incipiat, et per te cœpta finiatur” – “Direct, we beseech Thee, O Lord, our prayers and actions by Thy holy inspirations, and carry them on by Thy gracious assistance, so that every work of ours may always begin with Thee, and through Thee come to completion.” The lucid Latin prose provides a summary of how the initial inspiration, the help in execution, and the beginning and the end of every one of our actions is found in God.

If we observe the way in which the Great Reset and pandemic farce have been carried out, we notice that nothing of what has been done by the globalists has been inspired by good; on the contrary, we see that what inspires their criminal action is theological hatred of God the Creator and Savior; what allows the spread of the planet-wide fraud is lies, blackmail, deceit, and corruption; everything for them begins and ends in the name of death, sickness, and terror. It is the infernal chaos opposed to the divine cosmos, disorder opposed to order, the good opposed to that which is evil. The mark of the Great Reset is the aversion of Satan to the wondrous work of Creation and even more to the miracle of the Redemption. He who is a murderer from the beginning, and who is condemned for eternity because of his rebellion against the Majesty of God, rages in order to drag as many souls as possible with him to Hell, as a gesture of affront and insult against the God “who so loved the world that He sent His Only-Begotten Son, that whoever believes in Him may not perish but may have eternal life” (Jn 3:16). Envy and pride motivate the work of the devil and his servants, to spread on earth that infernal tyranny that is a pale anticipation of the torments of eternity. Envy of the grace that a creature composed of soul and body could have moved the Most Holy Trinity to compassion, to the point that the Eternal Word became man like us and took on our mortal flesh in order to make us sharers in His divinity, as one of the prayers of the Offertory says: “eius divinitatis esse consortes, qui humanitatis nostræ fieri dignatus est particeps” – “sharers in his divinity, who humbled himself to share in our humanity.” This gesture of the admirable humility of the Son of God contrasts with the proud and wicked cry of Lucifer.

The Greatest Reset is most certain and ontologically necessary: the gates of Hell will not prevail. Christians do not believe in two opposed divinities, following the Manichean vision of followers of the New World Order and Freemasonry. There is not a good “god” – Satan – who brings light to man after centuries of obscurantism and superstition, and there is not a bad “god” – the Biblical God – who cruelly scatters death and pain on an enslaved humanity. This is the esoteric doctrine of the sects that inspires the globalist ideology, a heretical and blasphemous doctrine that is repugnant to reason even before it is repugnant to faith. The Christian knows that the omnipotence of God will defeat the wicked “with the breath of his lips” (Is 11:4), and that the action of the devil is permitted by the Lord in order to punish evildoers and test those who are good. Thus we have no reason to worry about the outcomes of this epochal battle, because God does not lie nor can he be mistaken.

But until the day of Our Lord’s triumph over Satan, how many persecutions there are, how much suffering occurs, how many victims fall among the ranks of the good! And how many tears are shed by parents over the fate of their children, by children for their parents, by the elderly who look upon their approaching death as a liberation, by the young who anguishedly face the gloomy and threatening future that awaits them. We are in this phase, which is no longer transitional, but which has not yet reached the outcome which we all hope for and believe in. A phase in which the kingdom of the Antichrist is establishing itself with the cooperation of all the world institutions: rulers, magistrates, law enforcement agencies, doctors, journalists, and churchmen. “Dixit insipiens in corde suo: Non est Deus. Corrupti sunt, et abominabiles facti sunt in studiis suis; non est qui faciat bonum, non est usque ad unum.” – “The fool has said in his heart: There is no God. They are corrupt, and have become abominable in their ways; there is no one who does good, not even one” (Ps 14:1).

Everyone acts and behaves not only as if God did not exist, but even in open warfare against Christ and against the Church. They are all corrupt and do abominable things; there is no one who does good… Yet, if with the Psalmist we deplore this ruin that besieges us, this oppressive wickedness that tries to prevent us from accomplishing good and wants to compel us to do evil – including subjecting ourselves and our children to the genetic serum – nevertheless there are many souls who do not give in to blackmail, who fight the good fight, the “bonum certamen” (2 Tim 4:7) of which Saint Paul the Apostle speaks precisely in reference to the times of the great apostasy: “For there shall be a time when they will not endure sound doctrine, but, having itching ears, they will heap to themselves teachers according to their own desires, refusing to listen to the truth in order to turn to fables. But you, be vigilant, know how to endure sufferings, do the work of an evangelist, fulfill your ministry” (2 Tim 4:3). Teachers according to their own desires: clergy and Prelates who preach heresies and use their authority to lead the faithful to get vaccinated; doctors and experts who deny true science for the sake of notoriety and gain; politics and rulers who do not pursue the bonum commune but instead obey supra-national powers and financial potentates; magistrates and law-enforcement agencies subservient to the totalitarian regime; journalists who shamelessly prostitute themselves by falsifying reality, censoring the truth, and criminalizing dissenters.

We certainly cannot say that we have not been warned: “For there shall be then great tribulation, such as hath not been from the beginning of the world until now, nor ever will be. And if those days were not shortened, no one living would be saved; but for the sake of the elect those days will be shortened. If someone then says to you: ‘Look, here is the Messiah,’ or, ‘There he is,” do not believe it. False messiahs and false prophets will arise, and they will work great signs and miracles so as to lead even the elect into error if possible. Behold, I have told it you beforehand” (Mt 24:21-24). How many false christs and false prophets are around us! How many signs and miracles, thanks to the deceptions of the mainstream media and the lie that has become the norm! And how many elect are led into error, how many Catholics who have allowed themselves to be seduced by a colossal deception, after decades of compromises and yielding, all aimed indiscriminately at the pursuit of this “great tribulation,” at the establishment of the New Order through the Great Reset and with the pretext of a false pandemic!

But the wonders worked by Satan do not last, just as the immunity of the vaccine does not last by which they want to decimate the global population, subjecting the survivors to an infernal and inhuman dictatorship. And the elect can open their eyes, using their own reasoning and the warning of Sacred Scripture, to recognize the work of the Enemy, denounce it, unveil his plans, and reveal the accomplices. And even before that, understanding what is happening, framing it in a supernatural and eschatological key, fighting it with the most efficacious weapons.

Our duty, in this historical moment, is to fight the “bonum certamen” – the good fight – in order to acquire those merits before God that may lead Him to shorten the time of tribulation: “And if those days were not shortened, no one living would be saved; but for the sake of the elect those days will be shortened” (Mt 24:22). The outcome of the battle, as I have said, is most certain and inexorable, but the duration of the persecution depends on us: “for the sake of the elect.” It depends on our testimony of Faith and of courageous defense of Truth, whether it is threatened by an Argentine who accuses a Cardinal of being a “denier” or who wants to prevent the celebration of the Catholic Mass; or if it is placed in danger by corrupt virologists and politicians who are enslaved by the globalist elite; or if it is silenced by the regime journalist or denied by the conservative intellectual.

Each of us today has the privilege of being able to align himself under the banners of Christ: “Finally, draw strength in the Lord and in the might of his power. Put on the armor of God, that you may be able to resist the deceits of the devil. Our battle is not against creatures made of flesh and blood but against the Principalities and Powers, against the rulers of this world of darkness, against the spirits of evil that dwell in the heavenly regions. Therefore take up the armor of God, that you may be able to resist in the evil day and remain standing after overcoming every trial. Stand firm therefore, with your loins girded with truth, clothed with the breastplate of justice, and having your feet shod with zeal for spreading the gospel of peace. Always hold in your hand the shield of faith, with which you will be able to quench all the flaming arrows of the evil one; take up also the helmet of salvation and the sword of the spirit, that is, the word of God. Pray incessantly with every sort of prayer and supplication in the Spirit, to that end be watchful with all perseverance and supplication for all the saints, and also for me, that when I open my mouth a bold word may be given to me, to make known the mystery of the gospel, of which I am an ambassador in chains, so that I can announce it with boldness as is my duty” (Eph 6:10-20).

Saint Paul uses a military metaphor that appears to me to be perfectly adapted to the present moment. He exhorts us to combat, warning us that we are not dealing with a human conflict, but a battle “against the Principalities and Powers, against the rulers of this world of darkness, against the spirits of evil that dwell in the heavenly regions” (Eph 6:12). This is where the Greatest Reset truly begins. It begins in the moment in which each of us understands that we are not silent spectators or disarmed observers of the carnage that is taking place, but rather each one of us is a precious soldier in an army that owes its strength to He who commands it and to She who guides it: we can be poor sinners and full of defects, but if we do not respond to our vocation as Christians, as “soldiers of Christ” which we became with the anointing of Confirmation; if we supinely accept violence and oppression of both the false shepherds who infest the Lord’s Sheepfold as well as the traitors who occupy public institutions, we also escape the opportunity that Providence is granting us to be a part of the victory of Christ. A victory that will take place anyway, and that will be so dazzling and miraculous as to definitively defeat Satan and his slaves; but – pay attention! – it will be a victory in which the deserters and the ambushed will have no part, while they will be condemned by those who fought and by God Himself, who will pronounce a terrible sentence on them: “I will vomit you out of my mouth” (Rev 3:16). While to those who have taken part in the battle, proudly aligning themselves next to Our Lord, He says: “I will make the victor sit beside me on my throne, as I also have overcome and am seated with my Father on his throne” (Rev 3:21).

Let us therefore work to shorten the days of the tribulation and to ensure that the Greatest Reset takes place soon, putting an end to the tyranny of this sect of possessed people enslaved to the Evil One. Let us do so by training ourselves as athletes of the Faith in the exercise of the virtues and in spiritual growth, always preserving ourselves in the Grace of God. Let us do so by praying for our brothers and sisters, for our ecclesiastical and civil Superiors, and for our enemies: may the Lord touch their hearts and lead them to repentance, causing them to denounce the pressures and blackmails to which they have been subjected and the names of those responsible. Let us do so by speaking the truth, without concern for human respect, without giving in and without letting ourselves be intimidated. I appeal above all to those who hold positions of responsibility and who can bring to light the network of deceptions, crimes, and conflicts of interest that have made this scandalous planetary plot possible. Let us do so – and I conclude with this – by remaining faithful to what we have been taught, to the Faith of our Fathers, to the civilization that it has made germinate and flourish in our Homeland, to the world that they would like to cancel.

If each of us makes ourself a tabernacle of the Most Holy Trinity and a throne of Christ the King, the society in which we live – both civil society as well as the Church – will not be able to do anything other than bowing down to Our Lord, because we will be leaven that makes the dough rise (Gal 5:9), the light of the world (Mt 5:14), and the salt of the earth (Mt 5:13). May this be the beginning of the true “Greatest Reset,” which we beg for from the Divine Majesty, through the intercession of Our Most Holy Mother, Mediatrix of All Graces and the Help of Christians. So may it be.

Allegati pdf

it.CIC 2021 GreatestReset.pdf

en.CIC 2021 Greatest Reset.pdf

 

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