“In questa situazione irreale e irrazionale io, prete, voglio esprimere vicinanza a tutti i veri esclusi, discriminati e perseguitati”

Cari amici di Duc in altum, dopo un periodo di silenzio è tornato a farsi vivo il Giovane Prete (sempre meno giovane, in realtà, ma certamente non meno combattivo). Ha inviato a Duc in altum questa sua riflessione-testimonianza sulla situazione attuale. Parole di un vero pastore.

***

del Giovane Prete

Caro Aldo Maria,

è arrivato finalmente il tanto atteso Super Green Pass! (maiuscole comprese).

“Don, è tutto così inverosimile. Mi sembra di sognare”; “Don, ma perché la Chiesa tace?”; “Ma la Chiesa non ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli ultimi, per gli esclusi dal gioco dei potenti?”; “Abbiamo famiglie da mantenere, figli da crescere… cosa dobbiamo fare?”. Erano di questo tenore le domande che alcuni insegnanti e medici mi hanno rivolto, a pochi giorni dalla loro sospensione per non avere il Super Green Pass necessario per poter continuare a lavorare.

Caro Aldo, come il tuo lavoro testimonia quotidianamente, stiamo vivendo una situazione ecclesiale e politica irreale e irrazionale, e proprio per questo estremamente pericolosa.

Sopra di noi si muove un Potere formidabile, proprietario di tutte le informazioni che arrivano nelle case degli italiani, senza che nessuno osi mostrarne le palesi falsità.

Possibile che nessun magistrato si alzi e faccia valere semplicemente la legge sul Green Pass in vigore dal 1° luglio 2021, ratificata dalla nostra amatissima Unione europea? In essa si vieta categoricamente la discriminazione lavorativa verso le persone che non solo non possono ma anche non vogliono vaccinarsi! Inutile però che ce lo nascondiamo: Draghi and good company sapevano benissimo da molto tempo che si sarebbero spinti fino a questo punto (e non sarà neanche l’ultimo…) e l’hanno dimostrato fin dal principio, quando falsificarono la traduzione della stessa legge, omettendo la parte in cui si lasciava la libertà di non farsi il vaccino, nella speranza che nessuno se ne accorgesse. Non sono semplici distrazioni, imprecisioni, ma il frutto di scelte tanto precise quanto meschine perché dolose.

È incredibile come la nostra società, i nostri cittadini e i nostri pastori abbiano accettato silenziosamente che il Potere, nonostante gli attuali numeri risibili della “pandemia”, privasse alcuni nostri fratelli e sorelle del loro posto di lavoro e della loro onorabilità. Insegnanti e medici che per anni hanno sudato sui libri, sui banchi di scuola e nelle corsie degli ospedali, gente brava, onesta, sana, da un momento all’altro sono mandati a casa e trattati come appestati da un governo a cui non è bastato neppure il loro sacrificio di sottoporsi ai due/tre tamponi a settimana pur di rimanere nel posto dove avevano il diritto di restare.

Ci tengo moltissimo a ricordare che chi non accetta di sottoporsi a questo vaccino è ancora una persona perbene, perché mi accorgo che, quando lo ribadisco all’interno di una discussione, la maggior parte dei miei interlocutori sembra sorpresa, come se nel loro immaginario il famigerato “no-vax” avesse ormai preso le sembianze di un mostro a sette teste con dieci corna.

Come pastore non posso dimenticarmi delle migliaia di fratelli e sorelle che in questo momento sono nella totale solitudine, confusi sul da farsi, probabilmente incompresi dai colleghi, dagli amici e forse qualcuno anche dai propri familiari: volevo assicurare loro la mia preghiera assieme a un grande abbraccio e un forte incoraggiamento a resistere. La partita non finisce qui. Abbiate pazienza, le bugie hanno le gambe corte: arriverà il momento in cui i responsabili di queste discriminazioni pagheranno per le loro decisioni arbitrarie che vi hanno declassato a cittadini di serie B.

Quelle terribili parole che Draghi in tutta sincerità vi ha rivolto, “spero che tornino presto a far parte della società”, un giorno gli si ritorceranno contro, nel momento in cui tornerà lo Stato di diritto e finirà questo palese colpo di Stato, con il quale chi comanda ha de facto diviso in due classi diseguali i suoi cittadini, attraverso il possesso o meno di una tessera che dà o nega diritti naturali essenziali, riconosciuti peraltro anche dalla Costituzione.

Dinanzi a questo spettacolo pietoso, diventano tragicomiche le parole di una conduttrice che bella come il sole se ne esce con questa affermazione: “Non sento tutta questa tragedia dell’apartheid”. Gentilissima e distinta signora, è lapalissiano che in Sudafrica non erano i bianchi a “sentire” il male dell’apartheid, in Germania ed in Unione Sovietica non erano rispettivamente i nazisti e i comunisti a “sentire” la discriminazione, poiché gli effetti delle leggi ingiuste li sentono sulla loro pelle solo coloro che li subiscono!

Infine un’ultima constatazione: all’inizio ho usato due aggettivi per descrivere il contesto in cui stiamo vivendo: “irreale” e “irrazionale”. Ecco, ne vorrei proporre un terzo: “preternaturale”.

Mi è venuto spontaneo pensarlo dopo aver visto alcuni programmi che trattavano la possibilità della vaccinazione per i bambini piccoli. Negli occhi dei giornalisti, opinionisti, politici ho notato un livello di fanatismo, di fretta, di durezza contro chi esprimeva perplessità in proposito, che mi ha lasciato basito e non avevo riscontrato neppure nella disputa per la vaccinazione degli adulti. Mentre assistevo a questo non ho potuto non pensare: “Ma chi glielo fa fare? Ma perché sono così assatanati da voler a tutti i costi far pungere i bambini, con così scarsi dati a nostra disposizione, con una situazione ancora tutta da comprendere, oltretutto avendo la certezza che i loro sistemi immunitari hanno saputo dimostrarsi efficaci contro questo virus? Perché tutta questa voglia di vaccinarli?”.

 

 

 

 

 

 

 

 

I miei ultimi libri