Quando la Chiesa si dissolve nell’eco-globalismo, la nuova religione

Cari amici di Duc in altum, una lettrice mi segnala questo incontro che si è tenuto a Madrid su iniziativa di una certa Fondazione Paolo VI sugli immancabili temi ecologici e secondo l’immancabile schema ecumenico e interreligioso. La cosa non meriterebbe attenzione, se non per l’incredibile sfoggio di nomi e sigle, con maiuscole a iosa. Uno dei tanti esempi dello stato in cui si è ridotta la Chiesa cattolica, impegnata a scimmiottare le organizzazioni globaliste, sia per gli argomenti sia  per l’ipertrofia burocratica.

“I nomi delle organizzazioni – scrive la lettrice – sono già delle conferenze: quando hai finito di nominarle è arrivata l’ora della siesta. E chi le mantiene? E nella Chiesa, sommersa da tutta questa fuffa, è rimasto ancora qualcosa del messaggio di Gesù?”.

Domande che giro a tutti voi.

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La Fondazione Pablo VI ha organizzato a Madrid l’evento COP 26: l’impegno delle religioni per il cambiamento climatico

Con il titolo COP 26: l’impegno delle religioni per il cambiamento climatico i leader delle principali religioni nel nostro Paese si sono incontrati nell’auditorium della Fondazione Pablo VI di Madrid per riflettere e valorizzare il loro ruolo e impegno per il cambiamento climatico e la cura della Casa Comune, a partire dalla COP26 tenutasi lo scorso novembre a Glasgow.

Convocata dalla Commissione Episcopale per la Pastorale Sociale e la Promozione Umana della Conferenza Episcopale Europea, nell’incontro, in continuità con l’appello che Papa Francesco ha rivolto già nell’ottobre 2021 ai leader religiosi ad impegnarsi per la sostenibilità ambientale e la lotta alla povertà generata da emergenze ambientali, erano presenti il ​​Cardinale Juan José Omella, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola; l’Archimandrita Demetrio, dell’arcidiocesi ortodossa di Spagna e Portogallo; Mohamed Ajana, della Commissione Islamica di Spagna; Moshe Bendahan, della Comunità Ebraica di Spagna e Alfredo Abad, della Chiesa Evangelica Spagnola.

Molte istituzioni che lavorano, in un modo o nell’altro, su questioni essenziali che hanno a che fare con la vita, la cura della casa comune, la giustizia sociale e la situazione dei poveri hanno partecipato all’organizzazione e alla convocazione di questo incontro interreligioso: Caritas Española , CONFER, Manos Unidas, Fundación Pablo VI, Movimento “Laudato si”, Comunità di Sant’Egidio, Enlázate por la Justicia, Justicia y Paz, REDES, Segretariato della Sottocommissione Episcopale per le Relazioni Interconfessionali della Conferenza Episcopale Spagnola; Commissione islamica, Federazione delle comunità ebraiche di Spagna, Chiesa Evangelica Spagnola e Chiesa Episcopale Riformata Spagnola.

Fonte: infocatolica.com

Foto: vaticannews.va

 

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