Lettera / Sullo stato penoso della nostra informazione

di Giovanni Butta

Caro Valli,

le scrivo per segnalare un episodio che, pur nella sua inconsistenza, mi pare possa ben testimoniare, meglio di tante analisi, dello stato attuale dell’informazione nel nostro Paese.

Trasmissione serale Controcorrente, Rete 4, domenica appena trascorsa. È presente in studio, insieme agli altri ospiti, il noto virologo e presenza mediatica costante Fabrizio Pregliasco. A un certo punto la conduttrice annuncia un servizio in cui, afferma, il Pregliasco va in cerca del dialogo (con scorta di telecamera…) coi cosiddetti no-vax. Si tratta in realtà di una manifestazione contro il green pass svoltasi il sabato precedente a Milano, ma non è questo il punto. Il punto è che chi ha organizzato l’uscita si proponeva verosimilmente ben altro che l’asserito dialogo. Infatti il professore, volto arcinoto del mondo mediatico in tempo di pandemia, è altresì noto per le posizioni non esattamente concilianti verso chiunque nutra qualche perplessità riguardo al siero, tutta gente che lui considera alla stregua di primitivi neanderthaliani catapultati non si sa come dal tempo delle caverne nell’Era della Scienza, gente al cui indirizzo egli usa rivolgere, ogni volta che ne ha l’occasione, epiteti, diciamo, non proprio accomodanti, non risparmiando neppure i colleghi, colpevoli di non condividere quelle sue posizioni che egli fa discendere dalla Scienza stessa.

Portando in piazza un personaggio dotato di tale caratterizzazione, non occorre grande fantasia per immaginarlo, si sperava probabilmente di ottenere un esito diverso dal decantato “dialogo”: qualcuno, malizioso, può infatti pensare che si volesse cercare proprio l’incidente, magari sotto forma di una brutta aggressione al mediatico professore. Il giorno successivo il Giornale Unico avrebbe titolato a caratteri cubitali “Pregliasco aggredito dai no-vax!!”, il mondo politico-culturale-televisivo si sarebbe indignato stringendosi alla vittima della barbarie, e poi sarebbe arrivata la telefonata solidale di qualche Alta Autorità, eccetera. Insomma, la risonanza sarebbe stata garantita.

Invece… lo sguardo deluso della conduttrice, che la sera successiva deve comunque mandare in onda il servizio, testimonia che l’iniziativa ha toppato, tanto che lo stesso Pregliasco, in studio, ammette di aver ricevuto solo “qualche insulto” (peraltro neppure presente nel video mandato in onda).

Spintoni, calci negli stinchi, sputi in faccia, botte da orbi? Macché, niente di niente, niente di mediaticamente spendibile. Neppure un naso rotto. Un vero peccato. I truculenti cavernicoli con l’anello al naso quel pomeriggio forse non erano in forma.

Forse, invece, quelli in piazza, intuita la trappola, non vi sono caduti, dopo ripetute provocazioni del genere da parte di “giornalisti” in occasione di manifestazioni precedenti. Chissà.

A noi resta qualche triste pensiero sul livello, da regime bananiero del Centramerica, raggiunto dall’informazione nel nostro Paese. E qualche pensiero, parimenti amaro, su come non pochi esponenti del mondo cosiddetto scientifico si stiano prestando a farsi strumentalizzare per fini che con la Scienza non hanno nulla a che spartire.

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