Materia Oscura nella cappella, conferenza dell’abortista Jeffrey Sachs, prolusione della luterana e laicista von der Leyen. La Cattolica festeggia così i suoi cent’anni

Confesso che non ero al corrente delle scelte fatte dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per festeggiare i cent’anni di vita. Ha provveduto a informarmi il contributo che, inviatomi da un lettore, trovate qui sotto. Come vecchio laureato della Cattolica ci sono rimasto male, ma non sono sorpreso. “Difficile – scrive il lettore – capire che cosa abbia ispirato le scelte dei responsabili della Cattolica”. Santa ingenuità! Non è per niente difficile: si sono semplicemente ispirati all’aria che tira a Casa Santa Marta e dintorni.

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Caro dottor Valli,

l’Università Cattolica di Milano celebra i suoi cent’anni di fondazione (1921-2021), un traguardo importante e significativo che però sembra segnato da eventi celebrativi che lasciano amaramente a bocca aperta.

Nei mesi scorsi viene allestita nelle diverse sedi dell’Università una mostra itinerante dal titolo Nulla dies sine linea. Il titolo, ereditato dalla cultura classica, potrebbe apparire come particolarmente adatto a un ambiente universitario. Tuttavia, tra le opere esposte, di vari autori, ci sono pezzi a dir poco inquietanti. E ciò che più desta sorpresa (vedi foto) è quanto allestito nella Cappella del Sacro Cuore, il luogo che padre Gemelli rese centro della vita universitaria e anima della spiritualità studentesca.

L’artista predispone una “realtà aumentata”, ovvero un escamotage tecnologico per cui l’oggetto della mostra non è fisicamente presente ma viene “evocato” tramite un’applicazione: col cellulare si vede quello che non c’è. L’esito è documentato nella fotografia della Cappella: un enorme occhio che copre (volutamente?) l’altare e l’effige del Sacro Cuore.

Il libretto che presenta l’intera mostra così descrive quanto appare nel luogo più sacro della Casttolica: “Il nome Dark Collection inoltre ha un rimando preciso allo studio della Materia Oscura, un’ipotetica componente di materia misurabile solo attraverso le sue manifestazioni gravitazionali e conseguentemente invisibile ad occhio nudo e a molte strumentazioni: allo stesso modo il Profeta oracolare si rivela solamente tramite il giusto strumento, in uno spazio vuoto in realtà solo in apparenza, rivelando l’esistenza di un missing link tra elementi destinati a ricongiungersi”.

Ognuno può giudicare da sé e trarne le conclusioni.

Nello stesso periodo della mostra uno degli eventi commemorativi del centenario vede la presenza di Jeffrey Sachs, economista americano, esponente del neo malthusianesimo, corrente di pensiero che mira alla riduzione della popolazione mondiale, sostenitore dell’aborto e presente al World Economic Forum di Davos, incontro in cui si pianifica il Nuovo ordine mondiale.

L’economista (nominato da Bergoglio nella Pontificia accademia delle scienze sociali) viene invitato per una conferenza sui soliti temi: inclusione, ecologia, nuova economia, ma che cos’ha di cattolico un simile pensatore? Quale lezione può dare a una università cattolica che celebra i suoi cent’anni di fondazione? Davvero difficile rispondere e ancor più difficile comprendere quali ragioni abbiano ispirato gli organizzatori degli eventi.

Tuttavia, l’elenco delle cose strane e inquietanti che accadono in Cattolica non termina qui: infatti il prossimo 19 dicembre l’anno accademico sarà aperto con una prolusione di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europeo, luterana, che si è battuta per le nozze gay e pochi giorni fa stava per emanare una direttiva sulla “comunicazione inclusiva” che prevedeva il divieto di usare i nomi “Natale” e “Maria” e di menzionare le feste cristiane legate alla nascita di Cristo.

Cosa può raccontare, nell’Università Cattolica più grande d’Europa, una persona che ha voluto espressamente colpire al cuore il cristianesimo? Che presenza significativa può avere nel novero degli eventi che ricordano una importante storia culturale del nostro paese un politico che progetta di comprimere libertà e diritti dei cittadini europei?

Sono domande che restano aperte e che accrescono l’inquietudine per questi tempi difficili, segnati da uno smarrimento sociale ed ecclesiale di proporzioni apocalittiche e dalla totale incapacità del mondo culturale di riportare al centro del proprio lavoro la riflessione e la ricerca della Verità.

Lettera firmata

 

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