I magi con il green pass. E l’invasione degli pseudo-presepi

Come diceva Jessica nel film di Verdone Viaggio di nozze? “O famo strano?”.

Bene, “O famo strano” potrebbe essere lo slogan (lo stesso Vaticano docet) che accomuna tanti presepi eccentrici e strampalati, ormai presenti ovunque. Con un tema, ovviamente, dominante in questi nostri tempi: il Covid.

A San Gregorio Armeno, la stradina napoletana celebre nel mondo per i presepi, quest’anno l’attrazione è costituita dai re magi con il green pass. Li ha realizzati il maestro Marco Ferrigno, titolare di una delle più note botteghe artigianali.

“Per i magi – dice Ferrigno – era obbligatorio avere il green pass, dal momento che stanno per cominciare un lungo viaggio che li porterà verso la stalla dove nascerà il Bambino Gesù. Scadenza, il 6 febbraio”.

Una iniziativa, quella di Ferrigno, che non è piaciuta a tutti. “Sul mio profilo Instagram – spiega – assieme ai tantissimi like mi stanno dicendo di tutto. Mi danno dal fascista al naziskin. Eppure non ho fatto niente di diverso dal solito: attualizzare il presepio introducendo personaggi o situazioni del momento. L’anno scorso misi la mascherina ai Re Magi, quest’anno li ho dotati di green pass. È solo un messaggio ironico, nessuna volontà di fare polemica. Semmai l’intento era quello di stemperare certe tensioni che esistono. Nulla di più”.

“Sono vaccinato ma rispetto chi decide di non farsi vaccinare” aggiunge Ferrigno spiegando che il Covid e i lockdown hanno messo a dura prova le botteghe artigiane: “L’anno non abbiamo ricevuto l’aiuto di nessuno tranne alcuni sponsor privati. Dalla sopravvivenza di questi negozi dipende la sopravvivenza di cinquanta famiglie e il sostentamento di altre duecento persone legate in qualche modo al commercio”.

Accanto ai magi con green pass a San Gregorio Armeno quest’anno si vede anche un presepe Covid, con Maria e Giuseppe muniti di mascherina e i pastori in fila davanti al centro vaccinale.

Se lasciamo San Gregorio Armeno, abbandoniamo il campo degli adattamenti ed entriamo in quello degli pseudo-presepi. L’elenco potrebbe essere lunghissimo. Mi limito a ricordare che si è osato fare un “presepe” utilizzando salsicce e bacon (mi rifiuto di mostrarlo), e uno  con i cani (idem). E poi ho trovato questo, fatto con le lattine. Al centro c’è una lattina col nome Jesús, ai lati le lattine María e José. Sopra la capanna una lattina Angel. Davanti, una scatola si sigarette Camel.

Resta da capire perché, mentre nei confronti delle espressioni delle altre fedi religiose viene chiesto il più profondo rispetto, del presepe, immagine della Natività, sia possibile prendersi gioco in ogni modo e senza limiti. Mah…

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Fonti:

corrieredelmezzogiorno.corriere.it

bloglive.it

 

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