Free Catholic Italy. Ecco chi anima l’Italia cattolica libera (vista da New York)

Cari amici di Duc in altum, il professor John C. Rao, docente di Storia alla St. John’s University di New York, direttore del Roman Forum Dietrich von Hildebrand Institute ed ex presidente di Una Voce America, ha scritto per The Remnant Newspaper un articolo nel quale fa una mappa di quella che ha voluto chiamare Free Catholic Italy, l’Italia cattolica libera che combatte ogni giorno contro il Nuovo Ordine Mondiale e l’apostasia nella Chiesa. Una mappa nella quale figura anche Duc in altum

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di John C. Rao

Il titolo di questo articolo, Free Catholic Italy, ha un duplice significato. Da un lato, indica quella rete di persone, organizzazioni e blog che voglio presentare alla famiglia di The Remnant, una rete che rappresenta esattamente ciò che indica il titolo: italiani liberi, in contrapposizione a oppressi, imbavagliati, suicidi o apertamente collaborazionisti, e cattolici. Dall’altro, rivela l’obiettivo dei suoi membri: liberare i loro compagni di fede e connazionali da un regime con ambizioni chiaramente totalitarie e ferocemente antireligiose, un regime inevitabilmente anti-razionale e di conseguenza assolutamente disumano.

È importante per noi conoscere il loro lavoro perché viene svolto proprio al centro di ciò che resta della vigna devastata un tempo chiamata Chiesa d’Occidente, un lavoro che richiede molto coraggio nelle circostanze attuali. Inoltre, molti dei leader di Free Catholic Italy sarebbero felici che gli americani fornissero loro informazioni sui nostri problemi e sulle nostre iniziative e, se possibile, scrivessero anche per i loro giornali e blog.

Tutti gli uomini, le donne, i gruppi e i blog elencati qui sotto promuovono la liturgia tradizionale e la dottrina sociale cattolica. Inoltre sono impegnati con tutto il cuore nell’attuale battaglia contro l’oligarchia globale anticristiana e quelle autorità della Chiesa più illegittimamente unificate ai regimi e più sottoposte al loro controllo di quanto la Chiesa sia mai stata legittimamente unificata ad uno Stato onesto nella storia.

Consentitemi di premettere questa introduzione a quello che in fondo sarà semplicemente un elenco dei membri di Free Catholic Italy, con una spiegazione di come sono venuto a conoscenza di ognuno loro. Viaggio in Italia, patria dei miei nonni, da mezzo secolo, ma la mia vera conoscenza del coraggioso “albo d’onore” da seguire è iniziata negli anni 1991-1992, quando il Roman Forum stava progettando il suo simposio estivo sul Lago di Garda e io e mia moglie abbiamo trascorso un anno sabbatico, principalmente a Roma. Fu in quel momento che conobbi tre gruppi che si intersecavano e da cui tutte le altre mie connessioni sono emerse provvidenzialmente nei decenni successivi.

Uno di questi riguardava principalmente la liturgia tradizionale. Comprendeva Una Vox International – il cui futuro presidente, Michael Davies, era un caro amico – che teneva uno dei suoi incontri regolari a Roma mentre ero lì presente. Un altro dei legami liturgici fu l’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote di Gricigliano, il cui fondatore, monsignor Gilles Wach, fece in modo che il cardinale Alfons Stickler si recasse a St. Agnes a New York nel 1992 per una messa solenne pontificia in rito tradizionale e per una settimana di conferenze per aprire ufficialmente il futuro programma del Roman Forum, sia negli Stati Uniti sia in Italia.

Una persona che fa parte della Free Catholic Italy, ma che ho veramente conosciuto solo in conseguenza di questo legame liturgico, e quindi va citato in questo frangente, è Calogero Cammarata, piemontese, nell’Italia nord-occidentale, direttore di Inter Multiplices Una Vox.

Un altro circolo conosciuto nel 1991-1992 era formato da un gruppo di giovani attivisti cattolici tradizionalisti di Roma, uno dei quali, il professor Massimo Viglione, figura in primo piano nel mio elenco. Mi sono trovato in contatto sempre più frequente con il professor Viglione dall’inizio di quest’ultima fase dello sforzo dell’oligarchia secolare globale di distruggere i resti della cristianità. Anche lui è stato di enorme aiuto nel mettermi in contatto con altri membri dell’Italia cattolica libera che fanno parte della Resistenza alle forze del Grande Reset.

Il terzo cerchio dei primi anni Novanta era incentrato su un accademico, Danilo Castellano, oggi professore emerito di Filosofia del diritto e preside emerito della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Udine. La sua rivista Instaurare, insieme ai convegni che questa organizza ogni anno, ha probabilmente avuto il più grande impatto sullo sviluppo del programma del Roman Forum sul Lago di Garda. È attraverso il professor Castellano che sono stato presentato a Bernard Dumont, editore di Catholica in Francia e ai professori Juan Fernando Segovia dell’Università di Mendoza in Argentina e Miguel Ayuso della Pontificia Università Comillas di Madrid. Gli ultimi due, attraverso il loro lavoro con la Fundación Speiro e la rivista Verbo sono al centro del pensiero politico e sociale cattolico in tutto il mondo ispanico.

Ma ora sono andato ben lontano dal mio obiettivo iniziale: l’albo d’oro dei membri dell’Italia cattolica libera. Sono certo che questo albo d’oro non è completo (e per le lacune esprimo il mio sincero rammarico a coloro che ho trascurato) ma è quello che ho a disposizione in questo momento. Elencherò quanto segue e le loro informazioni di contatto nell’ordine in cui ho acquisito familiarità con loro, arricchendo la mia introduzione di coloro che non ho già menzionato in dettaglio sopra.

  1. Danilo Castellano, Instaurare. 
  2. Professor Massimo Viglione, lavora attraverso il suo blog, Il ponte levatoio, e un’organizzazione dedicata a un’ampia varietà di attività educative, culturali e politiche in tutta Italia, la Confederazione dei Triarii. Tra i suoi numerosi libri, Mors tua vita mea. Il fine non giustifica i mezzi. Sulla illiceità morale dei vaccini che utilizzano linee cellulari di feti vittime di aborto volontario.
  3. Osservatorio internazionale cardinale Van Thuan. Questa magnifica organizzazione prende il nome da quel cardinale François-Xavier Nguyễn Văn Thuận (1928-2002) che fu arcivescovo titolare di Vadesi e coadiutore di Saigon, Vietnam, poi imprigionato dai comunisti nel 1975 e liberato nel 1988, e che nel 1998 divenne presidente del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace. Ha una versione inglese oltre a una italiana. Il mio rapporto con l’Osservatorio avviene tramite don Samuele Cecotti di Trieste, la cui amicizia devo al professor Castellano e ai convegni di Instaurare. L’Osservatorio svolge una vasta attività. Sebbene il blog sia importante, esso è prima di tutto un centro studi dedicato alla ricerca sulla Dottrina sociale della Chiesa. Diffonde la conoscenza dei suoi studi attraverso riviste e pubblicazioni. L’Osservatorio è estremamente desideroso di creare una rete internazionale di resistenza cattolica all’oligarchia globale e vorrebbe soprattutto contatti più stretti con gli Stati Uniti per combattere questo nemico internazionale comune.
  4. Aurelio Porfiri è un tradizionalista che indossa molti abiti. È un musicista – un compositore e un organista; un amico del cardinale Zen; un uomo con un grande bagaglio di conoscenze sulla situazione in Cina, grazi al tempo trascorso a Hong Kong; il fondatore di una casa editrice; e il padrone di casa di un programma online di grande valore chiamato Ritorno a Itaca. Si occupa di tutto, dagli affari generali della Chiesa alle questioni culturali. Aurelio ha una newsletter sia in italiano sia in inglese ed è interessato a diffondere la notizia di questa versione inglese agli americani. Potete trovare qui informazioni sulle sue numerose attività ecclesiastiche, politiche e culturali. È attraverso Aurelio che ho conosciuto numerosi altri membri di Free Catholic Italy, tra i quali una coraggiosa dottoressa e scrittrice, con cui una volta ho condiviso un programma online: Silvana De Mari.
  5. Un secondo contatto che ho stretto attraverso Ritorno a Itaca di Aurelio Porfiri è con La Nuova Bussola Quotidiana. Si tratta di un quotidiano online di portata molto ampia che ha anche una piccola edizione inglese e spagnola. La testata è stata fondata ed è diretta da Riccardo Cascioli, politologo con una lunga carriera giornalistica. In qualità di giornalista, Riccardo si è occupato di questioni internazionali tra cui le crisi dei rifugiati nel Sud-Est asiatico, il Medio Oriente, la Somalia e Taiwan, oltre a coprire varie conferenze delle Nazioni Unite tra cui la Conferenza di Rio (1992) e quella del Cairo (1994). Tra i suoi libri Il complotto demografico, che spiega le strategie, gli obiettivi e gli interessi politici ed economici alla base del movimento per il controllo della popolazione; La possibile globalizzazione e Le bugie degli ambientalisti, sulle menzogne del movimento ambientalista. Consulto quotidianamente La Nuova Bussola per le notizie su Chiesa, affari italiani e internazionali. Ha davvero una portata straordinariamente ampia e un vasto numero di collaboratori. Riccardo e sua moglie vogliono ampliare la propria offerta in inglese e cercano scrittori americani per contribuire.
  6. Un terzo contatto stabilito grazie a Ritorno a Itaca è quello con Aldo Maria Valli. Aldo è un vaticanista di grande fama e autore di molti libri, tra i quali il recente L’ultima battaglia (edito da Fede & Cultura) sembra fin troppo profetico. Scritto prima dell’attuale incubo Covid, è un romanzo distopico ma realistico su una Chiesa cattolica che ha perso ogni interesse per il cattolicesimo. Il suo blog, Duc in altum, è stato molto importante nel diffondere l’opera e il messaggio di monsignor Viganò. Sebbene Duc in altum all’inizio fosse incentrato principalmente sulle questioni della Chiesa, la degenerazione della nostra civiltà in generale, e della ragione umana e del linguaggio utilizzato, l’hanno portato a combattere in modo molto più dettagliato gli orrori della follia che ci circonda. Come dice lo stesso Aldo: «La nostra battaglia quotidiana (la mia e quella dei nostri collaboratori e lettori) è contro la menzogna, il relativismo dominante, l’indifferentismo religioso e l’approvazione dei modelli imposti dal Nuovo Ordine Mondiale». Duc in altum, altro sito che consulto ogni giorno, ha creato una vita comunitaria ed è un’ancora di sanità mentale per tutti coloro che lo leggono.
  7. Non conosco personalmente Marco Tosatti, che è un altro giornalista di lungo corso, ma di certo mi auguro di conoscerlo! Ha coperto il Vaticano dal 1981 al 2008 con il suo San Pietro e dintorni per La Stampa, e per la sua correttezza politica alla fine non poteva più nascondere la verità. Da qui la creazione di Stilum curiae, iniziato nel 2016, un blog deliziosamente pungente, molto divertente, ma anche terribilmente inquietante, con il quale (ora sto cominciando a suonare come un disco rotto) inizio la mia giornata. I lettori interessati a domande su Fatima, Padre Pio e altri argomenti scopriranno che Marco Tosatti ha molto da offrire anche a loro.
  8. Sabino Paciolla è un altro membro dell’Italia cattolica libera che non conosco personalmente.  Economista attivo anche nel mondo aziendale e finanziario, “segue con attenzione i movimenti dell’economia, dei mercati finanziari e delle politiche monetarie delle banche centrali, insieme all’attuale panorama politico e culturale”. Ho appena iniziato a seguire il suo blog, Oltre il giardino, e sono rimasto estremamente colpito dalla sua copertura degli eventi dalla nostra parte dell’Atlantico così come nel resto della nostra Patria Totalitaria Globale.
  9. Non conoscevo nemmeno Chiesa e post concilio di Maria Guarini, finché don Cecotti me l’ha consigliato. La signora Guarini mi ha potuto illuminare in merito con un’e-mail estesa, di cui posso riferire qui solo alcune righe. Il blog nasce nel 2007, ispirandosi all’opera del grande Romano Amerio, l’autore di Iota unum. I suoi studi dettagliati sul Vaticano II e le conseguenze distruttive del Concilio si concentrano su tutto, dalla sacra liturgia agli assalti a papa Benedetto XVI, dalle deviazioni dell’attuale pontefice alle fatiche di uomini come il cardinale Burke e l’arcivescovo Viganò, senza dimenticare la politica e la sofferenza sociale della cristianità in generale e dell’Italia in particolare.

Per quanto il governo di New York, sia statale sia cittadino, possa essere stato orribile come agente locale del colpo di stato globale che l’oligarchia mondiale ci ha costretto a sopportare, non posso dire di aver personalmente avvertito il tallone dei tiranni tanto quanto l’hanno sentito i membri dell’Italia cattolica libera.

Per prima cosa, la polizia di New York è stata molto più dalla parte di noi servi della gleba che da quella degli oligarchi. Ciò che hanno passato i miei amici e parenti italiani è stato qualcosa di molto più stalinista. È questo che ha reso le loro fatiche ancora più degne del mio rispetto. Uniamoci a loro e rispondiamo alla loro richiesta di aiuto con informazioni, scritti e preparazione per le nostre battaglie comuni contro un nemico comune, il cui carattere totalmente satanico diventa ogni giorno più chiaro!

Fonte: remnantnewspaper.com

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