Non sappia la destra…

di Rita Bettaglio

Caro Valli,

il suo racconto della vecchina che, senza esitazione, devolve alla Chiesa la moneta trovata per strada ha fatto emergere in me ricordi e considerazioni del passato.

Comprendo perfettamente il gesto dell’anziana signora perché a me è stato insegnato lo stesso: tutto ciò che si trova non è nostro, ma della Provvidenza, e quindi va dato in elemosina. Così ho imparato da bambina insieme a tante altre cose ormai desuete per i più. Ma frutto della sensibilità e delicatezza di cui la Chiesa era indiscussa maestra.

C’era allora, specie nei nonni (la mia era una ragazza del ’99), la profonda convinzione che la Chiesa fosse una roccia, un massiccio, le cui basi poggiavano sulla terra, tra gli uomini, ma con la vetta in cielo. La Chiesa era percepita e vissuta (senza neppure saperlo, senza riunioni, sinodi o altri orpelli) come un padre benevolo, e per questo severo, che sapientemente amministrava la multiforme grazia di Dio. Era arbitro delle umane vicende e questa autorità era riconosciuta anche da chi la rifiutava: di essa si serviva per indicare la via del cielo. La cifra della Sua opera era la discrezione, secondo il comando di Nostro Signore: non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra.

Per questo la sua vecchina si è avviata subito in chiesa a dare la moneta appena rinvenuta: ella non sapeva da dove fosse venuta e neppure dove andasse, ma certamente doveva passare tra le mani di Dio. E queste mani, lei ne era sicura, sono la Chiesa.

Un tempo la Chiesa era come una madre che tutti accoglie senza clamore, senza alcuna necessità di mostrarsi, di testimoniare alcunché, se non Cristo crocifisso. Non c’erano operazioni d’immagine, programmi di evangelizzazione strampalati e di sicuro insuccesso. C’era, nel popolo e nei suoi pastori, una fede profonda che era radicata da secoli e assolutamente salda perché basata sul reale cioè sulla lampante verità del Vangelo.

Stat crux dum volvitur orbis.

La Croce, la Chiesa, stava piantata sulla roccia e per questo era àncora nel mare periglioso delle umane vicende. Tutti lo sapevano perché tutti ne avevano fatto esperienza in qualche momento della vita. Anche chi la disprezzava ne riconosceva il valore, saldo e immutabile.

Fortezza e umiltà, pazienza e temperanza: questo insegnavano i prevosti dalla sottana logora, che consumavano le scarpe per carrarecce polverose, per andare a strappare i moribondi dalle illusioni del mondo e spedirli in paradiso.

Ringraziando Dio, la sua vecchina, caro Valli, crede ancora in questa Chiesa, che è la vera Chiesa con la C maiuscola. Che esiste ed esisterà sempre, perché è di Cristo.

“Don Camillo”, rispose con voce pacata il Cristo. “Non ti lasciar suggestionare dal cinema e dai giornali. Non è vero che Dio abbia bisogno degli uomini: sono gli uomini che hanno bisogno di Dio. La luce esiste anche in un mondo di ciechi. È stato detto: ‘Hanno gli occhi e non vedono’: la luce non si spegne se gli occhi non la vedono”.

 

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