Testimonianze / Il tesoro della Messa antica. Così l’abbiamo scoperto, così ci ha trasformati

Cari amici di Duc in altum, dopo la pubblicazione dell’articolo di Rita Bettaglio sulla Messa tradizionale e la sua forza d’attrazione (la trovate qui), ho ricevuto belle testimonianze di persone che raccontano la loro scoperta della Messa di sempre. Ho pensato quindi di dare spazio a queste voci che rendono conto della vitalità del rito romano antico.

Se volete raccontare la vostra personale esperienza, potete mandare un breve testo all’indirizzo venietvide.missa@gmail.com

Sarà pubblicato col solo nome di battesimo.

Ed ecco le prime testimonianze.

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La prima volta che assistetti alla Messa antica fu un fatto del tutto inaspettato. Ero andato in chiesa per suonare l’organo, ma un signore mi disse: “Le spiace se suono io? È una Messa un po’ particolare”. Risposi che non c’erano problemi, se il parroco era stato avvertito. Era una Messa da requiem, in rito antico, però.

Non capii nulla di quanto veniva detto, ma restai così affascinato… Questa Messa lasciò un punto interrogativo nel mio cuore. Allora cominciai a frequentarla, a leggere, a studiare. Non ho più potuto farne a meno perché la Verità e la bellezza s’impongono e non possono restare nascoste nel cuore.

Paolo, 19 anni, Italia.

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Quando ho assistito per la prima volta alla Messa vetus ordo ho sentito come emergere in me una nostalgia. Ma non di qualcosa che avevo già visto, perché non avevo mai assistito a questo tipo di Messa. Di solito non vado a Messa la domenica, anche se sono battezzata e credo.

La nostalgia che ho avvertito veniva dal profondo, era come l’emergere di qualcosa che stava dentro di me da sempre.

Il rito della Messa antica arriva più al cuore rispetto a quella riformata. Mi duole dirlo, ma quest’ultima la sento vuota.. Non che lo sia, ma mi trasmette questa sensazione.

Ne ho subito parlato con diverse amiche e le ho portate alla Messa antica perché anche loro provassero. Alcune non credono ma si sono incuriosite da quello che ho raccontato loro. Devo dire che le mie amiche sono rimaste molto colpite e hanno percepito una presenza.

Anna, 55 anni, Italia

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Era già sabato pomeriggio e non avevamo potuto trovare un sacerdote che celebrasse la Messa domenicale in rito antico. Una fedele lo chiese allora a padre P., che non aveva mai celebrato il rito tridentino ma accettò di mettersi alla prova.  Disse: “Se il superiore mi darà il permesso, verrò io. Non si può lasciare queste persone senza Messa la domenica”.

Il permesso fu accordato, padre P. si presentò con largo anticipo e i chierici cercarono di spiegargli tutto quello che c’è da sapere per celebrare: “Legga quello che è scritto in nero e faccia quello che è scritto in rosso”. E poi via, suona la campanella…

Padre P. offrì la Messa affiancato da due chierici assistenti. Al ritorno in sacrestia, stanco e madido di sudore, sembrò trasportato in un’altra dimensione.

“Mi avete guidato come gli angeli guidarono Gesù Bambino durante la fuga in Egitto”, disse ringraziando. “Ho provato qualcosa d’indimenticabile. Qualcosa di mai provato, qualcosa che trasforma”.

Ora padre P. è stato trasferito all’estero e non sappiamo se abbia imparato a celebrare in rito antico, come era suo desiderio. Di certo, chi ha assistito alla sua prima Messa antica non potrà dimenticare quel giorno.

Lettera firmata, 40 anni, Italia.

 

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